Frammenti di storia canarina
Quelli che...al “Bruno Recchioni” ci vanno sempre, a prescindere da meteo e categoria. Storia “canarina” de “L'uomo della scarpa”, alias Giancarlo Bargoni: il Krusciov Gialloblù

Un'iniziativa pretenziosa, la nostra. Perché vuole arrivare a toccarvi il cuore ed a risvegliare ricordi indelebili e che mai dovremo permettere che cadano nel dimenticatoio. Nel tempo, tante e tali sono le emozioni che la maglia gialloblù ci ha regalato che ci è sembrato doveroso andarle a rispolverare e, di conseguenza, riproporvele a qualche annetto di distanza - puntata n. 29

Quelli che...al “Bruno Recchioni” ci vanno sempre, a prescindere da meteo e categoria. Storia “canarina” de “L'uomo della scarpa”, alias Giancarlo Bargoni: il Krusciov Gialloblù

Ci sono sportivi fermani che con il passare del tempo diventano icone indelebili di periodi storici. Fatevi un giretto al “Bruno Recchioni” durante gare e sedute collegiali di allenamento della squadra ed alzate lo sguardo verso il settore che ospita quei tifosi sempre presenti e pronti a raccontarvi aneddoti calcistici riconducibili alla Fermana anche di 60 anni fa. Ne troverete tanti. Fra di essi, immancabile, Giancarlo Bargoni. Per tantissimi “L'uomo della scarpa”; per gli storici "fermanisti", il “Krusciov Gialloblù”.

 

Cos'è per me la Fermana? Beh, mettila così: subito dopo alla famiglia ed agli affetti più cari, vengono questi magici colori. Che seguo dal 1946, quando mio padre mi portò, per la prima volta, al “Bruno Recchioni”. Da 72 anni a questa parte, sono pochissime le volte che sono mancato ad un appuntamento dei canarini. Campionati, coppe, amichevoli...ci sono stato, ci sono e sino a quando il Padre Eterno me lo consentirà, ci sarò”.

 

Parole e musica di Giancarlo Bargoni, supertifoso gialloblù (e della Juventus, ma questo è un altro paio di maniche...) noto anche per essere stato premiato nel lontano 1999 da una nota emittente televisiva a pagamento, come “miglior tifoso dell'anno” a pari merito con una sua collega portoghese. Sì, perchè anche la redazione Sportiva dell'allora Tele + si interessò a lui, inserendolo per ben due volte all'interno della “Top Five Horror”. “Chi è? Ditecelo, scrivetecelo, fatecelo sapere...perchè vogliamo conoscerlo”, fu l'accorato appello lanciato da Fabio Caressa, al tempo conduttore del programma – cult “Zona Mondo”.

 

"Quando per la prima volta inscenai la gag della scarpa, eravamo in Serie B. Fu durante una gara di fine Settembre e l'Assistente dell'Arbitro sotto alla “Tribuna Laterale Coperta Est”, settore da dove da anni assisto ai match casalinghi della nostra squadra, non stava attraversando una delle sue migliori giornate. Decisioni a dir poco cervellotiche, mi spinsero a questo gesto istintivo: sfilarmi la mocassino e batterla forte sul plexiglas che divide il settore stesso dal campo. E pensare che solo pochi giorni prima ero stato premiato come Tifoso dell'anno, unitamente ad una sostenitrice di una squadra portoghese. Comunque il tutto fu ripreso e rimandato anche durante “90° minuto” ed il giornalista che commentò quelle immagini disse: "Si vede che siamo in una zona a forte devozione calzaturiera". Che tempi”.

Nonno di 4 nipoti (uno dei quali “canterano” gialloblù) se ne guarderebbe bene, per ovvi motivi, di “dare spettacolo” e pessima immagine di se. Il suo caracollare, scarpa in mano, all'inseguimento del giudice di linea, va quindi interpretato nella giusta maniera. E cioè, riconducibile ad un teatrino sicuramente scaramantico e non violento. Del resto, negli anni '50, nel bel mezzo di un suo memorabile discorso pronunciato nella sede delle Nazioni Unite, il leader sovietico Nikita Krusciov non impugnò la sua scarpa battendola più volte sul banco? Ed allora, visto l'illustre predecessore...

In ogni caso, scarpa a parte – prosegue Bargoni – io vado allo Stadio dal lontano 1946: da quando il tifoso Parlatoni, dagli spalti, indirizzava simpatiche ed irriverenti strofe ai giocatori avversari. Ricordo distintamente l'invasione di campo con il Gubbio, le prodezze di Paci, Iancarelli...memorabili derby con Maceratese e Civitanovese; pesanti sconfitte e grandi vittorie. Oggi la scarpa qualche volta “scappa” ancora, ma gli Steward ti mettono subito nelle condizioni di non proseguire. E poi, vicino a me c'è sempre mia moglie: lo Steward più arcigno, al quale è difficilissimo sfuggire”.

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Data pubblicazione : 31/08/2018 17:49
Scritto da : Redazione Sport
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