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San Zenone, “l'ambulatorio dell'anima” di Fermo

La città di Fermo finalmente potrà riprendere possesso del suo primo Duomo, la chiesa di San Zenone.

San Zenone, “l'ambulatorio dell'anima” di Fermo

Mura massicce del X secolo, completamente ripulite, che raccolgono al loro interno una chiesa a tre navate, pesantemente rimaneggiata nel '700. Dell'originale interno romanico ormai non resta che l'abside della navata di destra,  riscoperto proprio durante i lavori di restauro.
“Questa chiesa ormai era diventata un semplice magazzino – racconta don Osvaldo Riccobelli, parroco di santa Lucia – aveva bisogno di un bel restauro. La parrocchia da sola però non poteva accollarsi un tale onere, visto che oltre a questa abbiamo altre sette chiese. Così, essendo cappellano dell'Ordine di Malta, e avendo bisogno quest'ultimo di un luogo di culto, ho pensato di coinvolgerlo nel restauro. Il vescovo, mons. Conti, ha dato il via libera all'accordo che gli abbiamo sottoposto io e il Procuratore della Delegazione marchigiana dell'Ordine, il Cav. Raffaelangelo Astorri, che prevede l'usufrutto della chiesa da parte dell'Ordine per i prossimi trent'anni. È bene chiarire però che San Zenone rimane a disposizione di tutti, a partire dalla parrocchia, visto che qui dirò messa ogni sabato alle 19.30. Questa ripulitura è stata possibile grazie soprattutto alle donazioni fatte dai Cavalieri, dalla Fondazione Carifermo (che ha restaurato due tele, con la collaborazione della dott.essa Ascenzi) e della sovrintendenza (che ha restaurato il portale). Questa chiesa sarà un luogo di ritrovo sia per la comunità religiosa che per quella civile, entrambe unite dai valori della bellezza e della cultura, come dimostra il concerto inaugurale di “Armonie della Sera”, che andrà in scena proprio qui sabato 7 luglio”.
Un raggiante Raffaelangelo Astorri ringrazia: “... tutti quelli che sono qui, che si sono impegnati per donare alla città di Fermo questo gioiello, incastonato nella parte propriamente medievale della città, cioè Campolege. Fin dall'approvazione del progetto questo restauro è stato un impegno per l'Ordine. Un plauso particolare va al Cav. Torresi, che si è prodigato nella raccolta delle donazioni, cosicché per fare questa ripulitura non abbiamo dovuto chiedere un soldo né all'Ordine di Malta, né alla Curia, né, tanto meno, alla municipalità. Vorrei ricordare anche un'altra iniziativa portata a termine con successo dall'Ordine: la creazione di un Osservatorio per i miracoli della Santa Casa di Loreto, il secondo al mondo dopo quello di Lourdes”.
Ed eccolo qui allora Giordano Torresi, il Cerimoniere della Delegazione marchigiana dell'Ordine: “Come vedete abbiamo approntato delle schede tecniche per permetterci di raccogliere ulteriori fondi, visto che siamo appena all'inizio del restauro vero e proprio. Un primo consolidamento si deve a mons. Bellucci che, nel '99/2000, mise mano alla chiesa, mettendo mano al portafogli. Un ringraziamento speciale va a Fra' Filippo Maria Ferretti che, grazie alla sua donazione, ha permesso il consolidamento di tutta la navata sinistra, ultimata appena in tempo per la neve di febbraio; se non si fosse fatto quel lavoro sarebbe sicuramente crollata. Vorrei ringraziare poi anche tutte quelle ditte che hanno lavorato, anche gratuitamente, per la riuscita del progetto. Vorrei precisare che l'Ordine di Malta non è un club della caccia, ma è un gruppo di persone che cerca di vivere la propria religiosità in modo diverso, avendo sempre per obiettivo l'assistenza ai bisognosi. Fanno capo all'ordine infatti diversi ambulatori di assistenza medica completamente gratuiti, anche all'interno del carcere di Camerino, dove dobbiamo far fronte ad una continua emergenza igienica. Ebbene, questa chiesa è “un ambulatorio dell'anima”, come l'ha definita il cappellano della Delegazione marchigiana, mons. Tonucci, vescovo di Loreto. Abbiamo addobbato San Zenone con i simboli propri dell'Ordine, come le otto bandiere degli otto Gran Priorati, con la croce ottagona e sedie imbottite di color rosso, il colore dell'Ordine. Domani, per la riapertura, si svolgerà una bella cerimonia, un rituale che si tramanda uguale da secoli, che prevede anche che vengano indossati gli abiti storici dei Cavalieri: alle 18.00 ci sarà l'arrivo delle autorità, cui farà seguito l'apertura delle porte, fatta dal Patrono dell'Ordine, il Card. Paolo Sardi. Molti saranno i prelati presenti, fra cui anche lo stesso vescovo di Fermo. Sarà presente anche il numero due mondiale dell'Ordine, il Gran Commendatore Carlo d'Ippolito”.
È poi il turno dell'ing. Andrea Astorri, progettista dell'intervento insieme all'architetto Pasquarè: “Per un restauro totale della chiesa sarebbero necessari un milione e mezzo di euro, una cifra che, piano piano, speriamo di raccogliere, attraverso interventi successivi. Per adesso abbiamo consolidato l'intera struttura e abbiamo tolto l'umidità, attraverso l'installazione di due macchine di ultima generazione per deumidificare. Ora però restano da recuperare tutto quello che è già stato danneggiato dall'umidità, come gli affreschi sulle volte e sull'abside, straordinari esempi simbolici e sacramentali che qui si trovano in una concentrazione davvero eccezionale”.
Infine, il sindaco Brambatti, si è detta: “Commossa, al ricordo di quando venivo qui da ragazza, anche perché lo storico parroco di San Zenone, don Achille, era mio zio”.

 

 

 

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Data pubblicazione : 29/06/2012 16:30
Scritto da : David Zallocco
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • gio

    03-07-2012 09:49 - #1
    Se il locale viene utilizzato per attività che si configurano come Pubblico Spettacolo (concerti, conferenze ecc..) deve seguire le procedure previste dal DPR 151/11; in questo caso si configurerebbe un’attività 65 di cat. B e quindi soggetta all’approvazione di un progetto da parte dei VVF (che dimostri il rispetto del DM 19/8/96) ed ai successivi adempimenti.
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