Attualità
Un turismo a chilometri zero. Per aiutare le famiglie, le scuole, le strutture ricettive

Le gite scolastiche - quelle di sette giorni all'estero - sono a rischio. O quantomeno saranno in numero molto minore rispetto agli scorsi anni. Colpa della crisi.

Le famiglie hanno pochi soldi e il Ministero non pagherà le indennità di missione agli insegnanti.  Può essere l'occasione per un ripensamento complessivo.

Un turismo a chilometri zero. Per aiutare le famiglie, le scuole, le strutture ricettive

Tre anni fa lanciammo una proposta ripresa nel corso dell'iniziativa fermana Golosari a Piazzetta. Chiedemmo ai presidi delle scuole superiori (Iti Montani in primis) di rivedere il loro modello di gita istruttiva, anziché all'estero, visto l'approssimarsi, a quel tempo, della crisi, in Italia, soprattutto in Regione. Suggerimmo la stessa cosa all'assessore al turismo provinciale Guglielmo Massucci. Ne parlammo anche con un presidente di una nota società di trasporto.
Facemmo loro questo ragionamento: i soldi mancheranno sempre di più, le famiglie saranno costrette al risparmio, il nostro turismo locale ansima in difficoltà, i nostri giovani conoscono poco o niente la storia, l'architettura, l'orografia della Terra di Marca, la gita d'istruzione è utile. Conseguenza di tutto ciò fu la proposta di promuovere gite nel territorio marchigiano, usando le strutture ricettive del territorio marchigiano, scoprendo le bellezze del territorio marchigiano, mangiando i cibi della tradizione locale. Si sarebbe risparmiato sui costi degli autobus, sui pernottamenti e il vitto. Si sarebbe data una gran mano alle realtà alberghiere di casa nostra, agli agriturismo, ai musei paesani, ecc. ecc.
Si sprecarono i “sì sì”. Poi, come spesso capita, la palude inghiottì l'iniziativa. I presidi dimenticarono sommersi come sono da ben altre incombenze, i responsabili del turismo si ingegnarono più sulle brochures che sulla soluzione dei problemi reali delle famiglie e degli studenti.
Ora l'allarme è nazionale. Lo ha lanciato due giorni fa la grande stampa.
Vorremmo allora che qualche dirigente scolastico si ravveda e che qualche assessore al turismo faccia mea culpa. Potevano essere i primi.
Ma in questo quadro di debolezza creativa, mettiamo anche gli operatori turistici privati. Potevano – ma c'è sempre tempo - prendere loro in mano l'iniziativa e costruire un “turismo a km zero”. Quantomeno per questi tempi grami. Senza nulla togliere alla necessità di uscire dal proprio guscio e spaziare all'estero. Per questo ci saranno momenti migliori.

 

 

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Data pubblicazione : 16/04/2013 10:38
Scritto da : Adolfo Leoni
Commenti dei lettori
2 commenti presenti
  • rosa

    16-04-2013 15:59 - #2
    i nostri ragazzi non conoscono neanche il vicino di casa,figuriamoci gli entroterra,dopo per pubblicizzare la nostra terra occorrono personaggi che non sanno neanche la nostra lingua e le marche sono solo un puntino sulla carta.
  • GUIDO TASSOTTI

    16-04-2013 11:40 - #1
    e' una idea originale e bellisima ma ha un grande handicap:come faranno poi i nostri politici a spendere tutte le risorse alla bit o a tipicità luoghi preposti per potersi autoconsacrare a primattori del turismo ma che non portano risultato alcuno ?ed anche ,come faranno a piangere miseria se non vi sarà nulla da spendere ,giacchè questa idea non avrà costi? che poi gli albergatori si possano mettersi insieme e fare sistema,è pura fantasia!!!negli ultimi anni sono riusciti persino a far chiudere una associazione che aveva una quarantennale e gloriosa storia , per farne un'altra che di storico (e non solo)non avrà neanche ...la geografia(intesa come territorio di rappresentanza)!!!
    Risposta
    Direi: si muovano coloro che ci credono, da subito
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