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Fusione Fermo – Porto San Giorgio. Il Comitato Mori al sindaco Loira: “Altro che provocazione, abbiamo colpito nel segno”.

Il Comitato Abramo Mori, nel ricordare il 20 dicembre scorso l’anniversario della morte di Mori, pioniere della provincia di Fermo, aveva prospettato, nel contesto di un processo di innovazioni territoriali politiche e istituzionali, anche l’ipotesi di un referendum consultivo tra i cittadini di Fermo e di Porto San Giorgio per una eventuale fusione delle due città.

Fusione Fermo – Porto San Giorgio. Il Comitato Mori al sindaco Loira: “Altro che provocazione, abbiamo colpito nel segno”.

“La risposta del sindaco di Porto San Giorgio – scrive oggi Giuseppe Rossi del Comitato Abramo Mori - con l’intervista del 28 dicembre scorso conferma la fondatezza della utilità del referendum e della inevitabilità della fusione dei due comuni, non potendosi pensare di affrontare le sfide del terzo millennio chiusi nel proprio guscio: è necessario prevedere un futuro che vada oltre la mera collaborazione fra le due città (come infatti afferma testualmente il sindaco). Pertanto, non comprendiamo perché Loira consideri la proposta del Comitato una provocazione. Se anche fosse (e non lo è), riteniamo che essa comunque abbia colpito nel segno e ciò per due ragioni”.

Comitato Abramo Mori che entra nel dettaglio e spiega: “La prima perché ha rivelato pubblicamente il disagio e la preoccupazione in cui si dibatte il primo cittadino sangiorgese nel dover confessare che i rapporti di collaborazione tra Fermo e Porto San Giorgio sono all’anno zero, con tutti i danni conseguenti per i cittadini. Se questa è la situazione, allora, ci permettiamo di fargli notare per prima cosa che la responsabilità non è certamente di una sola parte (Fermo): è ovvio che il dialogo e la collaborazione richiedono la disponibilità di ambedue le amministrazioni comunali. In secondo luogo noi siamo convinti che a non parlarsi e a non collaborare siano solo gli amministratori delle due città e non certamente i loro cittadini e soprattutto le nuove generazioni, la cui vita invece si svolge quotidianamente in condizioni di positiva osmosi e di fruttuose relazioni interpersonali, culturali ed economico-sociali. E sono proprio i cittadini delle due città a non capire il “mutismo” e la “cecità” dei propri amministratori: mutismo e cecità che loro hanno purtroppo confermato nelle conferenze stampa di fine anno, in cui non si è minimamente accennato a nessuna ipotesi di collaborazione, chiusi come sono nel proprio “guscio” senza porte e senza finestre, intenti a coltivare (si fa per dire) il proprio “orticello” politico-amministrativo”.

La seconda ragione della utilità del referendum spiegata da Rossi: “E' insita nell’elenco dei settori, indicati dal sindaco Loira, in cui si dovrebbe concretizzare la collaborazione fra le due città, creando i presupposti per una indispensabile e ragionata fusione politica ed amministrativa tra i due comuni. Perché noi temiamo che se il processo di collaborazione e di fusione tra le due città viene lasciato solo ai loro amministratori senza una forte spinta popolare non si avvierà mai, come la storia di ieri e la cronaca di oggi ci insegnano. Il Comitato pertanto non desiste dal suo intento e si impegna sin d’ora a favorire il disgelo tra le due città e a creare le condizioni perché gli amministratori possano incontrarsi al più presto ed avviare quel dialogo e quella collaborazione, oggettivamente necessarie e riconosciute utili dai cittadini, al fine di costruire insieme la nuova città Fermo-San Giorgio di quasi 60.000 abitanti”.

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Data pubblicazione : 04/01/2014 13:36
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
5 commenti presenti
  • Stefano Casturà

    27-06-2016 08:30 - #5
    E' una strada obbligata che già molti altri comuni hanno percorso con soddisfazione dei cittadini: un comune, un'amministrazione e non due un assessore e non due, un dirigente e non due, meno sprechi più servizi, più qualità dei servizi. Io ho già un nome da suggerire; Palma.
  • joe

    06-01-2014 16:46 - #4
    i politici non penseranno mai al bene dei cittadini, la risposta del sindaco di psg ne è la prova, ma immagino che anche altri politici, anche di fermo, siano della sua stessa idea. Si taglierebbero poltrone e quindi potere, mentre di fatto, la nuova entità avrebbe un numero di abitanti che la porterebbe ad essere più rispettata in sede di trattative, ormai all'ordine del giorno, in regione per i servizi, anche più basilari, per la cittadinanza.
  • oreste giulietti

    06-01-2014 08:37 - #3
    sarebbe ora che i due comuni si unissero , a chi giova due piccole entita'
  • Carlo Renoglio

    04-01-2014 18:45 - #2
    In effetti all'ingresso del comune di Porto San Giorgio c'è scritto Municipio. Così come è organizzata la suddivisione del comune di Roma; in Municipi.
  • mezza sangiorgese, mezza fermana

    04-01-2014 15:26 - #1
    domanda: sempre però che io per andare a fermo ci devo andare e a porto san giorgio ci devo andare. non ho ben capito da cittadina mezzosangue quale sono i vantaggi di avere un solo sindaco, una sola amministrazione un solo comune. e i servizi sociali? e i vigili urbani? e il porto? e l'ospedale? e se si fa un referendum e non ci va nessuno a votare perchè non se ne po' più, e vince l'unione o vince la separazione, come si fa a dire quello che avrebbero voluto fermani e sangiorgesi, sanguiorgesi e fermani, mezzi sangiorgesi e mezzi fermani?
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