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Giorno 4: Oklahoma, poliziotti e balene blu

Siamo al quarto giorno, la stanchezza inizia a farsi sentire, ma i 3 fermani non mollano: il loro obiettivo è arrivare a Santa Monica, Los Angeles, in tempo per il 26 Maggio. Al momento sono nello stato dell'Oklahoma, dove il loro viaggio prosegue.

Giorno 4: Oklahoma, poliziotti e balene blu
Destinazione: Oklahoma

Dopo 4 giorni di viaggio, abbiamo appurato una cosa: la route è più infida di quello che pensassimo.

Le distanze sono circa il triplo di quello che avevamo immaginato, le strade sono messe peggio di quello che ci aspettavamo ma tutto sommato, almeno oggi, abbiamo guidato con il sole. Fino a quando una mini tempesta ci ha beccato dalle parti di Tulsa. Per lo meno, fa più caldo. Questo si. 

 

Siamo arrivati nell'Oklahoma, dopo aver lasciato la piccola cittadina di Carthage e aver percorso un breve tratto nello stato del Kansas. Al contrario degli altri stati, in Oklahoma la segnaletica che indica la Route 66 è quasi inesistente, quindi ci siamo dovuti affidare totalmente alle mappe e all'intuito.

Stranamente siamo arrivati a destinazione. Non si sa come.

 

Attraverso la route abbiamo incontrato, al di là delle solite mucche e pompe di benzina, due attrazioni degne di notai: il totem più alto nel mondo nella contea di Foyil, alto circa 28 mt, e una balena blu(in realtà una scultura adibita un tempo a parco acquatico immersa in uno stagno) vicino Catoosa. Nulla di strano, in quanto la route è piena di queste meraviglie un po', diciamo,  "particolari" e incontrare simili cose è puramente nella norma. Chissà cosa ci aspetterà andando avanti.

Lo scenario è cambiato ulteriormente, passando dalle foreste e le praterie del Missouri, alle distese completamente pianeggianti e coltivate dell'Oklahoma. Oramai siamo arrivati al cuore degli Stati Uniti, quelli che non conosce nessuno e dove i turisti non vanno. Ovvio: non c'è niente. Ma è anche questa la bellezza della route: scoprire l'inimmaginato. Il celato dietro una patina di pura normalità.

Detto ciò: la strada inizia a farsi sentire e comunque sia 9 ore di auto al giorno fra strade, discese e lunghi tratti con il solo niente attorno, non sono sempre tutto questo leggero. Eppure, il viaggio merita. Eccome.

La strada ti mette alla prova, ti valuta e, saprà molto di vecchio Far West, ma solo se hai la forza per arrivare in fondo, ci arrivi veramente. Nessuna perdita di tempo o indugi. 

Al momento dove siamo?  Ci troviamo nella capitale dello stato del Ok: Oklahoma City. La città è bella, soprattutto il downtown della città chiamato Bricktown, ma per il resto è il classico ritratto dell'America: una città di 300.000 abitanti che vive come fosse un piccolo villaggio di periferia, dove tutto chiude e si spegne con il calare del sole. Poche macchine in giro e una città completamente addormentata. E' una mia impressione: ma qui devono lavorare sodo di giorno. 

 

Abbiamo detto della route bella e pittoresca, eppure non tutto è rose e fiori: oggi abbiamo fatto la nostra prima conoscenza con la polizia locale.

Immaginate la sfiga: a circa mezzo miglio dalla nostra meta di giornata,  veniamo fermati da una volante. Sudori freddi. Già immaginavamo multe salate per il fatto di non essere in possesso della patente internazionale di guida(in pratica una misera traduzione della nostra patente che non serve a niente, ma che qualche pignolo potrebbe richiedere). In realtà siamo stati fermati per il fatto che Michele, seduto dietro, non indossava la cintura e perché avevamo tagliato una corsia prima di uno stop. In pratica niente(secondo la nostra visione della strada da veri Italians), ma figuriamoci qui in America!!!

 

Alla fine ci è andata bene, perché scoprendo che eravamo in viaggio sulla Route 66, il poliziotto ci fa: "Ah, siete in Route? Ok, per questa volta è solo un'avvertimento."

 

Abbiamo imparato la lezione: da domani appena vedremo la polizia....scapperemo!!!

 

P.s scherzo, scherzo...forse. 

 

 

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Data pubblicazione : 16/05/2014 07:45
Scritto da : Iacopo Luzi
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