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Porto San Giorgio. La società che gestisce il porto lancia l’allarme: “o si completa la struttura o noi non possiamo andare avanti così”

Il cda della società concessionaria del porto, la “Marina di Porto San Giorgio s.p.a.”, ha incontrato la stampa per fare il punto della situazione, ovvero per lanciare l’allarme sul futuro della struttura: se non verrà completata, la Marina di Porto San Giorgio non riuscirà più a coprire i costi di gestione.

Porto San Giorgio. La società che gestisce il porto lancia l’allarme: “o si completa la struttura o noi non possiamo andare avanti così”

All’incontro c’era tutto il cda, Costantino Sarnari, Alberto Simonetti, Paola Renzi e Marco Mazzieri (Porto s.r.l.), collegio sindacale compreso (Attilio Marin e Dalmazio Greci). Tutti d’accordo nel lanciare l’allarme sul futuro della struttura portuale sangiorgese: “se non si creano i servizi e non si rende questa struttura un vero porto, non riusciamo ad andare avanti. Saremmo costretti a chiudere la sbarra”. A  sbarra chiusa, il porto resterebbe della società, visto che il cda ha annunciato che se si presentasse questa eventualità, continuerebbe a pagare il canone di concessione demaniale fino a scadenza della concessione stessa, ovvero fino al 2032. Le motivazioni dei toni in parte duri usati dai concessionari sono state date da loro stessi. “Noi abbiamo 820 posti barca – affermano il cda e il collegio sindacale – e la nostra marina ne occupa in media solo il 55%, contro l’80% dei diretti concorrenti”. Pur riconoscendo che mai potrebbero impegnare il 100% dei posti, per via della quota da lasciare libera per le barche di passaggio, i concessionari fanno presente che altre marine lavorano meglio per via dei servizi. “Gli altri porti hanno tutto, o stanno per averlo – proseguono i soci – mentre il nostro fuori è visto solo come parcheggio di barche. Non si sa dove fare cambusa, i proprietari di imbarcazioni più piccole devono alloggiare all’esterno, non si sa dove comprare ciò che serve”. E questo, unito alle tasse da pagare e al canone demaniale, alla crisi e anche ai controlli sempre più insistenti della Guardia di Finanza, sta progressivamente scoraggiando la voglia di investire che hanno questi signori.

Loro, i concessionari portuali, ricordano che hanno speso molto da quando hanno rilevato la struttura: oltre ai 12.000.000 € per rilevarla, sono stati investiti 2.890.000 € per “interventi di ammodernamento ed adeguamento eseguiti e per la progettazione del complesso portuale che era, e purtroppo è ancora, un’opera incompiuta”. I concessionari chiedono dunque al comune “di formulare, ma soprattutto formalizzare, quanto prima, un piano regolatore portuale, di completare la struttura per diportisti dotandola di servizi”. Non solo. La Marina di Porto San Giorgio s.p.a. vorrebbe poter sfruttare la zona cantieristica non solo per 3 mesi all’anno, ma per 10 o 11 e per far ciò sarebbe opportuno che la cantieristica stessa fosse coperta. In aggiunta a questo, come detto in precedenza sarebbe auspicabile avere una struttura di residence per turisti e negozi che permetterebbero ai diportisti di non dover uscire per comprare quanto serve alla manutenzione.

“Tutto questo – conclude la Marina di Porto San Giorgio s.p.a. – creerebbe posti di lavoro nell’area industriale (circa 100) e in quella commerciale (circa 60), per non parlare dell’indotto che occuperebbe 300 unità”. Mancano anche i dovuti collegamenti con la città da e verso il porto, ci sono poche infrastrutture e la domanda che loro, i concessionari, si pongono, è questa: “Ma i cittadini sangiorgesi lo vogliono veramente il porto?”.

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Data pubblicazione : 07/06/2014 16:13
Scritto da : Chiara Morini
Commenti dei lettori
2 commenti presenti
  • Oresta

    08-06-2014 02:30 - #2
    Su questa partita Loira si gioca tutto e, se vorrà, dare un senso al suo mandato risollevando la città dal letargo di questi ultimi vent'anni ma, soprattutto, dal colpo mortale inferto dalla precedente amministrazione dovrà superare le chiacchiere di SEL e Comunisti italiani, portatori inutili di vecchie ideologie (di fondamentalismo si muore).
  • paolo

    07-06-2014 16:43 - #1
    tante chiacchiere ma alla fine quello che veramente vogliono è costruire e vendere appartamenti all'interno dell'area demaniale. Mi auguro, anche alla luce degli ultimi scandali legati all'edilizia, nel fermano e nazionali, che questo non avvenga mai.
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