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Il Presidente di Confindustria Fermo: "Sopprimere la Camera di Commercio arrecherà un grave danno all'economia locale"

Queste le dichiarazioni del Presidente della Confindustria Fermo Andrea Santori sul provvedimento del Governo Renzi per limitare la spesa pubblica, che potrà colpire le funzioni della Camera di Commercio: “Il recente provvedimento del Governo Renzi circa la limitazione delle funzioni e l’accorpamento delle Camere di Commercio non sortirà gli effetti che l’Esecutivo Nazionale spera.

Il Presidente di Confindustria Fermo:

L’intento di snellire e semplificare la Pubblica Amministrazione nell’ottica di un risparmio nella spesa pubblica non può essere perseguito seguendo questa strada. Le Camera di Commercio sono gli Enti che maggiormente favoriscono lo sviluppo dell’economia locale. In particolare la Camera di Commercio di Fermo, di cui la Confindustria che rappresento siede nella Giunta, sin dalla sua costituzione ha messo in moto una serie di politiche di sostegno e di affiancamento alle imprese industriali, agricole e artigianali nella loro azione di penetramento dei mercati e nei loro processi di investimento nei campi della ricerca, dell’innovazione e dell’internazionalizzazione attraverso mirate azioni di promozione, favorendo in questo settore la loro partecipazione ad eventi e fiere internazionali erogando una cifra di oltre 400 mila euro. L’Ente Fermano ha dimostrato e continua a dimostrare una enorme dinamicità nel tutelare gli interessi delle imprese, nel creare opportunità di business e nell’erogazione di importanti servizi, sul fronte creditizio ha erogato importanti contributi ai Consorzi Fidi di tutte le categorie consentendo di garantire affidamenti per circa 25 milioni di euro.
Con Confindustria Fermo, inoltre, ha avviato un proficuo ed efficace rapporto di collaborazione che vede questi due Enti quali interlocutori privilegiati delle aziende per intraprendere percorsi virtuosi in grado di poterle condurre a fiorenti risultati in termini di sviluppo e di crescita. Confindustria Nazionale ha elaborato una serie di proposte da trasmettere al Governo circa la riforma della normativa delle Camere di Commercio, proposte che Confindustria Fermo condivide e che ha contribuito a stilare, che riguardano:1. il diritto annuale: la misura della riduzione nel 2015 deve essere parametrata al costo delle funzioni che si decideranno di mantenere; 2. norma straordinaria una tantum: per gestire la mobilità del personale delle aziende camerali speciali che verranno riorganizzate, la gestione del personale delle Camere dovrà essere regolamentata da una legge; 3. territorialità : sì ad accorpamenti, no alla regionalizzazione secca proposta dal Governo; necessaria una maggiore coerenza con le specificità dei territori e dei servizi da erogare; individuare i parametri per l'accorpamento secondo tre criteri: qualità dei servizi resi, sostenibilità economica delle Cciaa, riferimento alle circoscrizioni elettorali; circoscrizioni camerali coerenti con l'assetto istituzionale del territorio che si andrà a definire; pesare il prodotto interno lordo delle regioni per distribuire i contributi camerali e decidere la presenza delle Camere; 4. servizi/funzioni: da mantenere:
servizi di orientamento scolastico al lavoro dei giovani registro imprese, internazionalizzazione: vincolata a determinati obiettivi ma non eliminata perché strategica per le PMI sostegno al credito attraverso i Confidi Comunicazione unica e Suap test di funzionalità delle strutture; 5. società in house: sciogliere il sistema delle società in house; 6. partecipazioni camerali: sì a un piano di razionalizzazione; 7. stipendi dei dirigenti/ amministratori camerali: sì al tetto massimo; 8. le norme del Governo non chiariscono bene il percorso di riforma: prevedere una disciplina transitoria per assicurare la piena entrata a regime della riforma immaginando step temporali precisi e misurabili sui risultati da raggiungere, evitando forme di commissariamento di Camere che non si adeguano; 9. governance da ridurre : 1 organo di Giunta a 4 componenti più il Presidente e accesso solo alle organizzazioni riconosciute a livello nazionale; 10. Unioncamere: da snellire la governance e rifocalizzare le funzioni su un maggiore ruolo di garanzia; 11. gestione delle Camere : necessari criteri per vincolarle a logiche imprenditoriali e di qualità, evitando accumuli e riserve non necessarie e ridistribuendo alle aziende tutto quello che viene incassato; 12. risorse comunitarie: Camere di Commercio come veicolo per avere la possibilità di accedere alle risorse comunitarie che spesso rimangono inutilizzate.

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Data pubblicazione : 12/07/2014 10:33
Scritto da : Andrea Santori
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