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Sudore e magnesia. La storia di Carlo Macchini, ginnasta fermano, alla conquista di un sogno

Signori e signore, bentornati nella Sala dei Ritratti. Dopo la storia del falegname in ferie dal 1992, questa volta ci spostiamo fra la magnesia, le pedane e il sudore di una palestra di ginnastica artistica, per raccontare la storia del fermano Carlo Macchini. Oro alla sbarra ai campionati Eyof del 2013, è, a detta di molti, uno dei talenti più cristallini dell'intero panorama ginnico italiano. 

Sudore e magnesia. La storia di Carlo Macchini, ginnasta fermano, alla conquista di un sogno

Utrecht, Olanda, Luglio 2013

 

“E’ il tuo turno alla sbarra. Vai. Un respiro. Due respiri.

Sei appeso. Inizi a girare, girare, girare, voli.

Un esercizio pulito, preciso.  Sei di nuovo sulla terra.

Gli altri non sono andati granché.

Poi ti volti e vedi i tuoi genitori che sorridono, che sono rimasti fino alla fine, perdendo il volo di ritorno, pur per vederti nella finale.

Li guardi. E poi dai uno sguardo verso il tabellone con il punteggio. 14.10.

Medaglia d’oro.

Sei il nuovo campione d’Europa alla sbarra.”

 

Questa è la storia di Carlo Macchini...

 

Fermo, Italia, Novembre 2014

 

Sono le dieci di sera.  Nel centro storico di Fermo, vicino le poste. A bordo della sua moto, eccolo arrivare, parcheggia, e mi chiede: “E’ tanto che aspetti?”.

Fosse stata una ragazza, glielo avrei fatto notare il ritardo, ma visto che è lui, lascio perdere. Mi ritrovo, così, in una sera come tante altre a intervistare Carlo Macchini.

Probabilmente fra qualche anno mi potrò vantare della cosa, per il momento mi godo quest’occasione di poter conoscere meglio questo giovane sportivo fermano.

Classe 1996, un ragazzino di 18 anni come tanti altri, ma con una sola particolarità: è un ginnasta (e già questo basterebbe per fare la differenza), è un atleta professionista, ma è anche un campione.

Ordiniamo, lui prende una coca cola e mi fa: “Non posso prendere nient’altro, perché sono a dieta e in più, non mi piace manco l’alcool”.

Bravo. Beato lui…

Lo guardo e mi domando: “Ma chi è esattamente Carlo Macchini?”

Se vi dicessi che è uno dei talenti più cristallini della ginnastica artistica italiana oggigiorno, forse non mi credereste oppure si, a ogni modo sarà meglio partire dall’inizio per raccontare tutta la storia di Carlo.

Era il 2000 quando questo ragazzino scoprì il mondo della Ginnastica Artistica, muovendo i primi passi alla Palestra Coni di Fermo, ma fin da subito un allenatore lo notò e, intuendone le potenzialità, decise di tesserarlo con la società di ginnastica Fermo 85. Da lì il salto, immediato, dopo nemmeno 4 anni, fino alle competizioni di livello agonistico. 2005: primo titolo regionale assoluto per la sua categoria.

Carlo Macchini aveva solo otto anni.

“Ero solo un bambino, me ne stavo lì, alla premiazione e quando chiamarono il mio nome, fui sorpreso…non potevo crederci che avevo vinto, io, proprio io!!”

Grazie agli insegnamenti di Luigi Peroli, suo mentore e primo allenatore, e poi di Marco Fortuna, un allenatore di spessore mondiale che presso la Palestra Appoggeti di Fermo allena e cresce talenti di livello internazionale da più di quattro lustri, ecco per Carlo schiudersi le porte della Nazionale Maschile Under 18. Grazie ai risultati conseguiti nelle varie gare disputate e gli impressionanti punteggi ottenuti durante i vari collegiali( dei raduni dove si ritrovano i migliori atleti del paese) nel 2010 finalmente arriva la prima chiamata per una gara di livello internazionale: 3 Settembre, a Macerata, Italia contro Olanda, categoria juniores.

“Lo giuro, quando mi arrivò in palestra la prima divisa della Nazionale, blu accecante con le striature oro, mi venne la pelle d’oca. Dopo le prime gare, i primi incontri, con il tempo capivo che, piano piano, senza correre, avrei potuto farcela. In qualche modo. In fondo cosa mi costava crederci?”

La ginnastica artistica è uno sport affascinante, intrigante, che lascia a bocca aperta, ma allo stesso tempo è uno sport che richiede molti sacrifici e può rivelarsi anche infido. Bastardo. Basta un attimo e ci vuole un niente per farsi male.

Era il dicembre del 2011 quando il piede di Carlo fece crack. La diagnosi: frattura da stress allo scafoide.

“Non riuscivo nemmeno a camminare…”

Nonostante tutto sembrasse perduto, un anno nero come la pece scivola via, fra angosce e terapie, eppure Carlo guarisce, lentamente, e a Novembre 2012 si presenta di nuovo in gara. Bam! 3° classificato. Le porte della Nazionale Juniores tornano ad aprirsi per Carlo!

L’anno dopo di nuovo i campionati nazionali, arriva il 10° posto nella classica degli assoluti e nell’estate del 2013, quasi per caso, viene scelto per partecipare agli EYOF: i campionati europei juniores di Ginnastica Artistica organizzati dal Coni. L’Italia vince il bronzo a squadre e Carlo, a sorpresa, si qualifica per la finale alla sbarra.

Beh, sappiamo già tutti com’è andata a finire...

E’ passato un anno da allora e oggi Carlo Macchini è un membro stabile della Nazionale di Ginnastica Artistica Italiana. Da poco è entrato a far parte della squadra Seniores. Carlo attualmente sta frequentando l’ultimo anno all’istituto tecnico Montani di Fermo, atleta dell’anno Don Celso e  da qualche mese è stato ingaggiato dalla Pro Carate, una squadra di Milano che disputa la serie A. Il suo allenatore sarà il campione alla sbarra, oro alle Olimpiadi di Atene, nel 2004, Igor Cassina, mentre in squadra si ritroverà pezzi da novanta come Matteo Morandi, fresco vincitore della medaglia di bronzo agli anelli alle Olimpiadi di Londra, nel 2012.

Sulla pagina Facebook di Carlo Macchini sono moltissimi i fan e gli appassionati che lo seguono e per molti, Carlo rappresenta uno degli elementi di spicco della Nazionale che verrà, ma alla domanda su come viva tutta questa improvvisa celebrità, mi risponde: “Certo, la celebrità fa piacere, ma quello che mi preme oggi è allenarmi e diplomarmi senza ritardi. E’ una vera mazzata, lo so, soprattutto considerando che mi alleno quasi tutti i giorni della settimana in palestra, per una media di 6 ore ad allenamento, ma non mi lagno mica. Fortunatamente a scuola sono comprensivi e mi lasciano anche qualche ora anche al mattino per allenarmi. “

In molti lo paragonano già a Igor Cassina come stile e pulizia negli esercizi, ma nonostante le forti pressioni e le attese che molti hanno nei suoi confronti, Carlo conosce un metodo fenomenale per sfogare lo stress e ricaricare le batterie: “Quando sono stanco, esco dalla palestra, salgo in sella alla mia moto, una CBR125r, e libero la mente. Nessuna paura di cadere. In quei momenti, io respiro.  Fortunatamente non ho molti grilli per la testa, dicono, ma guai a chi mi tocca la moto. Ci crederesti che le voglio più bene che a una ragazza?”

Deve essere dura per Carlo allenarsi tutti i giorni, con l’obiettivo prima o poi di poter arrivare alle Olimpiadi, chissà, eppure non sembra preoccuparsi. Lui la prende serenamente: “Io so che per la ginnastica ho dovuto rinunciare a molte cose, ma non ho nessun rimpianto. Sono contento della scelta che ho fatto. Se sono qui, lo devo alla mia famiglia e ai miei allenatori, che hanno sempre creduto in me, senza mai rendermi la cosa come fosse un obbligo. Un peso. Credo che fino a quando mi sveglierò la mattina e penserò, fra me e me, ‘Che bello, oggi vado in palestra’ , per me un giorno fra la magnesia, gli attrezzi da ginnastica e la fatica non sarà un giorno buttato. Mai”.

 

[La rubrica è nuova e chiunque voglia segnalarci qualche storia, qualche personaggio, per le nuove puntate della "Sala dei ritratti", può scrivere a redazione@informazione.tv.]

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Data pubblicazione : 15/12/2014 13:35
Scritto da : Iacopo Luzi
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