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Paolo Calza: una vita nel mondo della musica

Esistono persone che conosci da sempre, eppure non hai mai avuto modo di guardare alla loro vita, perché troppo preso dalla tua e dal tran tran di ogni giorno. Succede spesso così, ma quando capita, metti a fuoco e, dando uno sguardo a queste persone, ti viene da esclamare: “Wow!” Ecco, una di queste è Paolo Calza. Un tempo mio vicino di casa, oggi Sound Designer e PA Manager per una delle aziende di progettazione acustica più rinomate del mondo. Questa è la sua storia, in esclusiva per la "Sala dei Ritratti". 

Paolo Calza: una vita nel mondo della musica

Nato a Fermo 27 anni fa, dobbiamo cominciare spiegando cosa sia un Sound Designer e PA Manager, perché queste due definizioni inglese potrebbero spiazzare e confondere.

Paolo si occupa come Sound Designer di progettazione meccanica e acustica d’impianti di diffusione musicale professionali, venduti in ogni parte del globo, e come PA Manager è la persona incaricata, prima di ogni concerto, di seguire il montaggio e la messa a punto dell’impianto acustico prima che passi nelle mani del fonico. In pratica, senza il suo occhio vigile (o meglio orecchio, in questo caso), non ci sarebbe nessun concerto.

Ma come nasce una simile passione in un ragazzo di 14 anni che, nel 2001, si avvicia per la prima volta a questo mondo?

“Era l’agosto di quell’anno. Mi ricordo che Angelo Ciuccarelli e Giuseppe Lanciotti mi chiamarono per dare una mano al fonico durante una commedia dialettale a Villa Vitali. Angelo, in arte chiamato Angiulì, era il regista e uno degli attori della Filodrammatica Dialettale “Firmum”. Ero alle prime armi, certo suonavo la chitarra e avevo fatto un po’ di pratica con un mixer alla gloriosa Pop House del quartiere San Francesco, ma è grazie a loro se ho iniziato a pensare che questa passione potesse diventare un lavoro”.

Tutto inizia con un corso alla Tam, la scuola di musica a Fermo, nel 2002. Paolo lascia perdere la chitarra e si butta a capofitto nello studio della musica e le tecnologie applicate a essa. E’ qui che incontra un’altra persona che si sarebbe rivelata molto importante per il suo futuro: Daniele “Jack” Rossi.

Per il giovane Paolo, Daniele era una sorta di idolo, come tecnico del suono, visto che lavorava in giro per tutta l’Europa, quindi averlo come insegnante alla Tam era qualcosa di unico. Mentre, per farsi le ossa, Paolo durante le vacanze estive inizia a frequentare il mondo dello spettacolo, nessun lavoro degno di nota, ma tanta esperienza da tirar fuori al momento giusto.

“C’è chi d’estate va a fare il cameriere, chi il bagnino. Io facevo il tecnico del suono. In quel momento Ancona era una città molto prolifica in termini culturali, non era distante, e ,dopo aver fatto qualche telefonata, mi ritrovai in magazzino pronto per incominciare. Ogni giorno c’era un lavoro diverso da affrontare: una convention, un concerto, un saggio di danza. Di certo non facevo grandi eventi, ma nel mio piccolo portavo avanti la passione per la musica, imparando quello che sarebbe divenuto il mio futuro. Due estati di fuoco: lavoravo come un forsennato, stavo spesso fuori per diversi giorni e dimagrivo a vista d’occhio!“

Dicono  che le persone vengano influenzate molto da chi incontrano lungo il loro cammino e per Paolo un’altra figura decisiva per la sua crescita professionale fu l’Ing. Fabrizio Sorbi, fermano, proprietario della Proel Spa, un’azienda che si trova a Sant’Omero, in provincia di Teramo, una delle aziende leader nel settore dello spettacolo, che vende e commercializza a 360° prodotti in tutto il mondo. 

“Nel 2008 sono entrato in forza alla Proel, mi occupavo di assistenza tecnica alle vendite per buona parte dei prodotti audio commercializzati. L’esperienza alla Proel è stata indirettamente molto proficua: nonostante non facessi il fonico e non fossi spesso sul campo, mi ha fatto capire come funzionava il business in questo settore, di cui non si sente parlare tutti i giorni. Molte delle cose che ho imparato sono poi divenute pane quotidiano, visto che ora sono un autonomo. Contemporaneamente  al lavoro in Abruzzo, frequentavo il Saint Louis College of Music di Roma, dove sempre nel 2008 mi sono diplomato come tecnico del suono e programmatore MIDI(un linguaggio di programmazione musicale). Ero diventato, a tutti gli effetti, un professionista. “

Ma non si finisce mai d’imparare e quindi, dopo il diploma, Paolo continua a studiare  e si iscrive a un corso di formazione e perfezionamento per tecnici in acustica presso il dipartimento di ingegneria dell’ università di Ferrara.

A fine 2009 Paolo lascia la Proel volendo continuare a coltivare la sua passione sul campo. Aveva deciso di prendere un periodo sabbatico, ma le occasioni arrivano quando meno te lo aspetti.

Il 2 gennaio del 2010, mentre Paolo si stava godendo delle meritate vacanze, dopo un lungo periodo di lavoro, ecco arrivargli una chiamata inaspettata, dalla terza persona che ha influenzato sensibilmente la sua vita: era Mario di Cola, uno dei più importanti progettisti acustici del mondo, vero e proprio guru del settore, che gli proponeva di lavorare per lui.

“Conoscevo Mario perché in quegli anni collaborava con la Proel, ma non mi sarei mai aspettato una chiamata da lui. Oggi ci parlo almeno una volta al giorno telefonicamente, ma penso non si renda conto che per me rimarrà sempre un mito! Mi fece un’offerta che non potevo proprio rifiutare. Stava passando un periodo di lavoro molto intenso e mi chiese se volevo aiutarlo con alcuni lavori. E così, senza pensarci due volte, mi sono trasferito a Milano dove Mario aveva il laboratorio. Dopo sei mesi, l’ho seguito fino in provincia di Treviso, dove tutt’ora mi trovo. Era troppo stimolante collaborare con lui e lavorare  insieme mi ha aperto la testa verso un mondo totalmente diverso da quello del semplice fonico. Quello della progettazione acustica. Ogni giorno un lavoro differente, un nuovo progetto da portare avanti e sviluppare. Ci sono delle volte che mi affeziono ai prodotti a tal punto che, quando il progetto è finito, è come se fosse un parto.”

Da allora, Paolo Calza è un libero professionista al quale è letteralmente esploso in mano il lavoro. Non solo la nuova scoperta della progettazione, ma anche tornando sul campo come PA Manager.

Essere il responsabile di tutto il montaggio e la messa a punto dei vari impianti acustici è una bella responsabilità, ma Paolo con il tempo si è saputo guadagnare spazio fino ad arrivare a lavorare per artisti nazionali ed internazionali, grandi festival e importanti eventi con cantanti del calibro di Nile Rodgers, Jack Black, Caparezza, Elio e le Storie Tese, Carmen Consoli, Emma, Alessandra Amoroso e molti altri.

Una delle più grandi soddisfazioni però è arrivata proprio dal veneto, un’impresa che sembrava impossibile per l'Arena di Verona.

“Nella stagione lirica 2009 era emerso il problema che non tutto il pubblico riusciva a fruire del piacere di vedere e sentire un’opera in Arena. In preparazione della stagione successiva, contattarono Mario per poter studiare il problema. Fin da subito fui coinvolto in quello che doveva essere un lavoro epocale: far sentire l’opera senza che gli spettatori si accorgessero che fosse amplificata artificialmente. Per definizione le opere sono acustiche, stavamo andando contro uno dei più importanti dogmi della musica classica. La prima, con 14.000 paganti fu un successo strepitoso.  Franco Zeffirelli disse “Finalmente si sente anche in Arena”, una soddisfazione immensa. Dopo quella stagione ne ho fatte altre 4 e già ci stiamo preparando per il festival operistico 2015, ogni anno miglioriamo sempre più l’impianto e sempre più persone escono dall’anfiteatro con il sorriso dopo aver sentito l'Aida, Turandot o altre opere.”

Ma Paolo non si limita solo a lavorare in Italia, infatti negli ultimi anni ha iniziato anche a girare per il mondo arrivando persino in Cina, sia a Shangai che a Hong Kong. 

In Cina ha lavorato come PA Manager in diversi festival internazionali lavorando con tantissimi artisti locali e non. Parliamo di eventi da minimo 80.000 persone, con palchi di trenta metri e platee di 300 mt.

“Amo il mio lavoro, anche se devo ammettere che a volte si parte all’improvviso e bisogna correre nelle varie ambasciate a farsi fare i documenti. Una volta mi è capitato di avere come preavviso solo quattro giorni prima di dover partire verso Shangai, era anche il giorno del mio compleanno!”

Oggi Paolo Calza prosegue nella sua carriera, in Italia e all’estero, ma in cuor suo ha un piccolo sogno del cassetto, che spera un giorno di poter realizzare: poter lavorare maggiormente all’estero.

“Da sempre ci sono due artisti per i quali mi piacerebbe lavorare: Robbie Williams, nonostante il genere non sia proprio nelle mie corde, perché mi ha sempre sbalordito la sua forza come showman e la sua semplicità quando è accompagnato da un’orchestra. Gli altri sono gli AC/DC, penso che potrei anche andare a lavorare gratis per loro tanta potrebbe essere la soddisfazione nel vedere 5 sessantenni scatenati far ballare e cantare 60.000 persone al colpo! E’ un’impresa ardua, ma sarebbe solo il coronamento di un sogno in una vita che al momento mi sta dando grandi soddisfazioni.“

 

Didascalie alle foto: 

1) Arena di Verona - Stagione Lirica 2012 - Poco prima della prima di Aida 2) Shanghai - JZ Festival 2014 3) Shanghai - Pat Metheny 2014 - La stanchezza da fuso può venire in qualsiasi momento 4) Arena di Verona - Stagione Lirica 2013 - La squadra Audio 5) Melpignano - Concerto Alessandra Amoroso 6) Shanghai - In partenza per tornare a casa dopo il JZ Festival 2014 7) Hong Kong - Clockenflap Festival 2014 - Con Jack Black 8) Arena di Verona - Stagione lirica 2014 - In tenuta da allestimento 9) Hong Kong - Ultimate Song Chart 2013 10) Hong Kong - Ultimate Song Chart 2013

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Data pubblicazione : 13/02/2015 12:39
Scritto da : Iacopo Luzi
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