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Amandola. Neve di marzo. La denuncia del sindaco Marinangeli: “Infiniti i danni provocati”

Tanti i danni verificati in questi giorni dall’amministrazione comunale di Amandola a seguito delle abbondanti nevicate della settimana scorsa. Ogni giorno viene alla luce una situazione nuova e non si riesce più a far fronte all'emergenza, nonostante tutto l’impegno degli operai comunali. Tre sono i punti nevralgici che servono da esempio per descrivere un territorio danneggiato quasi in maniera irreparabile. Ecco la mappa delle zone più colpite. 

Amandola. Neve di marzo. La denuncia del sindaco Marinangeli: “Infiniti i danni provocati”

Primo: nel centrale campo sportivo vecchio. La frana, riattivatasi sabato scorso, ha messo alla luce il cavo della linea dell'alta tensione Enel, da 20 mila Kw che serve quasi tutto il paese. La frana era partita nel dicembre 2013 ed il comune, pochi mesi fa, aveva provveduto in economia a ripulire il campo, permettendo alle varie squadre di calcio di usufruire della struttura per i loro allenamenti serali. Nel pomeriggio di martedì L’Enel, di concerto con i tecnici comunali, ha effettuato un sopralluogo per programmare il difficile intervento di ripristino, reso impervio dalla presenza dello scoglio lungo la scarpata. Intanto il campo è stato chiuso ed il comune ha provveduto ad affiggere cartelli informativi sulla cancellata.

Secondo:  zona residenziale di Sant'Ilario. A poca distanza dalla caserma dei carabinieri. Per le infiltrazioni di acqua si è creata una spaventosa voragine in mezzo alla strada, della profondità di tre metri circa, che ha rotto le condutture di acqua potabile e degli scarichi. La zona, prontamente transennata dai dipendenti comunali, ha visto l’immediato intervento del comune e del gestore del servizio idrico CIIP, sempre pronto e disponibile a collaborare con le amministrazioni comunali intenti a ripristinare con difficoltà i danni. Intanto la viabilità è garantita solo a senso unico.

Terzo: frazione Bore, nelle vicinanze di San Cristoforo. Un imponente smottamento, ancora instabile, ha chiuso la strada principale per Amandola, costringendo gli abitanti ad allungare il percorso di oltre 15 minuti per arrivare in Amandola. Colpisce il fatto che in quel punto non si era mai verificato un movimento cosi cospicuo. Sul punto è impossibile intervenire a causa dell’instabilità della mole di terreno.

 

"Per queste emergenze e danni - spiega il sindaco Marinangeli -  la Regione Marche ha pensato bene di chiedere lo stato di calamità, invitando i comuni a presentare i preventivi entro il 16 marzo.I danni sono gravi e ingenti ed in alcuni casi impossibili da sistemare in zone dove in poche ore si sono accumulate oltre 100 cm di neve pesante mista ad acqua che ha spezzato molte linee elettriche e devastato aree già in precaria stabilità Idrogeologica Ogni giorno ne riscontriamo di nuovi. Le somme di cui dispone il comune non sono sufficienti e rischiamo la paralisi amministrativa. Per sistemare i danni abbiamo bisogno di un intervento urgente della Protezione Civile Regionale e Nazionale e di fondi immediati da parte della Regione, senza attendere lungaggini amministrative, anche perché è in ballo l’incolumità dei cittadini! Le tante frane sono il risultato di tanti fattori: dall'evento atmosferico straordinario, alla mancanza negli anni passati di una manutenzione ordinaria adeguata, allo spopolamento della montagna, per cui sempre meno persone si prendono cura del territorio in particolare quello montano lasciandolo nel suo completo abbandono Ci aspettiamo una risposta forte e tangibile da parte della Regione e dello stato che non può far mancare la sua presenza e solidarietà ”.

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Data pubblicazione : 16/03/2015 10:20
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
3 commenti presenti
  • Aragorn

    17-03-2015 17:11 - #3
    sono deluso...ultimamente, basti andare a rileggere i vecchi articoli, pare che di soldi ne arrivino a palate...grandi opere sono in preparazione, progetti...e poi inciampiamo sull'abc? "60 mila euro dal gal fermano", uno dei più recenti...mi rendo conto che non sia possibile "pijalli dò stà e metteli dò serve" (anche perchè troppe poltrone rimarrebbero vuote) ma vogliamo entrare nell'olimpo del turismo mondiale e non ci sono nemmeno le strade? Sappiamo bene come la regione ha sempre considerato quelli che stanno a sud del chienti, se fanno orecchie da mercante lasciamo tutto così? In questo caso la situazione di emergenza c'è stata sicuramente, tanta neve pesante e con temperature relativamente alte (@pierlaolo: la neve non è tutta uguale!) ma per le altre situazioni a rischio che sicuramente ci saranno? La pulizia dei fiumi, per dirne un'altra non di meno importanza, che fine ha fatto? Se succedesse la stessa cosa tra un anno o due, sicuro che non ci saranno gli stessi problemi? Quindi meno "international camp" e più "socialcomunal"...capisco che ci sia un sacco di gente da accontentare, ma a me sembra che si stia a guardare il dito perdendo d'occhio la luna...anche perchè, come direbbe un famoso fotografo, non firmate mai le vostre fotografie...poi sarà difficile dimostrare che non sono le vostre!
  • Carla colombo

    17-03-2015 08:20 - #2
    Oltre ai sacrosanti aiuti economici stato e regione si dovrebbe incentivare l'agroforestale nelle nostre zone riconoscendo agricoltori e boscaioli come soggetti operanti per la tutela ambientale ,dando cosi'possibilita'reali di impiego e redditoa chi volesse impegnarsi in tali attivita'e sostenendo chi gia'opera in questo settore.
  • Pierpaolo

    17-03-2015 07:12 - #1
    Naturalmente è tutta colpa della neve.........in un paese di montagna. Ma non dovrebbero eserci abituati???? Siamo ancora in inverno..... mah!!!!
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