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Giulia Monaco, una vita in punta di piedi

Per la “Sala dei Ritratti”, questa volta vi raccontiamo la vita di Giulia Monaco, quindicenne originaria di Lido di Fermo, oggi ballerina della Ecole Nationale Supérieure de Dance  di Marsiglia, una delle accademie di danza più prestigiose dell’intera Europa. Questa è la sua storia. 

Giulia Monaco, una vita in punta di piedi

 

Esistono passioni nella vita che sembrano proprio fatte su misura per noi.

Passioni che ci prendono l’anima fin da bambini e, quando si manifestano, quando finalmente troviamo il coraggio per crederci e seguirle, scopriamo che ci piacciono da morire e che ci riescono tremendamente bene.

Un po’ come è capitato a Giulia Monaco, 15enne di Lido di Fermo, che già all’età di tre anni amava la danza più di ogni altra cosa: ce l’aveva nel sangue.

Nata a Macerata nel 1999 da padre pugliese e madre originaria di Montappone, dopo alcuni anni trascorsi a Treviso, nel 2002 torna di nuovo a Fermo ed è qui che per la prima volta scopre la danza classica.

Aveva solo tre anni, quando una sera in televisione davano la Bella Addormentata di Čajkovskij. Era tardi, ma gli occhi della piccola Giulia erano fissi su quello schermo e sulle leggiadre movenze di quelle ballerine, che sembravano tanto belle e aggraziate. Il padre, Marcello Monaco, ricorda quel momento:

“Io avevo un sonno da morire, ma Giulia non la smetteva di guardare quel balletto e anzi continuava a farmi domande, a chiedere, voleva sapere la storia di quella Bella Addormentata. Non riuscivamo a mandarla a letto. E’ stato proprio in quel momento che io e mia moglie abbiamo capito che magari le sarebbe potuta piacere la danza.”

E’ così che, a soli tre anni e mezzo, Giulia Monaco si ritrova alla Giselle Danza e Musica di Porto San Giorgio, una scuola fondata e diretta da Lola Fejzo.

Nonostante un padre nel mondo della ginnastica artistica, nonostante all’inizio fosse solo un gioco e nonostante fosse sempre la più piccola in tutti i vari corsi di danza che frequentava, fin da subito Giulia mostra una passione e un amore incondizionato per quest’arte performativa. 

Ma è solo dopo alcuni anni, quando la nostra protagonista è in quarta elementare, che le cose iniziano a cambiare veramente. A volte basta poco, gli inglesi lo chiamano un “turning point”, una svolta, affinché tutto possa mutare.

E’ giugno, saggio di fine anno alla scuola Giselle, va di scena la favola di Pinocchio. A Giulia viene assegnata la parte solista del “Grillo Parlante”. Lei ricorda quel giorno così:

“Avevo solo otto anni e non me l’aspettavo proprio. Cioè, io non avevo chiesto alla mia insegnante di fare quella parte. E’ stata lei a scegliermi, in quanto diceva di vedermi bene in quel ruolo. Io ero rimasta molto sorpresa, ma allo stesso tempo mi sentivo molto importante, lusingata della scelta. Credo che sia stato proprio quel momento che mi ha fatto capire che, forse, la danza sarebbe potuta diventare la mia vita.”

Giulia parla con la sua famiglia. Si poteva fare, perché no?

Una delle cose che durante l’intervista Giulia sottolinea più volte è come i suoi genitori le siano sempre stati vicini e abbiano sempre creduto in lei, appoggiandola in ciò che voleva fare. Anzi, senza di loro, non sarebbe mai potuta arrivare dov’è ora.

Dopo il saggio, la nostra ballerina inizia a impegnarsi sul serio, allenamenti tutti i giorni, ore e ore alla sbarra per imparare i vari movimenti, quando tutti i suoi coetanei si divertivano.

“Non era facile. Io vedevo tutti i miei amici e amiche che uscivano, mentre io mi allenavo. Non era più un hobby, e allora tanto valeva provare, puntare più in alto, magari entrare in qualche accademia di danza. E’ così che, finita la terza media, ho tentato la mia prima audizione.”

Ora dobbiamo specificare che le accademie sono scuole che formano ballerini che in seguito possono partecipare alle audizioni delle compagnie di danza e sono uno step importante da fare per chiunque voglia entrare nel mondo della danza classica e moderna. Si continua la scuola e allo stesso tempo si frequenta l’accademia.

Giulia prova le audizioni per Vienna e Roma per incominciare; viene immediatamente presa da quella della Capitale.  In fondo, chi ha occhio, riconosce subito il talento…

“Ero stata presa alla Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, ma ricordo il giorno delle selezioni: eravamo in 70. Tre fasi in cui venivano scremate via via le varie candidate. Prima un esercizio alla sbarra, poi un esibizione e infine l’esercizio sulle punte. Alla fine eravamo state scelte in 7, ma dopo la prima settimana di prova, in cui vengono testate le varie abilità  e si valuta se una ballerina è capace di apprendere e mettere in pratica le correzioni e i suggerimenti delle insegnanti, siamo state prese solo in 4. Io non volevo crederci, quando mi arrivò la comunicazione a casa, tanto che chiesi a mio padre di chiamare la Scuola di Danza, per vedere se si fossero sbagliati oppure no.”

A settembre 2013 inizia la sua nuova avventura Giulia Monaco si trasferisce a Roma in una casa-famiglia e la mattina va a scuola al Liceo Linguistico Margherita di Savoia, mentre il pomeriggio lo trascorre tutti i giorni a lezione di danza. 

E’ dura, tanto che delle 15 ragazze del suo corso(sono otto i corsi  da frequentare, a seconda dei vari anni, prima di terminare il corso di studi)ne arrivano solo 6 a fine anno. Infatti il mondo della danza è tanto bello e affascinante, per quanto è competitivo e senza pietà. Le insegnanti non guardano in faccia a nessuno, fra le varie ballerine la competizione è spietata(si fa a gara per attirare l’attenzione della maestra o, addirittura, per accaparrassi i posti in prima fila) e bisogna stare sempre attenti al proprio peso. Basta un niente per ritrovarsi “Fuoriforma”. Assurdo.

Ma a Giulia non importa, lei ha una passione unica, e questo le da la forza per andare avanti. Superare tutto. In fondo, quando si ama ciò che si fa, si è pronti a ogni sacrificio.

Il salto è grande, si lavora con professionisti del mestiere e gente molto preparata, ma in un anno Giulia migliora tantissimo.  Eppure la nostra ballerina non si sente realizzata, potrebbe dare di più, fare di più, migliorare di più.

E’ per questo che tenta nuovamente un salto. Come fosse in uno spettacolo. Questa volta per dare una svolta alla sua carriera.

Nel 2014 tenta l’audizione per l’Accademia di Danza di Marsiglia, Ecole Nationale Supérieure de Dance de Marseille.

Questa scuola di danza è una delle più prestigiose a livello europeo e gode di una fama internazionale molto prestigiosa. La direttrice è italiana ed è nientepopodimeno che Paola Cantalupo, una grande della danza nostrana e con un curriculum da far paura. Insomma, non una scuola come tutte le altre.

E Giulia, dopo un provino a Firenze, viene presa. Dopo un anno, si fanno le valige nuovamente e si parte alla volta di Marsiglia, nel sud della Francia.

Oggi Giulia vive in questa splendida città, e dopo le prime difficoltà con la lingua, ha imparato il francese in meno di sei mesi e dice di trovarsi molto bene.

La vita scorre fra lezioni di danza e la scuola superiore(una scuola convenzionata con l’accademia, che di conseguenza predispone l'orario in base alle lezioni di danza delle ragazze) e dalle otto di mattina alle otto di sera ci si allena per migliorare e diventare sempre più brave.

“Avevo molta paura all’inizio ed è stato difficile prendere questa decisione. In fondo lasciavo Roma, un posto in cui mi trovavo bene tutto sommato, per una sfida molto più grande e difficile. Eppure sono contenta oggi, in questa scuola di danza sto imparando moltissimo e, fra lezioni di teoria e pratiche sia di danza moderna che classica, spero di aver fatto la scelta giusta.”

Quello che colpisce di Giulia è la sua maturità, tanto da lasciarmi stupito, considerando che ha soltanto 15 anni. Sa cosa vuole e non ha paura di compiere sacrifici pur di realizzare il proprio sogno. Se penso a quando avevo io la sua stessa età, rimango senza parole. 

Il futuro è incerto ma Giulia sogna di continuare a danzare, magari andare in Germania oppure negli Stati Uniti e, una volta finite le Accademie, provare a entrare in qualche compagnia di ballo o corpo di danza.

In tutto ciò, Fermo ha sempre un posto speciale nel suo cuore: qui ha la sua famiglia e quando torna può rilassarsi, tornare alla sua prima scuola, da Giselle (ora diventata la  N.a.s.c.o. Danza di Porto San Giorgio), dove incontra sempre con piacere la sua Maestra di Danza Lola Fejzo e godersi un meritato riposo.

Eppure quando le chiedo a riguardo di due problemi molto noti fra le ballerine, quello dell’anoressia e della bulimia, la faccia di Giulia si fa subito molto seria:

“E’ un problema molto brutto nel mondo della danza. Non ci si scherza. Ho visto delle ragazze stare male, sebbene nessuno sproni a non mangiare. Si sente la competizione, quindi si tende a non mangiare per essere più belle, leggere e a volte mi è capitato di vedere insegnanti complimentarsi con una ballerina per la sua magrezza.  Io però, devo dire che non ho problemi di questo genere, sto attenta a cosa mangio, evito magari cose come la cioccolata o i carboidrati la sera, ma vivo il tutto senza alcuna ossessione.”

E come non crederle? Giulia ha una forza, una testa sulle spalle e un carattere tale, che risulta impossibile dubitare di lei.

Sentiremo parlare di lei, in futuro. Io ci credo. 

 

INTERVISTA A GIULIA SU RADIO FERMO UNO PER IL PROGRAMMA SABATO LIVE: 

 

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Data pubblicazione : 17/03/2015 18:50
Scritto da : Iacopo Luzi
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