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Luca Marziali: una vita in mezzo una vasca

La Sala dei Ritratti torna a parlare di giovani promesse fermane nel panorama sportivo italiano e questa volta vi raccontiamo la storia di Luca Marziali, 24enne di Fermo, che fin da ragazzino gioca nella Serie A di pallanuoto e fa parte del giro della nazionale italiana.

Luca Marziali: una vita in mezzo una vasca

Praticare uno sport a livello agonistico può comportare numerosi sacrifici, si sa, ma spesso le soddisfazioni che ne derivano possono ripagare di ogni sforzo. Inoltre, con molto impegno, capita di poter fare molta più strada di quanta ci si sarebbe mai aspettati. Tipo andarsi a giocare una finale di Euro Cup di Pallanuoto. Come è successo a Luca Marziali.

“ Avevo 8 anni quando iniziai a fare nuoto alla piscina comunale di Fermo, perché avevo un problema alla schiena, ma nuotare non mi faceva impazzire (non lo fa anche tutt’ora) e quindi passai subito tra le file della Acquagol, i pulcini della pallanuoto. Per me era un’occasione per stare in acqua, ma senza fare su e in giù per la vasca. Troppo noioso! Con la pallanuoto invece era tutta un’altra storia. ”

Luca Marziali ha 24 anni, è originario di Fermo e fin da quando era bambino, la pallanuoto è la sua vita. La sua passione più grande. 

Tutto è iniziato come un gioco. Un gioco che con il tempo si è trasformato in qualcosa di più serio, anche grazie ad allenatori capaci, come Luca Sorcionovo e Federico Andrenacci, in grado di notare il talento di Luca e aiutarlo nella sua crescita.  Il salto di qualità è solo questione di tempo.

“ Ho iniziato fra le file della S.S Idor Fermo, ma dopo aver aiutato nel 2004 la squadra a passare dalla serie D alla serie C, la chiamata di una realtà sportiva molto più grande fu immediata. La Vela Nuoto Ancona voleva che andassi a giocare con loro. “

Luca aveva solo tredici anni quando durante un trofeo fra diverse regioni italiane, molto importante a livello giovanile, Igor Pace, allenatore di Ancona, nota il giovane Luca e subito ne intuisce le potenzialità.  La proposta era allettante, e a Luca sono sempre piaciute le sfide, anche le più grandi, fin da piccolo. Non poteva non accettare.

Le cose non erano facili. Per niente. Tutti i giorni con il treno in Ancona, scuola, allenamenti, su e giù fra le banchine della stazione di Porto San Giorgio e quella di Ancona. Certi giorni era veramente pesante.  Eppure la possibilità di far diventare la pallanuoto qualcosa d’importante, una ragione di vita per Luca, spingevano questo ragazzo a sopportare tutto. Ne valeva la pena.

“ Avevo questa opportunità di intraprendere la strada del professionismo  e di sacrifici bisogna farne. Lo sapevo. Ma lo sport mi ha aiutato a maturare, anche grazie ai miei genitori che mi hanno responsabilizzato fin da subito. A volte rimanevo a dormire da qualche compagno di squadra, ma dopo due anni, finito il biennio ai Geometri di Fermo, finalmente decisero di darmi una casa in Ancona. Niente più viaggi in treno!.”

Si inizia a fare sul serio, con Ancona Luca trascorre diversi anni, contribuendo a portare la squadra dalla serie B alla A2 di pallanuoto. Aveva ricevuto alcune richieste da squadre di A1, ma preferiva giocare, piuttosto che andarsi a sedere in una panchina da cui le partite avrebbe potuto solo vederle. Era una questione di scegliere la cosa migliore che gli avrebbe permesso di continuare a crescere.

Nel mentre anche la prima chiamata della nazionale italiana, nella categoria ragazzi.

“ Dopo l’esperienza dell’A2 con Ancona, ho deciso di guardarmi intorno e scelto di trasferirmi a Sori, in Liguria.  Nella squadra di questo piccolo paese che militava quell’anno in Serie A1. La decisione era stata complicata, ma Sori aveva una grande rosa, con diversi giocatori di spessore. Poteva essere un ottima occasione per crescere e quindi ho deciso di lasciare le Marche e di trasferirmi. L’avventura nella Serie A finalmente iniziava. ”

Il passaggio in Liguria è semplice, ai cambiamenti Luca era già abituato, quindi la paura non era più di tanta. Era più l’emozione di giocare ad alti livelli che entusiasmava il nostro protagonista.

“ Tutti i giorni allenamenti. La mattina sveglia alle 6 per andare a Rapallo, dove avevo la scuola superiore, poi di corsa in piscina (a volte senza manco fare pranzo) per allenarmi. Da solo, recuperando l’allenamento della mattina che i miei compagni svolgevano senza di me, e poi con il gruppo la sera. E’ stato un periodo frenetico e in molti mi suggerivano di lasciar perdere la scuola per concentrarmi solo sulla pallanuoto, ma io non volevo mollare. Volevo finire la scuola e continuare a studiare. Pensa che per come mi comportavo in acqua e fuori, i miei compagni mi avevano soprannominato ‘Grinta’ . “

Sono i genitori di Luca che fin da piccolo gli hanno trasmesso il valore dell’avere una cultura. Perché chi è ignorante, rimane ignorante. (quanto è vero!).

E Luca continua a studiare, termina la scuola Geometri e si iscrive all’università, perché dice:

“Volevo avere una cultura. Lo sport è bello, ma il futuro non si sa. Meglio imparare l’arte e metterla da parte, che male non fa. “

Da Sori, il passo è breve e, complice anche la crisi economica della pallanuoto, Luca si trasferisce nella squadra di Nervi, sempre in Liguria.  Il suo allenatore è Marco “Gu” Baldinetti, che forse chi non è del settore non potrà conoscere, ma è stato in passato un grande giocatore e allenatore, che con i club ha vinto tutto.Per Luca un vero e proprio maestro.

Infatti è con Baldinetti che Luca fa il salto di qualità. La vera crescita. Grazie all’esperienza con il Nervi, Luca acquisisce le capacità e l’esperienza per potersi guadagnare un posto stabile nel giro della Serie A1 di pallanuoto. Rimanere ad alti livelli. Luca ha soltanto 19 anni.

“ Giovavo sia con i senior che con gli juniores, e con quest’ultimi vinsi il mio primo scudetto. Una vera soddisfazione. Ricordo ancora Baldinetti tuffarsi in vasca con noi e festeggiare. Con noi che eravamo solo adolescenti. Credo che siano anche questi piccoli dettagli a fare la differenza fra un grande allenatore e uno che non lo è. ”

Dopo Baldinetti, un altro allenatore influenza nel profondo Luca Marziali. Si tratta di Massimiliano Ferretti: una leggenda della pallanuoto italiana. Ed è grazie a lui che Luca viene chiamato per la prima volta nella nazionale maggiore, a partecipare nella World League, una competizione internazionale che garantisce l’accesso ai mondiali di pallanuoto. Luca esordisce con il Settebello maschile giocando contro la Russia e l’Inghilterra.

“ Il mio ruolo è centroboa, ma posso anche giocare in attacco. Diciamo che sono universale  e questo può essere visto come una fortuna o no. Ma mi permette di giocare sempre. Dopo Nervi sono passato alla Rari Nantes Bogliasco, dove però non ho brillato granché. Mentre nell’estate avevo partecipato alle Universiadi con la Nazionale a Kazan, in Russia, arrivando quarti. La svolta è stata l’anno successivo, nel 2014, quando sono stato chiamato della Acquachiara di Napoli, una delle big della serie A1. ”

Come avrete già intuito, Luca fa le valigie e senza pensarci più di tanto, si trasferisce in Campania, sul Golfo di Napoli.

Qui la pallanuoto ha un ruolo molto importante, tanto quanto il calcio, e la passione si sente tra le persone. Inizia la stagione del riscatto con la Carpisa Yamamay Acquachiara.

Squadra nuova, giocatori nuovi, ma una grande mentalità, un allenatore di nome Paolo De Crescenzo, chiamato “Il professore”(21 titoli vinti in carriera) e un grande tifo spingono la squadra e Luca a giocare veramente alla grande. Andando oltre ogni più rosea aspettativa. Nel mentre, Luca continua sempre a studiare e frequenta ingegneria civile, giusto per non perdere l’abitudine di studiare e perché una laurea fa sempre comodo.

“ Una grande stagione. Che ci ha portato a giocare sia in campionato sia in Europa al massimo di quello che ci si sarebbe mai aspettato. Fino alla finale di Len Euro Cup (l’Europa League della Pallanuoto) contro il Posillipo, un’altra squadra italiana, sempre di Napoli, per un derby all’ultimo sangue. ”

Ora, se questa fosse una storia con un lieto fine, vi diremo che Luca ha vinto l’Euro Cup e trionfato con l’Acquachiara. Purtroppo questa è la realtà e infatti, dopo una finale combattutissima, il Posillipo vince.

In campionato invece,  la storia è diversa. Ai quarti di finale play-off,  l’Acquachiara elimina in gara 3 il Posillipo, ma deve arrendersi successivamente in semifinale contro l’A.N Brescia, una delle squadre più forti della A1.  In tutto ciò va detto che, sia in campionato che in Euro Cup ,Luca  ha disputato delle ottime gare, realizzando 4 gol durante i quarti di finale play-off e venendo nominato tra i migliori della partita e realizzando una rete in gara 2 di Euro Cup.

Eppure, nonostante un amaro finale di stagione (dopo una cavalcata entusiasmante durata tutto l’anno) le emozioni restano e la storia di Luca rimane avvincente. Inoltre la stagione è appena finita, ma ci sarà anche la prossima. E se sono queste le premesse…

“ In fondo non posso lamentarmi di quest’ultima stagione. Ho imparato molto e giocato molto con una squadra unica. Ora quest’estate volerò in Corea del Sud per partecipare alle Universiadi con la Nazionale Italiana, mentre il futuro è tutto ancora da scrivere. Quello di cui sono certo è una cosa: amo la pallanuoto e questo è il mio mondo. La mia passione. Spero di poter continuare per molti altri anni ancora. ”

 

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Data pubblicazione : 01/06/2015 11:35
Scritto da : Iacopo Luzi
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