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La colonna sonora di una vita: la storia di Fabio Amurri

Questa è la storia di un musicista (anche se lui non si sente tale). Di un compositore. Di un creativo. Di una persona che trasforma pensieri e immagini in suoni e accordi per dare vita alle colonne sonore dei film. Per renderli unici e per caratterizzarli. Questa è la storia di Fabio Amurri, che a soli 26 anni, si prospetta come una delle promesse più interessanti del panorama italiano musicale.

La colonna sonora di una vita: la storia di Fabio Amurri

Sapevamo tutti che la provincia di Fermo era la patria di molte persone talentuose, ma mai mi sarei immaginato che anche per quanto riguarda il panorama melodico-compositivo italiano, avremmo avuto qualità da vendere in tutta Europa. E di cui essere molto fieri.

Infatti, la storia che voglio raccontarvi oggi è quella di Fabio Amurri, un giovane ragazzo di 26 anni, originario di Porto Sant’Elpidio, che nonostante un debutto tardivo in questo mondo, si sta lentamente affermando come compositore di musiche per film, serie televisive, documentari e videogame. Insomma: un artista eclettico a 360°.  Ma la carriera di Fabio ha avuto un’impennata solo negli ultimi anni, infatti è diventato un professionista a 19 anni, iniziando a suonare soltanto quando era adolescente.

 

“Il mio approccio alla musica è stato indubbiamente tardivo. Sebbene abbia una madre pianista e abbia sempre avuto un pianoforte dentro casa, mi sono avvicinato a questo mondo solo quando avevo 15 anni. Ovvio che fin da bambino avevo dei rudimenti di musica, grazie a mia madre, ma è solo per merito dei miei amici se ho iniziato a fare il musicista. Non so ancora se debba ringraziarli...”

 

Infatti, sono i suoi amici che lo convincono a mettere su un gruppo musicale, decidendo di chiamarsi “Alchemya”. Ma al contrario delle varie band, che in genere suonano cover, loro volevano produrre dei pezzi propri. Originali. E quindi occorreva scriverli: l’unico che avrebbe potuto comporli era proprio Fabio.

 

“Avevo delle basi di armonia. Poca roba, ma avevo l’orecchio molto allenato, grazie a mia madre che suonava e faceva ripetizioni di piano tutto il giorno. Quindi mi ci sono messo e ho visto che ce la potevo fare. Era qualcosa che mi veniva naturale. “

 

Ma la decisione che apre le porte della musica a Fabio, come detto in precedenza, arriva a 19 anni, quando decide di iscriversi al Conservatorio Pergolesi di Fermo. L’idea gli era stata buttata là, lui si era appena diplomato all’ Itis Montani e, senza nulla da perdere, il nostro protagonista decide di provarci, nonostante fosse un’età molto avanzata per incominciare il conservatorio.

 

“Diciamo che, nel corso degli anni, le regole del conservatorio sono cambiate e quindi oggi danno spazio anche a gente adulta, basta che si abbia la voglia e la capacità d’imparare. E' vero che Composizione è un corso che si inizia in età più anche più adulta, ma di solito ci  si arriva da un diploma di strumento. Cosa che io non avevo. Non è stato facile...”

 

Nel mentre, Fabio frequenta anche Scienze della Comunicazione a Macerata e inizia a suonare con un nuovo gruppo, molto più impegnativo e professionale, chiamato i “Crysalys”, con il quale incide un album e gira l'Italia e l'Europa per suonare in importanti festival come L'Exit Festival, a Novi Sad, in Serbia.

Tutti i giorni fa avanti e indietro da Porto Sant’Elpidio per frequentare le lezioni, poi di corsa a Fermo per le lezioni di conservatorio e poi in giro la sera a suonare con il gruppo. Insomma: una vera mazzata. Ma a Fabio riusciva tutto e per due anni questa è stata la sua routine.

Eppure, al nostro compositore, ciò che affascinava veramente era la composizione elettronica, corso non offerto al Conservatorio di Fermo. La svolta arriva quando scopre che al Conservatorio di Pesaro, esiste un corso proprio di questo genere.

 

“Ci tengo sempre a dire che non si tratta della musica elettronica come la si intende tutti i giorni: nessun DJ o musica Dupstep. Si affronta il repertorio storico del '900, specie dall'avvento del digitale. Era il corso che faceva per me, metteva insieme musica e la mia passione per l'informatica e la tecnologia.”

 

E così Fabio al corso di Composizione tradizionale affianca quello di Musica Elettronica, mentre inizia a viaggiare in treno tutti i giorni fino a Pesaro, avanti e indietro per diverso tempo. E scopre che la composizione elettronica è molto più complessa di quello che immaginasse. Sono richieste conoscenze di matematica, di fisica. Occorre una buona conoscenza della programmazione, bisogna sapersi destreggiare fra i vari software musicali, tanto che Fabio frequenta alcuni corsi d’ingegneria ad Ancona per migliorare. Un conto era scrivere musica su carta, un conto davanti a un monitor.

 

“Avevo 21 anni, quando ho deciso di iniziare il corso a Pesaro, seguito dal maestro Filippo Maria Caramazza. E solo dopo 3 anni mi sono trasferito. La decisione è derivata dal fatto che la provincia di Pesaro aveva finanziato un corso di composizione musicale per film e a dirigere questo corso sarebbe stato nientemeno che Luis Enríquez Bacalov, compositore argentino premio Oscar per la colonna sonora del ‘Postino’ . Un'occasione davvero più unica che rara. Dopo una selezione, sono stato scelto per far parte di questo corso al Conservatorio G.Rossini.”

 

La musica per l’immagine è proprio ciò che piace di più a Fabio. E questa era una grande occasione, essendo il primo corso che veniva organizzato in Italia.  Il corso dura circa sette mesi, 400 ore, cinque giorni alla settimana e Fabio cresce, impara, migliora, addirittura riuscendo a comporre musica con un’orchestra vera al seguito in  una sala di registrazione. Sempre  continuando a frequentare il corso di composizione elettronica, sia quello di composizione classica. Insomma, penso sia chiaro: a Fabio le energie non mancano!

E’ grazie a questo corso che Amurri diventa un professionista della composizione, neanche 25enne, ma ciò che manca è un’occasione per potersi mettere alla prova, per far ascoltare le sue composizioni e le sue idee musicali.

 

“La vita è strana. E viene fuori che Paolo Marzocchi, famoso compositore italiano, che avevo conosciuto già a Macerata durante un corso universitario di ‘Musica per i Media’, avrebbe tenuto dei seminari al Conservatorio di Pesaro. Ci siamo conosciuti meglio e ho avuto il coraggio di mostrargli i miei lavori. Gli sono piaciuti, e mi ha promesso che in caso di necessità mi avrebbe contattato.”

 

L'occasione non tarda ad arrivare. Al maestro Marzocchi viene proposta la realizzazione della musica per un'antologia horror tedesca, con tre celebri registi del genere, ovvero Jörg Buttgereit, Michal Kosakowski, e Andreas Marschall. Un buon film, e Marzocchi chiama Fabio per affidargli la composizione della colonna sonora.

 

“Il film si chiamava “German Angst” e narrava tre storie di paura ambientate a Berlino, ognuna diretta da un regista diverso. Un genere di nicchia, ma con diversi fan sparsi per tutto il mondo, che necessitava di una colonna sonora particolare, che seguisse i canoni del genere, ma che allo stesso sempre se ne discostasse.“

 

Il lavoro è complesso, ma Fabio riesce ad essere all’altezza della sfida. Grazie all’aiuto di Marzocchi, suo vero mentore, che supervisiona tutto il suo lavoro, la colonna sonora viene composta e il film esce nelle sale. Attualmente conta più di 60 riproduzioni nei cinema di tutta la Germania. Gira, inoltre, i vari festival cinematografici europei, arrivando pure a quello di Cannes e di Berlino. Insomma: un film che riscuote molti consensi, buone recensioni, e di cui viene apprezzata in particolare la musica. Una musica composta da Fabio Amurri.

 

“Io ho l’abitudine di lavorare e di scrivere la musica, vedendo il film davanti a me. Sul monitor. Lavoro sulla scena diretta, e credo di aver visto German Angst un centinaio di volte. Probabilmente alcuni preferiscono comporre senza vedere il film, ma per me è diverso. Io devo sentire la scena per trovare l’ispirazione. Per capire se quella musica funzionerà sul serio con le immagini."

 

In fondo, comporre musica e, in particolar modo, comporre musica elettronica per le immagini (ovvero per film, videogame, serie tv, documentari) non è facile. Fabio si sente molto fortunato perché ha avuto l’opportunità di iniziare con un film vero, quando molti compositori generalmente fanno la gavetta iniziando con dei cortometraggi o film poco impegnativi. Ma è stata un’occasione che non si è lasciato sfuggire e che gli ha permesso di crescere veramente. Di comprendere che questa strada professionale, quella del compositore, sarebbe potuta diventare la sua.

 

“Non mi sono mai sentito un musicista, ma studiare composizione è diverso. Si vive scrivendo musica e l’impegno paga. Forse è grazie alla mia dedizione e a come mi sono approcciato allo studio, se sono riuscito a recuperare il gap, nonostante abbia incominciato a tardi.”

 

Ora, qui, sto raccontando la storia di una promessa, di un ragazzo alle prime armi, ma che sembra avere le carte in regola per potersi affermare. 

E senza portargli sfortuna, glielo auguro. Ma la strada è molto lunga.

In fondo, Fabio è solo all’inizio. Presto inizierà a lavorare a una nuova colonna sonora, sempre in collaborazione con Paolo Marzocchi, per un documentario su un missionario marchigiano, che ha vissuto molti anni in Etiopia, quindi drizzate le orecchie e stampatevi dentro la mente il nome di Fabio Amurri.

Chissà, fra qualche anno, quando sarete al cinema e sentirete una bella musica, potreste scoprire di stare ascoltando proprio una delle sue.

 

ECCO IL TRAILER DI "GERMAN ANGST" CON UN ASSAGGIO DELLE MUSICHE DI FABIO

(Attenzione, le immagini sono un po' forti, quindi se siete impressionabili ascoltate solo la musica e tenete gli occhi chiusi)

 

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Data pubblicazione : 24/06/2015 01:54
Scritto da : Iacopo Luzi
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