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“No ad allarmismi ingiustificati”. CIIP replica ai dati di Goletta Verde di Legambiente: “Non risultano non conformità rispetto ai parametri stabiliti”

“Con riferimento agli articoli apparsi sulla stampa Locale, Regionale e Nazionale nei giorni 4 e 5 Luglio 2015 riguardanti uno studio della Goletta Verde di Legambiente da cui risultano “fortemente inquinate” le Foci del Torrente Valloscura, del torrente Albula e del torrente Tesino, la CIIP spa chiarisce che, dagli autocontrolli interni effettuati, anche di concerto con l'Arpam, nel mese di Giugno 2015 nei punti in uscita ai depuratori di Fermo, San Benedetto del Tronto e Grottammare, non risultano non conformità rispetto ai parametri stabiliti dalla normativa vigente (Decreto n. 152/2006)”. Inizia così la risposta del Consorzio Idrico Piceno ai dati diffusi da Legambiente nei giorni scorsi che parlavano di allarme inquinamento alla foce di alcuni commenti.

“No ad allarmismi ingiustificati”. CIIP replica ai dati di Goletta Verde di Legambiente: “Non risultano non conformità rispetto ai parametri stabiliti”

Tra le situazioni definite critiche e segnalate da Goletta Verde, il fosso fermano Valloscura e i due torrenti Albula e Tesino a San Benedetto del Tronto e Grottammare. “Si precisa– spiega il CIIP guidato dal presidente Pino Alati - che tutti i Comuni citati hanno ottenuto la Bandiera Blu, un eccellente riconoscimento che conferma l’efficienza e la funzionalità degli impianti di depurazione gestiti dalla CIIP spa all’interno del territorio Fermano e Piceno. Corre l'obbligo di precisare questi aspetti per evitare ingiustificati allarmismi da parte dei bagnanti e degli operatori balneari e ribadire la corretta operatività di questa Azienda in collaborazione con i 59 Comuni che ne fanno parte”.

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Data pubblicazione : 07/07/2015 13:28
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
3 commenti presenti
  • Mah!

    08-07-2015 09:58 - #3
    In riferimento alla foce del torrente Valloscura, da profano, non sottovaluterei tanto i valori misurati da Goletta Verde. Basta fare una breve ricerca normativa on line, per rendersi conto immediatamente che i valori rilevati, sono fuori del doppio rispetto ai parametri limite nazionali e questo sinceramente è allucinante. Nell'era dei BIG DATA, sarebbe anche giusto che se ci sono misurazioni e rilievi fatti dal CIIP, non siano considerati "interni", ma pubblici e trasparenti, in modo da poter tranquillizzare il comune cittadino che in quella zona,le acque sono sicure. Non basta dire "Bandiera Blu".
  • Paolo Bartolomei

    07-07-2015 15:46 - #2
    bisognerebbe conoscere bene questi parametri stabiliti dalla normativa vigente (Decreto n. 152/2006), non vorrei che fossero troppo tolleranti, a danno della salute. Anche sui criteri di concessione delle bandiere blu ci sarebbe da approfondire meglio...
  • matteo

    07-07-2015 13:33 - #1
    Funziona al contrario della medicina in cui si abbassano progressivamente i limiti soglia di fattori di rischio per vendere e propinare medicinali....qui si innalzano i limiti di pericolosità per ripristinare la normalità....viva l'italia
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