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Graziana Fasino: la vita è tutta un trucco

Bentornati nella Sala dei Ritratti che, nonostante il caldo, non smette di andare alla ricerca di storie di fermani in giro per il mondo o per l’Italia, cercando di raccontare a 360° il talento nel nostro territorio. Questa volta vi raccontiamo di Graziana Fasino, giovane truccatrice, originaria di Fermo, che ha scelto di dedicare la sua vita al cinema e al teatro, arrivando  a truccare anche gli attori famosi.

Graziana Fasino: la vita è tutta un trucco

Graziana è una giovane ragazza di 22 anni, solare, di quelle che ti mettono subito di buon umore e così, dopo averle chiesto per più di sei mesi un’intervista(non riuscendoci visto che è sempre in giro per lavoro) finalmente riesco a incontrarla nella magica cornice della Piazza del Popolo.

Seduti in un bar, fra uno spritz e un altro, mi racconta un po’ di sé. Sapevo che si era data al mondo del trucco da anni, ma per un povero uomo come me che immagina che tutto ciò sia solo un po’ di fard e rossetto, parlare con lei mi ha permesso di capire tante cose nuove. In fondo, le interviste servono spesso allo stesso intervistatore per ampliare i suoi orizzonti.

Tornando a Graziana,  lei è una truccatrice di professione che si occupa di tv, teatro, cinema, ma non disdegna anche di lavorare con le spose e i matrimoni. In fondo, come dice lei, il trucco può essere qualsiasi cosa.

“Ho frequentato il pedagogico di Fermo, diplomandomi nel 2011. Amavo molto la chimica e per questo avevo deciso di iscrivermi a Siena, alla facoltà di Ctf(chimica tecnologia farmaceutica). Credevo fosse la mia strada, ma dopo sei mesi ho deciso che non faceva per me, l’ambiente di Siena non mi era congeniale e sinceramente ero tornata a casa senza sapere cosa fare. Una ventina di giorni e mia sorella mi domanda: ‘Ma perché non provi un corso di trucco?’ “

La sorella di Graziana le aveva proposto una simile cosa perché sapeva che a lei fin da piccola era sempre piaciuta la manualità, l’uso delle mani, il dover interagire con l’ambiente per poter scaricare la creatività, le emozioni, gli stati d’animo. Per questo Graziana già da bambina suonava il pianoforte e quando andava in giro per i negozi rimaneva colpita da tutto ciò che erano i colori, gli abbinamenti, le sfumature, i disegni.

“Guarda, onestamente, io non sapevo nulla di trucco. Zero. Neanche mi truccavo tanto di mio, eppure mi ricordo che al matrimonio di mia sorella, ero rimasta veramente colpita dal trucco che l’estetista le aveva fatto. Era bellissima. E poi aveva truccato anche me, in quanto sua testimone. Mi sentivo una persona totalmente diversa. Più femminile. Forse è stato questo ricordo a spingermi a provare un corso di trucco a Roma.”

Tutto era iniziato come un gioco, come un “ma si, vediamo” e per questo Graziana inizia a frequentare la scuola di trucco all’Accademia professionale di Jole Panzera: una vera guru del settore, che prende soltanto 12 studenti all’anno nel suo corso. La nostra protagonista aveva scelto Roma e una scuola così rinomata perché pensava che solo in una grande città avrebbe potuto fare l’esperienza sufficiente, lavorare e farsi le ossa in un ambiente competitivo e ricco di possibilità.

Il corso dura otto mesi, con 5 ore di lezione al giorno tutti i giorni, come una vera università, eppure dobbiamo precisare che la formazione di un truccatore non è semplicemente prendere un pennello e imparare a truccare. Graziana studia biologia, cosmetologia, body painting, face painting ed effetti speciali, per imparare persino a ricreare delle ferite finte, delle ustioni, l’effetto del sangue e degli ematomi su un volto. Insomma, qualcosa di decisamente complesso.

“Finita la scuola, sono diventata una professionista del trucco. In grado di poter fare qualsiasi cosa, ricreare ogni effetto speciale. Ma non significa che ho smesso di imparare, anzi ho dovuto fare molti corsi di perfezionamento e affiancarmi a gente come truccatori di alto livello come Loredana Vanini, Rossano De Cesaris e David Bracci per poter crescere sul serio. Il mio lavoro, infatti, non è soltanto quello di truccare un volto. Insieme alla costumista, mi occupo spesso della creazione stessa del personaggio. Che non è proprio così facile: occorre uno studio, tanta osservazione per poter dare un volto ad esso. Per esempio nel mio primo lavoro, un cortometraggio di una produzione indipendente, mi era stato chiesto di creare il volto di un attore che, sul set,  sarebbe dovuto sembrare distrutto emotivamente. Una persona stressata, assorbita dal lavoro. Ho dovuto leggermi tre volte la sceneggiatura, prima di poter capire cosa volessero veramente. “

Diciamo che a certi livelli non si tratta più di truccare una persona, ma la cosa va ben oltre. Ovviamente qui stiamo raccontando la storia di una ragazza che è da poco entrata nel mondo dello spettacolo, ma che in tre anni già può dire di aver collaborato per la realizzazione di otto film, aver partecipato al trucco per una web serie dal nome “The Old Mannor”( una produzione italiana che raccontava di alcuni suicidi/omicidi ambientati in un bed & breakfast) e di lavorare spesso in teatro, in particolare allo sferisterio di Macerata.

Graziana ha lavorato nel film “Tonino, anche gli ultimi ridono”, una commedia con alla regia Stefano Calvagna, poi successivamente in un film horror dal titolo Lilith’s Hell(dove è stata per la prima volta capo reparto di trucco e parrucco) e in Stalking Eva, dove è stata assistente di Loredana Caldarola, una vera insegnante di vita sul set che le ha insegnato moltissimi trucchi del mestiere.

“Ho lavorato in diversi film, anche se molti non sono noti qui in Italia perché sono state spesso delle pellicole vendute all’estero, ma devo dire che l’ultimo film in cui ho lavorato, è il primo film in cui ho potuto avere a che fare con degli attori italiani di un certo spessore. Il film si chiama ‘Il ragazzo della Giudecca’ ed uscirà l’anno prossimo. Fra gli attori c’è Franco Nero, Chiara Iezzi e Giancarlo Giannini ed è stato il mio primo lungometraggio in cui sono stata due mesi fuori casa, lavorando con la troupe, Paradossalmente, è anche la prima volta in cui ho preso un aereo in vita mia.”

Graziana è all’inizio di un lungo percorso e va detto che la competizione non manca fra le truccatrici. Spesso si lavora 10 ore sul set, ma capita con gli straordinari di arrivare anche a 16. A volte si lavora anche nel cuore della notte oppure all’alba: dipende da quale scena del film bisogna girare e quanta preparazione occorra. E quindi bisogna essere sempre sul pezzo. Graziana mi ripete più volte:

“Per essere apprezzati bisogna sempre essere veloci, sapere quando intervenire per ritoccare un trucco e quando essere invisibili. Io ho avuto la fortuna di fare per molto tempo l’assistente e imparare. Ma non è facile. Per non parlare di quanto, in un mondo pieno di uomini,  le truccatrici siano sempre viste, in quanto donne, come un lavoro di secondo livello. E’ difficile farsi rispettare.”

Fra le tante domande che faccio a Graziana, le chiedo quale sia il suo sogno e come tutti sogna di poter partecipare alla produzione di qualche grande film, magari una produzione americana. Con il tempo e molto impegno, non è un traguardo impossibile. Eppure la cosa che più mi colpisce, è quando le chiedo cosa sia veramente il trucco. Cosa significhi essere una truccatrice.

La sua risposta non sarebbe potuta essere più esaustiva:

“Il trucco non è qualcosa di meccanico, ma è una continua ricerca. Ogni volto è diverso e non a tutti si può fare la stessa cosa. Diciamo che  per individuo volto occorre uno studio mirato. Ed è questo il bello: non si incontra mai lo stesso volto. Mai lo stesso approccio. 

Per non parlare del fatto che il truccatore sia anche un lavoro psicologico: devi mettere in condizione la persona che trucchi di essere rilassata. Si entra nella sfera privata, gli tocchi la faccia, il corpo, devi cercare di instaurare un clima di fiducia E’ importante che loro si fidino di me e della mia professionalità, perché gli attori devono sentirsi a proprio agio per poter lavorare al meglio. Spesso si parla con gli attori, ma bisogna capire anche i loro silenzi. Quando è il caso. Con alcuni si può scherzare. Con altri no.  Spesso il tuo volto è l’ultimo che vedono prima di andare in scena, quindi tu devi riuscire a trasmettere quanta più calma possibile. “

Attualmente Graziana Fasino lavora come truccatrice allo Sferisterio di Macerata per la stagione lirica estiva( dopo tanto lavoro in giro, voleva stare un po’ nei dintorni). Eppure il mondo della trucco è un mondo talmente dinamico, che le chiamate per nuovi lavori arrivano ogni giorno e il passaparola gira facile. Spesso fra colleghe ci si aiuta e nonostante l’immensa gavetta, dei risultati si possono ottenere.  Eppure, l’ultima domanda che faccio a Graziana è abbastanza velenosa: “Sei contenta di fare la truccatrice?”

“Innanzitutto io non faccio la truccatrice. Io sono una truccatrice. Perché amo il mio lavoro e sebbene abbia capito che sarebbe potuta diventare la mia professione solo quando ho iniziato a lavorare, non lo cambierei oggi con nessun’altro.  Lo sento proprio mio. Mi da soddisfazione quello che faccio, anche quando devo occuparmi solo del trucco di un matrimonio(che bello truccare le spose, tra l’altro) e fra teatro, moda, cinema e soprattutto gli effetti speciali, non ci si annoia mai. “

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Data pubblicazione : 23/07/2015 12:45
Scritto da : Iacopo Luzi
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