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Amandola accoglie Luigi Lamonica, arbitro di basket tra i più apprezzati

Mercoledì sera, presso la sala consiliare del comune di Amandola, il più famoso arbitro italiano di basket al mondo, Luigi Lamonica, è stato accolto in occasione del torneo BasketballforAfrica che raccoglie soldi e materiale per esportare questo sport nei paesi poveri dell’Africa, da ormai quattro stagioni. Il sindaco di Amandola, Ing Adolfo Marinageli con il consigliere allo sport Paolo Palmieri hanno fatto gli onori di casa, ringraziando l’associazione di Basket amandolese ‘5Fonti’, nelle persone del presidente Giancarlo Cruciani e dell’organizzatore dell’evento Michele Valleriani.

Amandola accoglie Luigi Lamonica, arbitro di basket tra i più apprezzati

Erano presenti, oltre a tanti giovani e meno giovani appassionati di sport, il presidente FIP Marche Davide Paolini che ha esaltato il lavoro svolto dal basket amandolese (serie D), il vice dell’associazione Sport Around The World Giovanni Albanesi, prossimo Oscar come marchigiano dell’anno per il suo impegno nell’esportare il basket nei paesi più poveri dell’Africa con corsi, materiali e costruzione di strutture sportive.
L’incontro è stato moderato da Marco Pagliariccio che ha stimolato Lamonica su particolari della sua vita sportiva e privata, presi dal libro ‘Decidere’ scritto a quattro mani con il giornalista Luca Maggitti, i cui proventi Lamonica ha donato ad un centro di assistenza per malati terminali dell’Aquila. Il grande arbitro alla fine ha dimostrato tutta la sua affabilità e semplicità di uomo di grande profondità umana, rispondendo a tutte le domande più svariate fatte dal pubblico. Il prossimo anno sarà l’ultimo della sua lunga carriera, ma Lamonica si è detto pronto ad affrontare lo stacco per mettersi a disposizione dei più giovani, facendo valere tutta l’esperienza acquisita sui campi di tutto il mondo. E’ contento di aver fatto l’arbitro internazionale, nonostante i continui impegni (tre partite a settimana da conciliare con viaggi ed allenamenti), perché lo ha fatto divertendosi ed apprendendo la tecnica da tutti gli arbitri incontrati in carriera.
“Ammettere gli errori per un arbitro, come per qualsiasi persona – ha dichiarato -, serve a crescere, non bisogna mai vergognarsi dei propri limiti. La serenità in campo è indispensabile per sbagliare il meno possibile, e questa la dobbiamo preparare prima, nel corso di tutta la vita, non solo nei momenti in cui siamo chiamati a svolgere il nostro lavoro. A volte chi non è sereno si comporta con violenza ed arroganza, cosa che va corretta sempre. Un arbitro è anche un atleta, altrimenti rischia di farsi male. Ho fatto due Olimpiadi e mi manca la finale. Mi piacerebbe riuscirci per il prossimo anno in Brasile. Comunque se non dovessi essere convocato, va bene lo stesso!”
E’ stata una lezione di vita per tutti, nelle semplicità ed umiltà tipica delle grandi persone che hanno imparato a conoscersi.
Alla fine Lamonica è stato salutato dal sindaco Marinangeli con il libro sulla storia della città e dalla ‘5Fonti’ con una targa ricordo. Una bellissima giornata per Amandola.

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Data pubblicazione : 30/07/2015 16:47
Scritto da : Redazione
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