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Sostanze chimiche pericolose sui Monti Sibillini: l’allarme di Greenpeace

Dati preoccupanti emergono dall’indagine di Greenpeace svolta tra maggio e giugno nell’ambito di una vasta operazione per monitorare campioni di acqua e neve in zone montane di tre diversi continenti. Dall’analisi dei risultati è emersa una forte concentrazione di perfluorocarburi (Pfc), sostanze chimiche persistenti e pericolose per l’ambiente e per la salute, utilizzate solitamente per la produzione industriale.

Sostanze chimiche pericolose sui Monti Sibillini: l’allarme di Greenpeace

Una delle zone più colpite dalla presenza dei Pfc è proprio il lago di Pilato, che si trova sui Monti Sibillini, una delle zone più belle tra Marche e Umbria. Nei campioni di neve raccolti durante l’indagine di Greenpeace nella regione sono state trovate concentrazioni superiori alla norma in ben 4 campioni dei 17 analizzati, con la presenza di perfluorottano sulfonato, elemento la cui diffusione è stata limitata dalla Convezione di Stoccolma.
La presenza di questa sostanza è pericolosa sia a livello ambientale, poiché può compromettere un delicato ecosistema solitamente incontaminato ed estraneo a questo tipo di elementi, sia per quanto riguarda l’aspetto sanitario, poiché i Pfc sono estremamente pericolosi per la salute in quanto fattori tumorali e indicati come potenziali agenti mutageni, oltre che responsabili di danni al sistema riproduttivo e ormonale.
Una sorta di beffa se si pensa che solo qualche mese fa proprio a Fermo si era tenuta una convention dal nome “IndicaSativa trade”, manifestazione che illustrava i molteplici usi della canapa sia a livello industriale (a favore dell’ecosostenibilità) sia a livello terapeutico. Non è un mistero infatti che negli ultimi anni si stia cercando, mediante l'utilizzo dei semi di canapa, di contrastare le forme tumorali e di utilizzare la marijuana nella terapia del dolore. Una notizia ancora più allarmante se si pensa che nelle Marche il progetto per il Registro Tumori ha subito numerosissimi rallentamenti, nonostante lo stanziamento dei fondi sia avvenuto diverso tempo fa, anche se in ritardo sulla tabella di marcia prevista, che avrebbe dovuto portare la Regione a munirsi del registro già nel 2012. Anche Francesco Massi, Consigliere Regionale, era intervenuto sull’argomento nel Febbraio 2015: “La legge è già stata approvata nel 2012 ma solo nel 2014 la Regione è riuscita a farsi stanziare i fondi necessari alla creazione dell’Osservatorio epidemiologico regionale. Purtroppo dopo quasi un anno tutto appare ancora fermo”.

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Data pubblicazione : 24/09/2015 11:25
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • Murfag

    24-09-2015 14:20 - #1
    Paradossale che nel visitare questi incontaminati posti si possa inquinare con i propri abiti .....ma le aziende famose che non producono PFC-FREE non potevano non sapere del danno all' ambiente . i PFC non si deconpongono in natura ,mi piacerebbe sapere da esperti se si trovano anche nell'acqua che beviamo !
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