Attualità
"L'anonimo 13 dicembre". Giorgio Cisbani ricorda l'amico Mario Dondero

“No,tu no”, cantava Jannacci, forse pensando anche all'amico Mario Dondero. In effetti a Mario non è data possibilità di dipartire, sopratutto in tempi confusi e tragici, come questi, che, per cercare di far fronte a tante ingiustizie e profondi malesseri, reclamano uomini e donne traboccanti di umanità, di sapienza, di conoscenze, di valori, di ideali, di candore. A diversi amici è noto che il Padreterno, a lui sconosciuto, da tempo abbia ordinato una bolla al suo Emissario, entusiasticamente rinnovata da Francesco, ove si dice che “...per Mario Dondero ogni scadenza terrena venga cancellata, senza eccezione, comprese quelle del 25 Aprile e del 1° maggio, come lui certamente vorrebbe”. E', dunque, impossibile, anche per questa volontà, considerata universale, che un anonimo 13 dicembre diventi, improvvisamente, una data da calendario.

Infatti, Mario è ancora oggi tra i nostri vicoli; si aggira nei nostri quartieri ove anche i gatti lo conoscono; frequenta i nostri caffè per parlare con tutti dell'ultimo libro, film o viaggio; si sofferma in una delle edicole per acquistare -in primis- “ll Manifesto”; percorre lentamen te le nostre vie, non perchè faccia fatica, anzi il suo passo è molto giovanile, ma quanto perchè -nei nostri slarghi, piazzette, sino a quella principale-, ognuno lo saluta e lui non replica soltanto con un “ciao”. Per tutti ha una parola gentile e non banale, una frase o un breve racconto che affascina l'in terlocutore al punto che gli impegni o i crucci di ognuno scompaiono d'incanto e il tempo è momen taneamente sospeso. Mario è, dunque, qui tra noi, pronto a riprendere le strade del mondo con la sua vecchia prestigiosa macchina fotografica che, con un effetto straordinariamente intenso, ha ritratto Pasolini insieme alla madre e così via tanti altri uomini e donne -noti e sconosciuti- del mondo dell'arte, del lavoro nelle fabbriche, della politica, della letteratura, delle campagne.
Accompagnato amorevolmente da Laura, è dunque tornato qui con noi, dopo un lungo periodo di assenza trascorso nei paesi dell'entroterra (da M.Granaro a Petrtitoli), forse per conoscere più direttamente la realtà di questo nostro piccolo variegato bellissimo territorio che fa capo a Fermo- la città dove da oltre vent'anni abita, nei vicoli di Campoleggio, e che lui, 'cittadino del mondo', nientemeno considera tra le più importanti che esistano.
Mario anche è qui perchè gli è stato riferito che c'è -a lui dedicato- uno spazio nel mercato coperto, adattato temporaneamente da Bibi a mostra della nostra fantasia, ove lui campeggia in foto che lo ritraggono -tutte belle, almeno due straordinarie- nella quotidianità della città che, da tempo, ha non poco arricchito con la sua entusiastica sostanziosa sapiente gentile presenza. Non poteva mancare perchè già nella primavera scorsa era stato costretto a saltare la straordinaria, stracolma, serata di presentazione del documentario, realizzato da Marco Cruciani, che lo racconta. Non poteva man care perchè -certamente- gli hanno anche riferito che il centro-storico, colorato da immagini che si stagliano in diversi palazzi, agghindato da bancarelle e giochi, è improvvisamente popolato da in numerevoli visitatori e animato da ragazzi di ogni età. Lui che -seppur dolente- era nei paraggi, prima di ripartire per ogni dove, non poteva dunque mancare: avrebbe sentito quasi di compiere un piccolo tradimento se non s'immergeva con gli altri, se non partecipava alla festa di questi giorni, improvvisa perchè non proclamata. Non gli interessa certo di essere considerato un grandissimo fotoreporter, ma la 'staffetta partigiana' in Val d'Ossola, come lui era stato, non può tradire neanche le aspettative più marginali. In ogni plausibile occasione, ricorda questa sua straordinaria esperienza e la sua appartenenza, aperta ma radicale, nel fronte antifascista, ricevendone, significatamente, grande rispetto ed ammirazione, anche dagli interlocutori di orientamento politico avverso.
Recentemente è stato pubblicato un singolare disegno che rappresenta, nella Piazza del Popolo, Don Chisciotte con scudo e lancia a cavallo di Ronzinante. Forse andrebbe stampato insieme a quella foto di Andrea Braconi, esposta al mercato coperto, che ritrae Mario in Piazza. Così -con scudo, lancia e macchina fotografica-, potremmo immaginare che insieme da Fermo, partono per cercare di contribuire a raddrizzare le storture del mondo. Chissà se l'apparente follia dell'immenso Hidalgo e la grandissima sapiente umanità del nostro Cavaliere, riusciranno nell'intento? Noi ne siamo quasi certi e pronti ringraziare Mario anche per questo, organizzando una festa in Piazza del Popolo, ove lui -ancora una volta- potrà esibirsi anche come grande chansonnier, cantando appassionatamente le canzoni che tanto amava: “Le foglie morte” e “Bella ciao”.

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Data pubblicazione : 15/12/2015 10:50
Scritto da : Giorgio Cisbani
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