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Il triste bilancio della non-politica e il mio augurio per il nuovo anno in una poesia di Luigi Trasatti. Populista? Intanto dice ciò che succede, anzi è successo

Mi sono imbattuta in una poesia di cui ho condiviso persino le virgole e che, trattando il tema politico-sociale, ho pensato di condividere con i lettori di questo sito come augurio che sia l’epilogo di un periodo e il prologo di un futuro migliore. E’ fine anno e cosa può esserci di meglio che un augurio? L’autore, Luigi Trasatti, persona che stimo e conosciuta sul territorio per la sua bravura professionale e personale, si occupa di grafica, fotografia e web design per la comunicazione aziendale e non solo. Le sue passioni spaziano dalla pittura alla scrittura e da queste nasce anche “Schizzi e Lamenti”: una raccolta di pensieri in chiave poetica che ho avuto modo di apprezzare e dalla quale ho tratto anche insegnamento.

Il triste bilancio della non-politica e il mio augurio per il nuovo anno in una poesia di Luigi Trasatti. Populista? Intanto dice ciò che succede, anzi è successo

Il testo che propongo oggi, dal titolo “Assassini di sogni e burattini di cartone” ha l’aria di un riassunto di una triste realtà tutta italiana che va dalla negligenza della classe dirigente politica al malaffare, da una politica economica, monetaria e fiscale inadeguata al super potere delle banche e banchieri, dallo sfrenato benessere in cui abbiamo creduto di vivere alla povertà a cui stiamo andando incontro, dalla democrazia che i nostri avi hanno conquistato alla finta libertà in cui pensiamo di vivere.

E’ così vera questa poesia che l’autore l’ha preceduta con un “Chiamatemi pure populista, ma intanto ciò che dico succede... anzi è successo!”.

Non voglio sottrarre altro tempo e vi lascio alla lettura con l’augurio che in ciascuno di noi si risvegli quel moto di ribellione che è la nostra ultima speranza. Buon 2016! 

 

 

Assassini di sogni e

burattini di cartone

Chiamatemi pure populista, ma intanto ciò che

dico succede... anzi è successo!

 

Da giovane avevo convinzione,

e mi vantavo in tutta sicurezza,

d'essere nato in libera nazione

dove del tuo valor puoi far ricchezza.

 

Erano anni in cui per il domani

c'era presagio di tempi migliori.

Anni di dolce vita, anni lontani

dove i cannoni coprivam coi fiori,

 

dove, seppure si scendeva in piazza,

in tutti si leggeva sintonia

per dare a quel doman maggior certezza

di libertà e di democrazia.

 

Era evidente in tutto il mondo attivo

che i giovani esprimevan volontà

di perseguire il massimo obiettivo:

Pace, Cultura e Solidarietà.

 

Eravam forti, decisi e convinti,

ma nulla abbiam di tanto mai ottenuto,

e in quanto a dir da cosa fummo vinti

pochi lo fanno e in troppi l'han taciuto.

 

C'era in agguato un genere di iene

interessate solo al vil denaro,

intente ad ammucchiarne casse piene

per comandar nell'ombra il mondo ignaro.

 

Indisturbati, senza far rumore,

questi animali hanno avuto cura

di seminar la pianta del torpore

e d'annacquar la voglia di cultura,

 

facendo risultar che ciò che vale

non si misura mai su ciò che sai,

ma per il tuo destin sarà cruciale

che ben si veda quanti soldi hai.

 

E piano pian, come tumor che avanza,

hanno corrotto gli organi vitali

e usato a piè di porco una finanza

che non contiene più valor reali,

 

partendo dall' ignobile concetto

che ognuno ha un prezzo e che lo puoi comprare

han fatto religion con tal precetto

sì che nascosti possan comandare.

 

Mentre il lavoro ci tenea impegnati

oppur distratti da sacri doveri,

con rapida manovra da pirati

si sono impossessati dei forzieri,

 

incominciando con la carta straccia

a crear valuta al posto dello Stato

al qual ponean di far distratta faccia

come maiali dopo aver mangiato,

 

perché ancor prima, con gran precisione,

avean piazzato alle poltrone giuste

i loro burattini di cartone

che sanno funzionar sol con le buste.

 

Il lor denaro non è come il nostro

che è frutto di talento e del sudare,

loro nemmen la carta con l'inchiostro

voglion pagar per farselo stampare.

 

Poi, "generosi", lo prestano agli stati,

che a piene mani colgono "l'affare",

infatti sono tutti indebitati

e in banca rotta tendono ad andare.

 

E proprio appunto qui sta il trucco e il danno,

in questo debito di carta straccia

che inarrestabile lievita ogni anno

e nel futuro mal tempo minaccia,

 

perché, se ancora stiam pagando tutti,

sempre più gente mostra di sapere

che quel drappello di pochi farabutti

ci sta spogliando d'ogni nostro avere.

 

Hai voglia a dir di sogni e di speranza

che in libertà tu puoi veder compiuti,

e di diritti umani e di uguaglianza

per cui infiniti eroi sono caduti.

 

Questi usan mezzi con scienza e coscienza,

per sola ignobil brama di potere,

che non son armi o fisica violenza,

ma fan che il mondo giri al lor volere

 

facendo leva sulle piaghe umane

dell'ignoranza e della povertà,

e grufolando in un profitto immane

confondon le virtù con l'empietà.

 

Quel turpe orgasmo che gli dà il potere,

che nell'amor non possono trovare,

tanto li acceca e non gli fa vedere

che il male fatto lo dovran pagare.

 

Quanti sogni ha distrutto il loro fare,

quanti diritti avranno calpestato

volendo essere loro a comandare

in barba ad ogni legge e ogni trattato.

 

Peggio del terrorista è il lor mestiere,

uccidon sogni e annientano diritti,

ma l'attentato lo possiam vedere

quando ormai è tardi e siamo già sconfitti.

 

S'atteggiano tra lor ad una razza

che la natura ha eletto superiore

e non c'è crimine che li imbarazza

purché il dominio loro sia maggiore.

 

Si deve dir che questi tal son peggio

dell'assassino della più vil razza

che con l'intento di compier borseggio

t'aspetta infame al varco e lì t'ammazza,

 

perché sanno causar danno maggiore

che con la morte non si può inferire.

Certi soprusi, pur se nessun muore,

posson far peggio del peggior morire.

 

Qui non si tratta di gente che ha sbagliato

pensando di far bene e in buona fede,

questi hanno un piano ben premeditato:

imporre il dittator che non si vede.

 

Studian di te comportamenti e vezzi,

puntan le loro armi sugli affetti

e dei bisogni tuoi fissano i prezzi

e tutto san di pregi e tuoi difetti.

 

Fanno ricerca e trovan soluzioni

per il manipolar delle coscienze,

per orientare il verso alle opinioni

e per imporre il corso alle tendenze.

 

Si pongono sul libero mercato

solo se monopolio posson fare,

si fanno controllore e controllato

se qualche norma c'è da superare.

 

Dialogo con lor non puoi trovare,

tanto son certi nella loro boria

che quando occorre è giusto macellare

i tuoi diritti per la loro gloria,

 

e neanche è il caso di cercare un patto,

che altro non sarebbe che un tentare

d'avere la promessa di quel gatto

che non dovea più il topo molestare.

 

Qual pena dunque s'ha da comminare

a questi mostri che con trucco e inganno,

usando corruzione e malaffare,

sono arricchiti a nostro immenso danno,

 

per poi moltiplicar le lor ricchezze

con il commercio d'armi e il riciclaggio

del ricavato da più nefandezze

incoraggiando ovunque il brigantaggio?

 

Non si può perdonar tal peccatore

perché anche Gesù Cristo quando dice:

- Porgi l'altra guancia all'aggressore -

suppone sia possibile una pace,

 

ma questa sorta d'error della natura

intende che la pace sia il successo

della sua casta, che è nostra sventura,

togliendo ogni ragion di compromesso.

 

Se si potesse calcolare il danno

e aver coscienza di quanto ci costa

il sottostare a questo gran malanno

ognun verrebbe a dar questa risposta:

 

- Questi son da estirpar come gramigna,

per cui non si può avere compassione,

o come morbo di sindrome maligna

senza pietà da indurre all'estinzione.-

 

La nostra è una realtà dal color scuro

di cui l'umanità si è tinta spesso,

per poi capir di non aver futuro

e con dolor scontar l'error commesso

 

vivendo tempi duri di servaggio,

dove da libertà ci si allontana,

dove la civiltà paga pedaggio

come mandria di gnu nella savana.

 

Se mai questa follia avrà regresso,

di questi tempi, se si avrà memoria,

si parlerà come si parla adesso

dei tempi oscuri della nostra storia

 

dove la vita di popoli interi,

di sogni e libertà landa deserta,

rada ai diritti e grave di doveri

finiva sol con l'essere sofferta.

 

Luigi Trasatti - Inverno 2015

 

 

Letture:3072
Data pubblicazione : 30/12/2015 11:05
Scritto da : Nunzia Eleuteri
Commenti dei lettori
2 commenti presenti
  • A PENSAR MALE....

    31-12-2015 09:04 - #2
    La società civile? Strana domanda, forse è rimasta dove l' hanno messa coloro che ai bei tempi passati accettarono che il Parlamento votasse a schiacciante maggioranza l' affermazione che il Capo di Governo aveva impedito un incidente diplomatico provocato dalla nipote scapestrata di un Presidente di Repubblica estero, mentre un gruppo di Magistrati (ovviamente fanatici rossi comunisti) era convinto di avere messo le mani su un giro di pu.... anche minorenni degno di una combriccola di "industriali scarpari" di Montegranaro. E avete pure il muso di fare i moralisti con Renzi. Quest' ultimo non è certo il Salvatore del mondo ma nemmeno pretende di esserlo e di dichiararsi il miglior capo di governo di 70 anni di Repubblica Italiana.
  • Fabio Petrini

    30-12-2015 12:20 - #1
    Bisogna sempre ricordare che la politica, nella stragrande maggioranza dei casi, è sempre espressione della società civile, cioè dei cittadini. Un esempio di quanto sia vera questa mia affermazione è l'attuale Governo italiano guidato da Matteo Renzi e dal PD. Se quello che stanno facendo i nostri governanti l'avesse fatto un Governo di centrodestra sarebbe scoppiato il finimondo. Eppure oggi quasi nessuno parla. Dove sono finiti gli opinionisti e i commentatori di un tempo sempre pronti a prendere posizione in difesa della democrazia? Un silenzio quasi assoluto. Ma, d'altra parte, mi chiedo anche dove sia la società civile. E negli altri paesi europei vedo la stessa situazione.
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