Attualità
Non é solo il weekend di San Valentino

Questo articolo non vi parlerà del San Valentino a Parigi e neanche del Festival di SanRemo (che qui é un evento totalmente sconosciuto). Questo articolo lo sfrutto per ricordare che esattamente tre mesi fa, il 13 Novembre 2015, molta gente ha perso la vita a causa di una banda di criminali ciechi.

Non é solo il weekend di San Valentino

Da quel giorno viviamo in uno stato di paura e diffidenza che a poco a poco si porta via un pezzo della nostra libertà in nome di una sicurezza collettiva. Da quel giorno per andare a teatro bisogna fare la fila al metal detector, per entrare al cinema o in un Museo bisogna subire una perquisizione. Da quel giorno nelle strade ci sono molti militari armati fino ai denti che dovrebbero proteggerci da attacchi non meglio identificati. Per ricordare gli attentati tutti vi segnalo questo video fatto da un ragazzo che era al Bataclan quel venerdi sera. Lascio qui una libera ed incompleta traduzione delle sue parole (spero comunque che il significato profondo resti). Nel video ci sono immagini girate durante il concerto...e sono immagini banali e nomali di un concerto comme mille altri che di li’ a poco sarebbe diventato una carneficina. Questa banalità del male che in pochi attimi puo’ diventare ferocia speitata ha atterrito il vecchio continente e non solo : vorrei ricordare anche tutte le altre vittime che in queste anni hanno subito la stessa storia. I bambini di Beslan, gli studenti in Kenya, i newyorkesi delle Torri Gemelle, gli spagnoli a Madrid, i civili in Nigeria, gli indiani a Mumbai, gli italiani in Tunisia......purtroppo la lista é troppo lunga.
“E’ passato un anno dagli attentati di Charlie e tre mesi da quelli del Bataclan. Quella sera io e la mia ragazza eravamo nel posto sbagliato al momento sbagliato. Al Bataclan ho incontrato Caroline, una ragazza della mia età che mi ha servito e Gill, un signore molto simpatico che mi aveva colpito per l’eleganza della sua barba. Sono morti entrambi. Non li conoscevo ma ora penso a loro ogni giorno. Ho la passione dei video e quella sera li’ avevo cominciato a riprendere; quando la carneficina ha cominciato non ero accanto alla mia ragazza. Lei era in mezzo, accanto agli assassini. Io mi sono rifugiato nella parte destra e ho saputo poi che gli assassini si sono accantiti in quella di sinistra. Abbiamo avuto una fortuna incredibile.Ho pensato che sarei morto ed invece sono vivo; molti sono morti ma tantissimi sono feriti e porteranno le conseguenze tutta la loro vita, ci sono bambini che saranno orfani.(...........................). Da quel momento non riuscivo più a concentrarmi su nulla e non trovavo più un senso alla mia vita, cosi’ ho abbandonato Parigi e sono andato in Africa. Ho voluto filmare le cose semplici della natura e concentrarmi sull’eesenziale. Siamo stati attaccati dai media di tutto il mondo : volevano le nostre immagini di quella sera, le nostre storie e le nostre lacrime solo per spettacolarizzare la tragedia. Io e la mia ragazza abbiamo rifiutato quasi tutte le interviste; abbiamo concesso solo quelle (rare) che erano interessate davvero ad ascoltare, senza immagini, senza esagerazioni. Questa esperienza mi ha fatto incontrare persone incerdibili. Ad esempio mentre ero all’ospedale per farmi togliere la scheggia dalla schiena il mio vicino di stanza era un signore che aveva vissuto la seconda guerra mondiale e mi ha detto che la mia esperienza gli ricordava la sua. E’ stato commovente. Ho incontrato un tassista musulmano che aveva perduto un amico nella strage e mi diceva di sentirsi umiliato da questi sedicenti terroristi (.....). La cosa che mi fa veramente paura é tutto il sistema di sicurezza in nome della protezione, vedere il mio Paese che vota il partito dell’odio, .....Ma non perdo le speranze, faccio parte degli ottimisti, di quelli che credono nei valori della Francia e convinti delle sue prospettive future. Ho deciso di utilizzare la mia videocamera come loro utilizzano i loro fucili, ho deciso di guardare il mondo con gli occhi di un bambino e di rifiutare i pregiudizi.Voglio filmare il reale per rimettere in questione le mie idee.....viva l’amore e viva la Francia”.

https://www.lebonbon.fr/actu/le-bataclan-deux-mois-apres-la-video-touchante-dun-rescape/#B4vlxjE4qBQZPlVd.01

Bises
parigimonamour@gmail.com

Letture:50868
Data pubblicazione : 14/02/2016 13:20
Scritto da : Giulia Silenzi
Commenti dei lettori
0 commenti presenti
Aggiungi il tuo commento
indietro

Redazione
email:
redazione@informazione.tv
Tel 0734620707 - 0734623636 Fax 0734600390
Via Mazzini 13 - Fermo  -  Cookie Policy

 

Radio Fermo Uno iscritta nel Registro dei Giornali e dei Periodici del Tribunale di Fermo il 9 aprile 1988 con il numero 7. Il 20 giugno 2001 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, Cancelleria civile che la testata è divenuta anche un quotidiano on-line attraverso la pubblicazione sul sito www.radiofermouno.it. In data 16 maggio 2005 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, cancelleria civile, che dal sito www.radiofermouno.it è scaturita l'appendice on-line riguardante notizie di cronaca, economia, politica e sport, denominata www.informazione.tv

 

Engineered by JEF - Knowledge Applications