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Legambiente: polemiche inutili dalla CIIP. Per tutelare costa e turismo serve risolvere i problemi

Goletta Verde replica alle accuse del Presidente della CIIP Giacinto Alati sui prelievi lungo il litorale marchigiano

Legambiente: polemiche inutili dalla CIIP. Per tutelare costa e turismo serve risolvere i problemi

Leggiamo con un certo sconforto le pesanti accuse di Giacinto Alati circa i risultati dei prelievi effettuati da Goletta Verde sulle coste marchigiane. Ribadiamo ancora una volta che le nostre indagini non si vogliono sostituire a quelle delle autorità preposte ai controlli ufficiali e che non abbiamo mai dato un giudizio generale su tutto il mare marchigiano. I dati di Goletta Verde, come riportato in tutte le nostre comunicazioni, si riferiscono a punti specifici e si tratta soprattutto di prelievi eseguiti alle foci di corsi d’acqua e scarichi, i principali veicoli con cui l’inquinamento microbiologico, dovuto a insufficiente depurazione e scarichi illegali, arriva in mare, e non solo dai comuni costieri ma anche da tutti i comuni dell’entroterra. L'obiettivo è duplice, chiedere una maggiore attenzione e controllo sugli scarichi, non limitandosi ai depuratori ma anche all'eventuale presenza di scarichi illegali presenti lungo i corsi d'acqua, e tutelare il mare dall'inquinamento derivante dalla mancata depurazione.

 

Le nostre finalità evidentemente non sono state ben recepite dal Presidente Alati, dal momento che nessuno ha mai parlato né di balneazione né di mancato funzionamento di questo o quel depuratore. Questi aspetti non appartengono di certo alla nostra associazione ma alle autorità preposte. Certo è che non possiamo esimerci dal constatare che, i problemi riscontrati alle foci dei corsi d’acqua che Goletta Verde ha monitorato, sono noti. I dati ufficiali ci dicono, infatti che l’80% delle acque alle foci dei fiumi nelle Marche non ha raggiunto un livello qualitativo “buono” nei termini della direttiva 2000/60 e il problema della presenza degli scarichi in alcuni corsi d'acqua viene evidenziato anche dai controlli istituzionali. Come testimonia, ad esempio, la situazione della foce del torrente Albula, le cui acque risultano in qualità scarsa e la stessa Arpam cita come criticità del punto, la “possibile presenza di acque reflue urbane e meteoriche non depurate”.

 

Il nostro lavoro vuole essere costruttivo e propositivo, come abbiamo dimostrato presentando, prima dell’arrivo di Goletta Verde, il primo dossier sullo stato dell’arte della depurazione nelle Marche. È stata l’occasione per discutere anche con la Regione di quali azioni occorre mettere in campo e con quali tempi e strumenti, a fronte del coinvolgimento del 50% degli agglomerati più grandi delle Marche che sono interessati dalla procedura di infrazione europea, proprio per non essersi adeguati agli standard europei circa il trattamento dei reflui. E questo è l’ennesimo merito della nostra associazione che, lungi dal limitarsi alla denuncia, combatte da anni al fianco delle istituzioni per stimolare dei miglioramenti ambientali, sociali, economici.

 

Auspichiamo che possano essere superate queste infondate accuse nei confronti del lavoro che Goletta Verde svolge da 30 anni, in maniera puntuale e scientifica. Infatti il miglior modo per tutelare il turismo balneare e la costa marchigiana non è alimentare polemiche, ma risolvere le criticità ancora presenti, confermate anno dopo anno anche dal nostro impegno.

 

Abbiamo a cuore il futuro della nostra Regione e dell’Italia e riteniamo che la battaglia per l’efficientamento della depurazione dei reflui, per l'individuazione e la rimozione degli scarichi illegali e per la tutela dei fiumi e del mare nelle Marche, e in tutto il resto d’Italia, sia una battaglia di civiltà che deve incontrare una capace e determinata priorità politica delle istituzioni e maggiore consapevolezza nei cittadini.

 

Sulla base di questi presupposti la nostra associazione è disponibile a un futuro incontro su questo tema.

 

Francesca Pulcini (Presidente Legambiente Marche) e Giorgio Zampetti (Responsabile scientifico Legambiente)

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Data pubblicazione : 10/08/2016 15:42
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
3 commenti presenti
  • Guerrin meschino

    13-08-2016 16:30 - #3
    "Panta rei",tutto scorre e purtroppo il trascorrere del tempo ha modificato anche i dubbi sul motivo per cui la vita sulla battigia tra PSG e Lido Tre Archi non c'é.La stampa nazionale di oggi evidenzia che le regioni con il mare sottocosta più inquinato a causa di depuratori carenti e di scarico inquinato da fossi e piccoli corsi d'acqua sono Calabria,Abbruzzo e purtroppo Marche. Al posto dei Sindaci di Fermo e Porto San Giorgio,del presidente CIIP,della ASUR,ARPAM e perché no ASITE e sua omologa di Porto San Giorgio, mi inc.arrabbierei di brutto ,visto che le nostre analisi affermano il contrario(affermato a mezzo stampa) ed esigerei un confronto. Pubblicherei le analisi effettuate,dove é avvenuto il prelievo,pianterei dei segnali con su scritto "mare balneabile",sradicherei la bandiera blu restituendola a Goletta Verde, e querelerei Goletta Verde,Il Fatto Quotidiano,La Repubblica,Il Resto del Carlino ecc. Noi comunque un'idea ce l'abbiamo fatta;tutto ha avuto inizio in febbraio /marzo quando sulla riva si sono accumulate decine di tonnellate di rifiuti portati dal mare in burrasca e lasciate lì per più di un mese.Essendo anche materiale inquinante e concentrato in pochi metri quadri,ha svolto il suo lavoro;inoltre qualche cittadino ha evidenziato che già da giugno,sulla battigia non c'era vita e che il Rio vicino al grattacielo non era pulito e gli almeno 10 piccoli fossi che scaricano acqua direttamente in mare(a proposito non é possibile collegarli alla rete fognaria?) non odoravano ; si é sentito in giro anche di un "ripascimento" di sabbia per compensare quella persa con le mareggiate.Infine un augurio ai nostri imprenditori gestori di chalet,speriamo che anche per loro ci sia un afflusso pari al 95% della potenzialità così come sta succedendo nelle altre regioni,per compensare i sacrifici fatti.(Fonte telegiornale RAI2 delle 13,00),
  • Paolo C.

    11-08-2016 14:05 - #2
    Presidente Alati,abbiamo letto che dal molo di PSG al lido Tre Archi,sulla battigia,non c'é praticamente vita;di granchi,cannolicchi,telline e Paguri Bernardo nemmeno l'ombra,solo tantissimi gusci per la gioia di chi cammina a piedi.Nessuno mette in dubbio quanto da Lei affermato e cioé che i depuratori funzionano bene e che le analisi degli enti preposti confermano il suo intervento, C'é comunque il fatto che l'acqua del Rio che divide i due comuni non é limpida come negli anni passati e i piccoli corsi d'acqua che troviamo per l'appunto tra PSG e Lido tre Archi non é che profumino di viola (soprattutto uno). Si metta nei panni di noi comuni cittadini, e visto che ne ha la possibilità per il ruolo che ricopre,ci informi sulle cause di questa mancanza di vita sulla battigia. Il vecchio proverbio abbruzzese "il filo é a piombo ma..il muro é storto" calza a pennello visto il rimpallo di "accuse" tra Goletta Verde e CIIP. Non capita tutti i gg. di avere motivi (e questo é sicuramente un bene) di scriverLe, pertanto approfittiamo per porLe altre due domande :1) qual'é stata la causa del malessere occorso a un centinaio di persone a Campiglione? Non se ne é letto più sulla stampa,ma sicuramente ne conoscerà il motivo,anche se la zona non é coperta da CIIP come da Sua affermazione. 2)Il plesso scolastico di S.Andrea a Fermo e le palazzine adiacenti non si possono collegare alla rete fognaria per il ritardo nel completamento del collettore Val d'Ete;Può comunicarci tempi brevi e certi per il suo completamento? Anche il nuovo asilo nido ipertecnologico avrà la sua bella fossa Imhoff. Grazie anticipatamente per le Sue risposte. saluti cordiali e buon lavoro.
  • Pippo p.

    10-08-2016 19:49 - #1
    Mi fiderei più di un ente terzo, come goletta vedre, che dell'ARPAM. Ad ognuno i suoi perchè.
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