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Minori stranieri non accompagnati: nata a Fermo la prima equipe regionale per identificarli
Minori stranieri non accompagnati: nata a Fermo la prima equipe regionale per identificarli

Dotato di una struttura multidisciplinare, il nuovo team è composto da un pediatra, un neuropsichiatra infantile, due mediatori culturali e tre assistenti sociali e vede la collaborazione di Fermo, Ambiti territoriali XIX, XX e XXIV, Asur e Area Vasta 4

L'aveva già indicato il Protocollo sottoscritto lo scorso marzo da Stato e Regioni: da pochi giorni la prima equipe multidisciplinare marchigiana per l'accoglienza da riservare ai minori stranieri non accompagnati è diventata realtà ed è stata collocata al presidio distrettuale di Porto San Giorgio, dove si trova il Distretto Unico del Fermano.

Composta da una pediatra, da una neuropsichiatra infantile, da due mediatori culturali e da tre assistenti sociali, l'equipe è definita di tipo olistico-multidisciplinare e ha il compito di attivare tutte le procedure necessarie ad identificare e accertare la vera età dei minori stranieri non accompagnati che arrivano in Italia e in particolare nella zona del Fermano.

Coordinata dall’Unità Operativa Sociale e Sanitaria, composta dagli Ambiti Sociali Territoriali XIX, XX e XXIV, sotto la direzione dell’Area Vasta n. 4 di Fermo attraverso il Distretto Unico, il nuovo team ha come interlocutori diretti la Procura della Repubblica all'interno del Tribunale per i minorenni di Ancona, la Prefettura di Fermo, la Questura di Ascoli Piceno, il Commissariato di Fermo e l’Agenzia Sanitaria Regionale. Nei giorni scorsi, ha già proceduto ad identificare sei persone, quattro delle quali, dopo gli opportuni accertamenti, sono risultate essere maggiorenni e quindi destinatarie di altri specifici percorsi di accoglienza.

L'intervento è stato commentato dal sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro, che è anche presidente del Comitato dei Sindaci, con le seguenti parole: "Ferma restando la massima accoglienza per chi la merita, ringrazio per la collaborazione in particolare gli Ambiti Sociali e l’Asur per aver agito in modo tempestivo ed aver dato una forte risposta a chi antepone la furbizia alla richiesta di solidarietà. Si tratta di risposte socio-sanitarie alle pretese di dichiarazione di minore età che provengono da alcuni rifugiati del territorio dichiaratisi maggiorenni all’ingresso nel nostro Stato e che vogliono usare questo escamotage per aggirare le norme esistenti. Una volta emersa la differenza fra età dichiarata ed età riscontrata, questo Comune procederà anche ad inoltrare apposita informativa alla Procura della Repubblica. Tali furbizie rischiano di minare il percorso teso a acquisire il permesso di soggiorno per il maggiorenne che, cercando una scorciatoia, si viene a dichiarare minorenne nel nostro Comune”.

Si sofferma invece sul senso del coinvolgimento dell'Area Vasta 4 di Fermo nella nascita dell'equipe il presidente Licio Livini: "Siamo in grado di collaborare affinché i minori stranieri possano essere identificati e ne possa essere accertata l’età anagrafica. Un passaggio dovuto quello dell’Asur - aggiunge - che anche in questi casi emergenziali vede un importante coinvolgimento di servizi e professionalità”.

Analogo è l'intervento di Vincenzo Rea, il direttore del Distretto Unico di Fermo, il quale precisa: “Da un punto di vista socio-sanitario si tratta di un percorso che viene condotto attraverso le procedure meno invasive a garanzia, in tutte le sue fasi, della tutela riservata ai minori (considerando anche il sesso, la cultura e la religione) proprio perché la loro identificazione rappresenta il presupposto essenziale attraverso il quale i minori possono beneficiare di tutte quelle misure di protezione a cui hanno diritto in quanto minori”.

Per Alessandro Ranieri, il Coordinatore dell’Ambito Sociale Territoriale XIX, la nuova equipe rappresenta inoltre "uno strumento valutativo che permetterà agli organi competenti di verificare l’età dei sedicenti minori in maniera tempestiva, consentendo l’inserimento degli stessi in specifici contesti di accoglienza evitando inserimenti inappropriati ed antieconomici, considerando che il flusso di minori è continuo e da maggio scorso circa 30 sono stati i minori stranieri non accompagnati presi in carico dai Comuni del territorio dell’Ambito XIX ed inseriti in Comunità educative”.

Dell'equipe multidisciplinare fanno Liliana Gironacci, pediatra, con competenze auxologiche, Barbara Pirri, neuropsichiatra infantile, i due mediatori culturali Karem Mohamed Agrebi e Florinda Di Fabio e gli assistenti sociali Alberto Cutini, Andrea Recchioni e Loredana Romanucci. 

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Data pubblicazione : 11/08/2016 16:21
Scritto da : redazione
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