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Ospedale di Amandola. Il terremoto non sia pretesto per chiudere attività di ricovero. Mantenere alta l'attenzione. Intervento della CISL FP Marche

Il grave sisma che ha colpito anche le Marche, ha danneggiato fortemente l'ospedale di Amandola e l'annessa RSA che per la zona montana del Fermano, rappresentavano i soli riferimenti socio-sanitari pubblici del territorio montano insieme al distretto di Comunanza.

Ospedale di Amandola. Il terremoto non sia pretesto per chiudere attività di ricovero. Mantenere alta l'attenzione. Intervento della CISL FP Marche

A vista, i danni procurati sulla struttura, non sono ugualmente distribuiti ma certamente quasi dappertutto la presenza di crepe e di lesioni sulla struttura sono evidenti. La parte più danneggiata è sicuramente quella che ha subito dei crolli e quella dei locali che ospitavano le degenze. Solo il buon Dio ha voluto che i pezzi di cemento staccati e caduti non colpisero in quella notte maledetta del 24 agosto qualche paziente. Con la sorte benevola hanno però colaborato in modo eroico anche i tre infermieri in turno che hanno trasportato i malati fuori dalla struttura.
Attualmente quindi, gran parte del presidio di Amandola è stato dichiarato inagibile in attesa di maggiori ed attente valutazioni di esperti. I dipendenti (quasi un centinaio) sono stati mobilitati d'urgenza presso Fermo o altre strutture dell'Area Vasta 4.
Il venir meno del riferimento sanitario del territorio per i cittadini (la cittadinanza montana è prevalentemente anziana) ed il disagio per i dipendenti di dover percorrere 90 km ogni giorno per raggiungere la sede di servizio di Fermo (ordine di servizio di mobilità d'urgenza per 30gg), sono i problemi principali che l'ASUR e la Direzione di Area Vasta 4 dovranno affontare nel breve - medio periodo. Da non sottovalutare le situazioni individuali di alcuni operatori che sono portatori di legge 104 per handicap grave o per assistenza a persone con hanidcap grave che non possono vedere i propri diritti derogati per periodi lunghi. Ad oggi il senso di responsabilità ha prevalso ma dalla prossima settimana ogni situazione dovrà essere affrontata all'interno della normativa di riferimento.
La CISL FP e tutti i colleghi delle altre sigle hanno dato massima disponibilità a collaborare per affrontare una situazione di estrema emergenza che però non potrà prolungarsi all'infinito. Bisognerà dare stabilità e prospettiva certi ai dipendenti.
Tutto questo ed in primis la voglia comprensibile di ritornare al più presto alla normalità non può far perdere di vista però il problema principale e cioè rimettere in sicurezza la struttura di Amandola e non esporre ad alcun rischio cittadini ed operatori che vi si recheranno in futuro. La CISL FP Marche non può che essere soddisfatta della celerità degli interventi e della volontà espressa dal Sindaco e dai vertici ASUR del pronto ripristino almeno delle attività ambulatoriali e dei servizi diagnostici ma vorrebbe che tutto ciò avvenga dopo la certificazione di assenza di rischio degli organi competenti. La CISL FP, conoscendo la serietà delle persone che stanno svolgendo i lavori di verifica, non ha dubbi che ciò avverrà ma, di contro, conosce bene i rischi della fretta e della smania di ripartire. La sicurezza prima di tutto perchè una volta è andata bene ma sfidare il destino è sempre molto pericoloso.
Detto questo, però, va detto che l'Ospedale di Amandola è punto di riferimento essenziale per la popolazione montana del Fermano ed è strategico anche per il turismo. D'estate infatti, la presenza di turisti e villeggianti nelle nostre montane, moltiplica le presenze dei residenti. Quindi avere una struttura attrezzata per l'emergenza e per afforntare le patologie di base è un valore aggiunto del territorio. Altro fattore sociale che non andrebbe trascurato è quello dell'anzianizzazione della popolazione locale. Se si analizzano i dati dei ricoveri del 2015, oltre a notare che comunque Amandola ha contribuito nell'ambito dell'Area Vasta 4 con 1500 ricoveri, si noterà che la fascia d'età più corposa nel totale è rappresentata dagli ultra 74enni. Anche per questo la CISL FP è molto attenta alla sopravvivenza dell'ospedale di Amandola perchè esso è un fattore sociale oltre che sanitario. Per gli anziani, spostarsi e fare 90 km per raggiungere Fermo, con la viabilità attuale ed i servizi di collegamento pubblici esistenti, sarebbe un disagio enorme e talvolta, in assenza di tessuto familiare presente, impossibile. Quindi, senza giri di parole, a nessuno venga in mente di sfruttare questa disgrazia per chiudere definitivamente i reparti di Medicina e Chirurgia di Amandola. Sarebbe come degradare i cittadini della montagna a cittadini di serie B con diritti inferiori a quelli della costa.
In conlusione, il messaggio che come sindacato CISL FP Marche intendiamo dare è duplice: non sottovalutare i danni anche apparentemente più lievi della struttura e riprendere le attività solo dopo approfondita analisi ed avvenuta certificazione degli organi competenti (forse troppo presto sono arrivate le ditte per coprire le crepe sui muri della parte che s'intenderebbe riaprire a breve), non utilizzare a pretesto il terremoto per fare quello che la politica regionale avrebbe voluto fare da tempo ma che ha calcolato avrebbe avuto un prezzo politico troppo alto in termini di consenso, cioè chiudere l'attività di ricovero di Amandola.
La CISL FP Marche, oltre al cordoglio per le tantissime vittime del terremoto, non può che rinnovare la massima disponibiltà a collaborare per il superamento dell'emergenza ma terrà non due ma quattro, otto, occhi aperti perchè non si ecceda in un senso o nell'altro.
Rinnova alla Direzione di Area Vasta l'invito a incontrarsi nuovamente quanto prima per trovare regole condivise di gestione ed organizzazione del personale e per conoscere le modalità di recupero dei posti letto per acuti e di RSA persi, ai quali il territorio fermano non può rinunciare.

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Data pubblicazione : 30/08/2016 08:56
Scritto da : Giuseppe Donati - CISL FP Marche
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