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Grottazzolina. Festa dell'Unità, Litantrace: "siamo 'fratelli e sorelle d’Italia'"

Domenica 13 Novembre, posticipata di una settimana per problemi legati ai recenti eventi sismici, si è celebrata a Grottazzolina la festa dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate. Il giovane Presidente dell’Associazione Combattenti grottese, il prof. Giorgio Litantrace, dottore in Ricerca Storica e Risorse della Memoria e consigliere comunale a Grottazzolina, esprime, a nome dell’associazione, un grande grazie per la riuscita dell’evento. 

Grottazzolina. Festa dell'Unità, Litantrace:

"Un sentito grazie al comune col quale collaboriamo per la realizzazione dell’evento, al maresciallo di Fermo Rizzo e al maresciallo Capponi, alle associazioni patriottiche, ai Vigili del fuoco di stanza a Grottazzolina, al corpo bandistico e soprattutto grazie ai molti bambini e ragazzi delle scuole paesane insieme ai loro insegnanti e a tutte le persone intervenute. Una menzione specialissima poi per il nostro immarcescibile Presidente onorario, Ennio Occhiodoro, classe 1922 e medaglia di bronzo al valor militare. Celebrare l’Unità Nazionale e onorare i nostri caduti significa ricordare, la nostra identità e tramandarla alle giovani generazioni. Le parole 'senza tempo' del nostro inno nazionale ci ricordano che l’unità e la libertà sono conquiste di ogni giorno. Già il titolo, 'Fratelli d’Italia', non è affatto casuale: siamo davvero parte di un'unica grande famiglia. E i momenti più difficili, come quello che stiamo vivendo col terremoto, spesso riescono ad aumentare la solidarietà fra noi, a far riscoprire ciò che ci unisce. L’impegno dei singoli comuni, la partecipazione volontaria di tanti cittadini, la straordinaria solerzia della Protezione Civile e dei Vigili del fuoco … la famiglia italiana sa collaborare e bypassare le differenze tra persone: quelle caratteriali, quelle socio – economiche, quelle politiche. Restare uniti a volte è difficile, ma lo sappiamo fare se rimaniamo radicati in ciò che ci unisce. Il rischio è che troppo spesso però, nella quotidianità più serena, ci si rifugi nel cosiddetto 'familismo amorale', cioè nell’egoismo, nel pensare solo ad ottenere il massimo per sé e la propria famiglia. Ecco allora perché queste cerimonie patriottiche non sono anacronistiche, ma necessarie oggi più che mai: senza memoria comune perderemmo la nostra identità e rischiamo sempre più di dimenticare la storia e il senso del nostro camminare insieme. In fondo basterebbe ricordare il significato del termine 'Patria', troppo spesso erroneamente attribuito a specifici orientamenti politici. 'Patria', scriveva il grande patriota irredentista Nazario Sauro, è il 'plurale di padre': è tutto ciò che ci unisce. Oltre che cittadini del mondo e dell’Europa, siamo 'fratelli e sorelle d’Italia': camminiamo allora il più uniti possibile, come un’unica grande famiglia."

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Data pubblicazione : 16/11/2016 10:09
Scritto da : Redazione
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