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"Appena tornato da un giro sui monti Sibillini: l'Italia è uno stato fallito”. La denuncia del food blogger Luca Tombesi ai microfoni di Radio Fermo Uno

Ieri pomeriggio la nostra Jessica Tidei ha intervistato in diretta su Radio Fermo Uno Luca Tombesi, food blogger, ideatore e gestore del blog “Racconti dello stomaco”.

Ai nostri microfoni Tombesi ha lanciato un grido di allarme in merito alla situazione sui Monti Sibillini a qualche mese di distanza dal terremoto.

Tutto parte da una frase di denuncia che Tombesi ha scritto su Facebook: “Appena tornato da un giro sui Monti Sibillini: l'Italia è uno stato fallito” e il food blogger spiega il motivo di questa sua affermazione: “Un po' perché ho una casa ad Ussita, un po' per la mia passione per la montagna, mi capita regolarmente di andare sui Monti Sibillini. Purtroppo quello che vedo è che dal terremoto ad oggi è stato fatto pochissimo. In alcune zone c'è un po' di movimento, a Pievetorina sono arrivati i moduli, anche a Camerino la situazione sta migliorando, ma nella zona di Ussita, Visso e Castelsantangelo, cioè nell'epicentro del sisma di ottobre, vedo parecchio immobilismo, addirittura non sono state portate via le macerie e vanno ancora abbattute delle costruzioni pericolanti”.

In questa situazione, secondo Tombesi, lo Stato viene percepito come lontano, le risposte che manda alle richieste dei cittadini sono contraddittorie e addirittura finisce per ostacolare chi prova ad adoperarsi in prima persona per supplire alle sue mancanze: “La situazione più grave riguarda le aziende agricole e gli allevatori, cui sono state promesse stalle che ancora non arrivano – spiega Tombesi -. Il problema è che gli animali restano all'aperto perché gli edifici non sono agibili e, con il freddo di questi giorni, la situazione è ulteriormente peggiorata: il bestiame comincia a morire e quindi non si può più aspettare”.

“C'è uno scaricabarile continuo da parte delle istituzioni – continua il food blogger – non si capisce chi e come deve provvedere e addirittura per chi vuole adoperarsi da solo c'è il rischio di multe perché, appartenendo l'area in questione al Parco Naturale dei Monti Sibillini, c'è bisogno delle valutazioni di impatto ambientale”.

E la situazione nella zona rischia di peggiorare ulteriormente nei prossimi giorni: “Il 13 gennaio ad Ussita terminerà la fornitura dei pasti da parte dell'esercito, il che è un problema dato che ci sono diverse persone che non sono andate via e che sono sistemate in camper e roulotte ricevute in dono, perché per fortuna quello che manca dallo Stato viene tamponato in parte dall'aiuto e dalla generosità di tante persone. Il problema è che questa gente non ha una cucina da campo, seppure l'abbia richiesta, né i contributi per l'autonoma sistemazione e ora non avrà più nemmeno il cibo. Come devono fare per andare avanti?”

Si ritorna quindi alla frase di apertura sullo “Stato fallito” e Tombesi chiude sottolineando come nessuno metta in dubbio l'eccezionalità dell'evento e l'enormità della zona colpita, ma denunciando al tempo stesso la gravità del fatto che, a distanza di cinque mesi dal primo sisma, lo Stato non sia ancora riuscito ad intervenire in maniera tangibile.

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Data pubblicazione : 12/01/2017 11:00
Scritto da : Andrea Pedonesi
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