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Post-sisma. Confindustria Fermo: "Non ci può essere ripartenza se la ricostruzione non è affidata ad imprese locali"

“C’è un dato di fatto inconfutabile: le prime scosse ci sono state il 24 agosto. Si sapeva che sarebbero arrivati l'autunno e l'inverno. E invece restano problemi irrisolti: container, casette, stalle. Da agosto a fine gennaio in 5 mesi si è fatto poco o niente”.

Post-sisma. Confindustria Fermo:

Stefano Violoni, presidente Ance di Confindustria Fermo, fa il punto sul post terremoto partendo dalla gestione dell’emergenza che ha mostrato numerose falle.

IL RUOLO DEI SINDACI
“L’errore è che i sindaci sono stati messi di lato, bypassati da chi, pur dando il massimo dell'impegno, poco sa del territorio. Il potere deve essere affidato all’istituzione locale. Le potenzialità andavano e vanno trovate dentro Comuni e Province, su di loro dovrebbero poter fare affidamento Prefettura e Protezione Civile. Ma c’è un problema, la mancanza di risorse che rende Comuni e Province attori non protagonisti, quando si dovrebbero invece accrescere le facoltà decisionali in tema di urbanistica e gestione dell’emergenza a livello locale”. Ne esce un sistema che blocca l’imprenditore come il cittadino, nonostante siano in arrivo centinaia di milioni di euro per la ricostruzione che Stefano Violoni, con gli associati a Confindustria Fermo, vorrebbe vivere da protagonista. Ma in mezzo c’è la burocrazia.

UN DECRETO PIENO DI PROBLEMI
“Per come è scritto, il decreto sul terremoto non è una risorsa. Anzi, le imprese locali partono con uno svantaggio rispetto a chi viene da fuori. All’interno è previsto un vincolo per la ricostruzione anche privata: impresa e direttore dei lavori non devono avere avuto rapporti negli ultimi tre anni. Non ci si rende forse conto di cosa significhi. Immaginate di trovarvi voi con la casa danneggiata. La prima cosa che fai è chiamare un tecnico che conosci, di cui ti fidi. E così il tecnico chiamerà una ditta di cui si fida. E invece no, l’impresa di fiducia non può lavorare. In questo modo si ottiene solo di spingere il cittadino a provare ad aggirare le regole, una follia”.
È questa, quindi, la prima richiesta che Confindustria Fermo avanza al Governo, che sta per varare il nuovo decreto: “Dare modo alle imprese locali di lavorare e di farlo in tempi rapidi. Imprese che sono e devono essere iscritte alla white list, a garanzia della propria legalità”. White list a cui si può aderire da pochi giorni anche via telematica, senza dover andare fisicamente in Prefettura a compilare i moduli.

LA PROPOSTA
“Non c‘è ripresa se non c’è lavoro. Inutile ricostruire se poi chi vive nei paesi danneggiati dal sisma non ha di che sopravvivere” ribadisce Stefano Violoni. Da qui la proposta. “Le imprese che si adoperano nella ricostruzione, sia privata sia pubblica, dovrebbero avere all’interno un numero di maestranze minimo, pari a circa il 10-20%, residente all’interno del cratere o comunque nelle Province colpite. Una proposta che tocca il lato umano, ma che avrebbe ripercussioni sulle imprese, facendo lavorare chi oggi è senza casa e magari sta vivendo sulla costa”.

IMPRESE TROPPO PICCOLE
“Questo territorio non può ricostruire da solo, con le proprie imprese, quello che è stato danneggiato. Perché sono tutte troppo piccole. Non illudiamoci di essere autosufficienti. E qui c’è un rischio: che le imprese piccole, il nostro tessuto, per lavorare debbano ‘vendersi’ alle grandi imprese che faranno man bassa”, ribadisce Giampietro Melchiorri, presidente di Confindustria Fermo. “Non ci si può nascondere dietro il velo della libera concorrenza. Non c’è ricostruzione senza ripresa dell’attività economica locale. Le istituzioni devono proteggere e rafforzare il tessuto locale” prosegue Violoni.

L’UNIONE FA LA FORZA
“Nel decreto si parla di Umi, unità minime di intervento. Esempio, un centro storico. In una zona definita non si fa fare una casa a una impresa e quella a fianco a un’altra. Verranno creati blocchi di azione unici, da qui la necessità di Ati, reti di imprese, consorzi e unioni.
Con la Cna da mesi lavoriamo insieme, sono certo che ci muoveremo in comune anche nella ricostruzione. Intanto stiamo organizzando convegni e momenti di approfondimento per la categoria edile. Da questo punto di vista ben venga il tavolo Competitività e Sviluppo Fermano nato in Provincia in cui sono riunite tutte le categorie, datoriali e sindacali” conclude Violoni.

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Data pubblicazione : 02/02/2017 09:47
Scritto da : Redazione
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