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Marche. Monti Sibillini: urge un piano di ricostruzione del Parco Nazionale

Martedì 28 febbraio, nell’ambito dell’esame del decreto legge n. 8/2017, C. 4286 Governo, recante "Nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017", il presidente del Parco dei Monti Sibillini, Oliviero Olivieri, ha partecipato ad una audizione della Commissione Ambiente della Camera presieduta dall’onorevole Ermete Realacci, in cui ha rappresentato la situazione dell’Ente.

Marche. Monti Sibillini: urge un piano di ricostruzione del Parco Nazionale

Il quadro che si evince dal resoconto è oltremodo grave. A Visso, la sede istituzionale del Parco è inagibile, la rete di sentieri e percorsi è stata interessata da crolli e frane che ne hanno compromesso in gran parte l’utilizzo in condizioni di sicurezza, cinque dei sette rifugi del Parco risultano inagibili. Inoltre, il patrimonio dei musei, dei centri visita, delle aree faunistiche e dei centri di educazione ambientale ha riportato danni gravi al punto da renderne, in molti casi, impossibile la fruizione. Le uniche strutture di accoglienza del sistema di fruizione del Parco attualmente agibili, risultano essere i rifugi di Tribbio di Fiastra e di Garulla di Amandola, il Museo della Sibilla e il CEA Sibilla di Montemonaco. Tutto il resto è danneggiato, comprese le aree faunistiche di Castelsantangelo sul Nera e Bolognola. Tornando ai sentieri e alla loro fruibilità, si riscontrano criticità in diversi percorsi di media e alta quota potenzialmente interessati da eventi franosi, mentre per i percorsi bike e alcuni itinerari trekking che attraversano centri abitati danneggiati dal sisma e quindi inseriti in zona rossa, occorre valutare possibili alternative o disincentivarne temporaneamente l’utilizzo. Se a questa situazione si somma il dato per cui la maggior parte delle strutture ricettive dell’area risulta inagibile, quello che rappresentava un potenziale decisamente forte di sviluppo per il territorio dei Sibillini, ossia il turismo, rischia di diminuire in maniera drastica e fatale.
Per tali ragioni, e per contrastare uno scenario che rischia di mettere in ginocchio l’economia del territorio, Olivieri ha presentato una serie di azioni prioritarie da intraprendere, tra cui segnaliamo il ripristino degli uffici della sede del Parco al momento dislocati in tre distinte realtà territoriali, ossia Visso, Foligno e Tolentino, il potenziamento dell’organico ritenuto improcrastinabile, la redazione di un piano di sviluppo per una ripresa socio-economica sostenibile del territorio, una ricognizione idrogeologica per individuare le aree a rischio e per la relativa messa in sicurezza anche ai fini della fruizione escursionistica e  la valorizzazione delle strutture ricettive agibili e delle aree naturali che possono essere fruite in sicurezza. Per quanto concerne il Grande Anello dei Sibillini, prodotto turistico apprezzato a livello internazionale, si intendono realizzare delle strutture provvisorie in prossimità dei rifugi inagibili.
“Il ruolo del Parco nella ricostruzione” ha concluso Olivieri “deve essere strategico. Occorre affiancare alla gestione dell’emergenza e alla ricostruzione, una visione per il futuro del territorio fondata su progetti creativi e di sostegno alle imprese, sia innovative che tradizionali e del turismo sostenibile. La ricostruzione dovrà avvenire in armonia con le finalità dell’area protetta, nella consapevolezza che la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-culturale e naturale, costituiscono la base irrinunciabile per una ripresa economica e sociale reale e duratura. In questo processo uno degli strumenti chiave sarà la Carta Europea per il Turismo Sostenibile che vede nel Parco il coordinatore e referente.”
La prima impressione del Presidente è che la Commissione, già dimostratasi sensibile alle problematiche del Parco, abbia accolto favorevolmente le istanze presentate che speriamo trovino al più presto concreta attuazione.

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Data pubblicazione : 02/03/2017 13:17
Scritto da : Redazione
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