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Fiume Ete Vivo. La lettera dell'Avvocato Craia, rappresentante dei residenti e proprietari terrieri posti lungo la Valle dell'Ete Vivo

"La scorsa settimana l'avvocato Villeado Craia, incaricato da un nutrito gruppo di proprietari o affittuari di terreni posti lungo la valle dell'Ete Vivo, ha inviato una lettera di diffida a tutti gli enti che direttamente o indirettamente hanno qualche responsabilità sulla situazione di degrado del fiume e, in particolare, per i consistenti danni provocati agli stessi proprietari. "

Fiume Ete Vivo. La lettera dell'Avvocato Craia, rappresentante dei residenti e proprietari terrieri posti lungo la Valle dell'Ete Vivo
Un'immagine del marzo 2015

"Gli stessi proprietari si sono costituiti in comitato e la presente diffida rappresenta l'atto propedeutico all'avvio dell'azione giudiziaria. L'atto, inoltre, mira a provocare una reazione concreta da parte delle istituzioni, sino ad oggi, pressoché "latitanti". Purtroppo sfugge non solo alle istituzioni ma anche alla pubblica opinione lo stato di disagio e di precarietà che vivono queste persone che assistono ogni giorno alla distruzione di quanto costruito con il lavoro e i sacrifici di intere generazioni. Sfugge il fatto che ogni pioggia, anche di modesta entità, provoca loro uno stato di ansietà per il potenziale e incombente pericolo. Non vanno sottovalutati gli ingenti danni economici passati, presenti e futuri."

 

"I signori, di cui all’elenco in calce, quali proprietari o affittuari dei terreni latitanti il fiume Ete Vivo, mi hanno incaricato di inoltrare a codesti spettabili Enti, per quanto di rispettiva competenza, la richiesta di risarcimento dei danni nonché la diffida ad eseguire le opere tecnicamente idonee ad evitare il ripetersi dei fenomeni di esondazione ed erosione a danno dei fondi medesimi. Riepilogo brevemente la vicenda, peraltro già nota a seguito delle ripetute richieste formulate dagli interessati e delle iniziative pubbliche promosse per affrontare la relativa problematica, alle quali, peraltro, non ha fatto seguito l’intervento concreto. Innanzi tutto, mi corre l’obbligo di segnalare che la situazione venutasi a creare e tutt’ora in atto, rappresenta una grave minaccia anche per la incolumità delle persone, in considerazione del fatto che il fiume per lunghi tratti ha completamente distrutto i vecchi argini ed eroso gran parte dei terreni coltivati, ponendo in una situazione di instabilità lo stesso fronte collinare in ragione del mutato assetto dei terreni a valle.

 

ete_7_marzo_2017_3

 

Qui insistono anche delle abitazioni, delle strade, degli impianti, nonché i frutteti e le ulteriori coltivazioni, sicché l’ulteriore fenomeno di espansione del fiume costituisce una seria, imminente, grave minaccia per le opere predette e per l’incolumità delle persone che risiedono in loco e che, comunque, svolgono attività lavorativa. Il denunciato fenomeno è purtroppo conseguenza degli interventi eseguiti da codesti spettabili Enti che hanno comportato una modifica del letto del fiume, dei vecchi argini e che hanno di fatto potenziato la capacità distruttiva delle acque in occasione dell’ingrossamento del fiume per eventi meteorologici. Gli esperti, infatti, hanno riscontrato che a seguito dei lavori, la mutata velocità di scorrimento delle acque, la mancanza delle protezioni da sempre rappresentate dagli argini e dalla vegetazione che sugli stessi insisteva (e che inopinatamente è stata divelta) hanno prodotto le conseguenze catastrofiche sopra descritte, che mai in precedenza si erano verificate. Poiché il fenomeno tende a ripetersi in occasione di ogni evento meteorologico significativo e, addirittura, senza tracimazione delle acque, è piuttosto evidente il collegamento tra gli interventi sopra descritti e i danni lamentati che in precedenza non si erano mai verificati.

 

ete_vivo_7

 

Tutto ciò rende necessario l’indifferibile e immediato intervento volto a ripristinare le condizioni di sicurezza e ad evitare il ripetersi dei fenomeni che hanno già compromesso, con riferimento ad alcune aziende agricole, la potenzialità produttiva. In relazione ai danni già verificatesi, mi corre altresì l’obbligo di precisare che tutte le proprietà alle quali faccio riferimento hanno subìto il fenomeno dell’erosione e per alcune di esse in particolare la superficie di terreno complessivamente asportata ha dimensioni tali da giustificare una richiesta di risarcimento di danni per oltre 300.000 Euro. Invito, quindi, codesti spettabili Enti a voler adottare le immediate decisioni ed eseguire gli interventi tecnicamente idonei, oltre naturalmente a risarcire i danni già ad oggi verificatosi."

 

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Data pubblicazione : 08/03/2017 09:20
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
10 commenti presenti
  • Romolo

    10-03-2017 18:45 - #10
    Ai tempi della mia beata fanciullezza, le campagne erano non solo il fulcro dell'economia nazionale, ma anche la tutela dell'ambiente. Rari e modesti erano i fenomeni che procuravano disagi e allarmi.Al progressivo abbandono della terra non è seguito un adeguato intervento politico volto a mantenere il pre esistente equilibrio. Oltretutto la maggioranza delle opere di bonifica non sono state evidentemente realizzate secondo i crismi di sicurezza progettuali, spesso caratterizzati da sospette speculazioni e adeguati controlli. Queste rituali calamità, dovrebbero essere studiate sulla base di monitoraggi territoriali, volti alla conoscenza delle specifiche esigenze di cautela, prevenzione ed eventuale pronto intervento.
  • Antonio

    10-03-2017 08:57 - #9
    Seguo la cronaca locale, leggendo il giornale, parlando con gli amici al bar, e mi sembra che a Fermo negli ultimi anni ci siano alcuni paradossi, di cui uno è il campeggio Verdemare, dove sembra sia stato sequestrato il più grande campeggio della costa fermana, perchè i camper e le rulot sono state considerate come delle case, ma solo a loro, agli altri, uguali in tutto e per tutto niente, continuano a lavorare. Poi la discarica dei rifiuti di Fermo, altra magagna riportata alla luce da un gruppo di cittadini, che hanno fatto pure dei filmini, ma tutto tace. Poi, il macello delle sponde dei fiumi, dove anche un bambino vedendoli capisce che i lavori fatti non hanno risolto il problema, ma forse l'hanno aumentato, ma anche qui tutto tace. Forse sarò anziano e all'antica, ma questo nel passato non accadeva, Fermo era un paese normale, cosa che non sembra oggi.
  • gianfranco

    09-03-2017 12:39 - #8
    Ma perché nessun procuratore della Repubblica apre un fascicolo? Si sanno nomi e cognomi dei responsabili. Non ci vogliono indagini. O non si vuole???
  • paolo

    09-03-2017 11:31 - #7
    La verità è che hanno distrutto una intera vallata, con lavori assurdi ed inutili. E' vergognoso che nessuno paghi per ciò. E attenzione, lungo la val d'ete ci sono alberi ricurvi verso la strada con il fiume che stà erodendo l'argine dall'interno prima o poi saremo a ricordare un grave incidente se non si prendono immediati provvedimenti. Cara "Scocciata" dalle sue poche parole si intuisce che la sua competenza è molto limitata sull'argomento.
  • romeo

    09-03-2017 00:11 - #6
    non so dei lavori sull'ete vivo,ma i lavori fatti sull'ete morto,nemmeno un bambino li faceva;non si può togliere tutto e fare un letto di 20 metri...
  • agricoltore

    08-03-2017 22:37 - #5
    Si.ci lamentiamo dei lavori degli altri perchè non sono stati fatti a regola d'arte, cara scocciata se lei riflettesse con attenzione capirebbe che per quello sperpero di soldi investiti per quei lavori disastrosi ,in parte sono anche soldi vostri versati in tasse , ma non fa niente ,importante è aggredire l'agricoltore facendo la brava ambiendalista senza capirci nulla ne di ambiente e ne di agricoltura, magari senza vedere che si sono eseguiti dei lavori (ripulitura fossi) lasciando il tratto finale che sfocia sul fiume senza ripulire per colpa della provincia che non ha rilassato l'autorizzazione idraulica se tecnicamente si può chiamare cosi' ,E' VERGOGNOSO
  • Alfio Bagalini

    08-03-2017 22:32 - #4
    È una VERGOGNA che nessun magistrato abbia ancora fatto luce sulla vicenda Eterno vivo. Che la situazione sia precipitata dopo i lavori fatti fare dalla provincia è un dato storico inequivocabile. E ancora più vergognoso è che persone che non sanno di cosa parlano (e si nascondono sotto pseudonimi) dicano che la colpa è degli agricoltori, cioè di coloro che da secoli sono lì a coltivare e gestire e che sono gli unici danneggiati. Vergogna! Vergogna!! Vergogna!! Almeno abbiate il coraggio di metterci la faccia!
  • giampiero

    08-03-2017 21:52 - #3
    gli alberi sono stati tagliati per allargare gli argini e non dagli agricoltori....lavori assurdi..
  • una vergogna

    08-03-2017 15:13 - #2
    a Fermo certe situazioni disastrose come quella degli argini dei fiumi passa sotto silenzio, come se nessuno si ricordasse dei MILIONI DI EURO spesi per metterli in sicurezza, ma sulla vicenda è stato buttato un bel telone mimetico, guai a parlarne, solo Di Ruscio ci ha provato in passato ma senza ottenere nulla, gli organi competenti hanno fatto spallucce, forse impegnati in chissà cosa !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! forse lo sbarco degli alieni a Fermo ??????? come per la discarica, altro bel telone mimetico tirato lì sopra. Come andrà a finire, se succede un incidente, un infortunio, allora tutti a puntare il dito, perchè da noi funziona così, alla TE L'AVEVO DETTO !!!!!!!!!!!!!!
  • Scocciata

    08-03-2017 10:40 - #1
    Possibile che ci si lamenti sempre del lavoro degli altri e non si guardi come si fa il proprio? Cari agricoltori, siete voi stessi in parte responsabile della situazione: avete tagliato gli alberi, avete coltivato e avete costruito sul letto del fiume
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