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Tre amici e la voglia di raccontare il nostro territorio facendo sorridere. L'intervista ai creatori di "Degrado post-mezzadrile"

A chi di voi, scorrendo la propria bacheca di Facebook, non è capitato di imbattersi in qualche divertente post targato “Degrado post mezzadrile”? Vi avrà fatto sorridere e forse anche riflettere, perché vi sarete riconosciuti in luoghi e abitudini del nostro territorio. Magari vi sarete chiesti: ma chi si nasconde dietro tutto questo? Beh, noi di Informazione.Tv siamo riusciti a intervistarli. Non ci hanno voluto svelare la loro identità, ma ecco che cosa ci hanno raccontato.

Tre amici e la voglia di raccontare il nostro territorio facendo sorridere. L'intervista ai creatori di

Mantenendo l’anonimato, come vi presentereste?
Come un manipolo di gente che, invece di lavorare, dedica un po’ di tempo a pensare “fregnacce”. Siamo abitanti di questa terra di mezzo, sparpagliati tra costa e collina, attenti osservatori dell'evoluzione/involuzione dell'umanità.

Che cos’è il degrado-post mezzadrile? Perché questo nome?
Per epoca postmezzadrile intendiamo un periodo abbastanza ampio che ha attraversato mezzo secolo e tre generazioni. Quella dei nostri nonni, dei padri, fino ad arrivare a oggi. Quindi il boom economico, l’industrializzazione e lo sviluppo commerciale, la crisi, il tentativo di riconvertirsi a fare non si sa bene cosa fino all’incertezza dei nostri tempi. Sommando il tutto, oggi abbiamo una generazione di “studiati”, emancipati dalla terra e dalla manovia, che nel migliore dei casi fanno i commessi. E’ degrado o no?

 

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Com’è nata l’idea di creare il sito e la pagina Facebook?
Guardandoci intorno abbiamo condiviso l’opinione che ci fossero molti aspetti divertenti da raccontare: persone, usanze, luoghi belli e brutti. Ci siamo cimentati (non nel senso d’insultati, in quel caso è richiesta la doppia c all’inizio, ccimentati) e il successo è stato oltre ogni attesa.

Qual è l’obiettivo che vi siete posti, quando avete dato vita a quest’idea?
Fare un sacco de quattrì! Scherzi a parte, non abbiamo fatto piani a lunga scadenza. Abbiamo pensato alle cose che ci divertivano e abbiamo provato a condividerle. La cosa fantastica è che si è creata una vera e propria identità postmezzadrile. Cosa che a questo punto ci costringe a creare un partito ed entrare in politica, con un solo, nobile e trasparente obiettivo: “fà li sordi e commannà”.

 

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Il vostro è un modo per raccontare il nostro territorio facendo sorridere. Come avete affrontato un momento come quello dell’emergenza terremoto e dell’emergenza neve?
Pensiamo di averlo fatto con garbo. Con un territorio flagellato da un dramma del genere e tante persone che hanno perduto tutto, ci è venuto naturale rallentare un po’. Abbiamo provato a raccontare, a modo nostro, la dignità della gente marchigiana, i luoghi che fanno parte della storia di ognuno di noi e che il sisma ha lesionato, ma non potrà mai cancellare dalla memoria.

Nel vostro sito ci sono diverse categorie. In particolare i luoghi e le cartoline sono un modo per far sorridere, ma forse anche per far riflettere. Che cosa c’è dietro la vostra comicità?
Degrado postmezzadrile esiste perché tante persone si riconoscono in quello che raccontiamo, magari alzano lo sguardo e in casa ritrovano proprio un esempio del post che abbiamo appena pubblicato. Poi teniamo d'occhio voi giornalisti, sia online che cartacei. La cronaca spesso fornisce spunti straordinari.

Allo stesso modo gli studi sociologici e l’Accademia de lo Sfarrato sono un inno alle tradizioni e alla cultura marchigiane. Quanto è importante per voi mantenere vive queste tradizioni e farle conoscere?
Non è importante, è l’unica cosa che conta! Il dialetto ha una sua dignità che va tutelata. Ad esempio nella nostra chat interna, appena qualche giorno fa, abbiamo scoperto con stupore che uno di noi ignorava cosa fosse la marmellata de pernicù. E’ stato un duro colpo. Ora la Corte suprema postmezzadrile sta valutando se graziarlo (a patto che declini a memoria tutte le sagre mangerecce delle Marche in ordine cronologico) o espellerlo immediatamente.

 

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Che tipo di riscontro avete da parte della gente che vi segue?
Fantastico. E’ gratificante che tanti marchigiani all’estero ci scrivano che seguirci è un po’ come sentirsi a casa. All’inizio il materiale che pubblicavamo era tutta roba nostra, ora ci arrivano continuamente spunti, foto e suggerimenti. In pratica abbiamo creato una società collettivista di stampo sovietico. Il Degrado è di tutti.

Qual è il messaggio che volete far arrivare alla gente attraverso la vostra comicità?
Numero uno: che l'autoironia è un tesoro. Se riusciamo a ridere di noi stessi, non finiremo mai di avere motivi per divertirci. Numero due: secondo gli stereotipi il dialetto toscano è piacevole, quello romano è simpatico, il napoletano è caloroso, il bolognese è divertente. Perché quello marchigiano deve essere grezzo? Andiamo orgogliosi di chi siamo!

 

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Per concludere, che cosa direste a un post mezzadro?
Tieni duro, non fa ncazzà lu patrò, bbottete de scampi ogni volta che puoi, non fingere di parlare un perfetto italiano se non sei in grado, tanto la T e la D ti tradiranno dovunque tu vada. Noi saremo sempre al tuo fianco.

Insomma, la loro identità sembra non avere troppa importanza. Quello che conta è il loro modo di raccontare in maniera sincera, spontanea e divertente il nostro tempo e il nostro territorio, quello che siamo e come gli altri ci vedono. E soprattutto il fatto che riescano a farci sorridere. Perché, come ricordano i nostri postmezzadri e come disse un famosissimo conterraneo come Giacomo Leopardi: “Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo. Come chi ha il coraggio di morire”.

Letture:10648
Data pubblicazione : 15/03/2017 10:59
Scritto da : Lisa Iobbi
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • GNURANDE

    15-03-2017 16:38 - #1
    Scine, va ve', tutto pricisu e spaccatu che rlupicca, ma tocca jii sempre su su' cazzu de "Fessobucche" pe' vedevve? E chi d' gnurante nfurmatico come me che ca.. gorbo dovria da fa'? Scine, perchè nun bastaa la gnuranza sana e cundadina de li tembi nostri, pozza pijjave ' n gorbo, mo' ce vole pure la gnuranza nformatica, che saria de quilli pori strunzi che non sa manco che ca... che gorbu saria su fessobucco o su Uazzappe del ca.... de quessi fregni moderni la'... Che po' ce sta' pure li viruse che n' antro po' pe' ccende lu commbutere toccherà prima pjjasse le vitamine e jji' d lu' meddecu... e ci sta' li Acchere che comunque te vede pure se vai a lu cessu e quante ote tiri l' acqua.... Oh ma sa che te dicu? Brai, ma che cazzu de mondo ade quistu?
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