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Fulimeni alla proposta del Gruppo Civico Sangiorgese di chiudere lo Sprar: "Una uscita propagandistica dalla crassa ignoranza"

Apprendo dagli organi di informazione che un neonato Gruppo Civico Sangiorgese pone tra i punti qualificanti (sic!) del proprio programma, in vista della imminente competizione elettorale, la richiesta dell'”immediata chiusura del centro Sprar di Porto San Giorgio destinato all'accoglienza di clandestini e finti rifugiati”, per di più “sotto il profilo dell’ordine pubblico”.

Fulimeni alla proposta del Gruppo Civico Sangiorgese di chiudere lo Sprar:

"Ora, credo sia importante sottolineare come questo concionare non possa essere derubricato semplicisticamente  ad  una uscita propagandistica dalla crassa ignoranza.

Va invece  detto e ribadito a gran voce,  ancor più  a soggetti che si candidano ad amministrare la cosa pubblica, che definire clandestini i richiedenti asilo e i rifugiati è gravemente discriminatorio ed intimidatorio;  e che invocare la  chiusura del centro  per assurdi e inesistenti motivi di ordine pubblico significa voler alimentare irresponsabilmente paura e ostilità verso lo straniero e il diverso.

Gli ospiti del centro SPRAR sono persone che esercitano un diritto fondamentale, quello di chiedere asilo, tutelato dalla nostra Costituzione e dal Diritto Internazionale,  ma  probabilmente  sconosciuto a tali civici sangiorgesi.

Cosi come è gravemente diffamatorio parlare di finti rifugiati accolti nel centro, sia per la persona ospitate che per l’Ente che gestisce il progetto SPRAR.

Voglio ricordare che a riconoscere, ancora una volta, la “chiara e univoca valenza negativa” della parola clandestino, utilizzata come un manganello, è stata appena un mese fa la prima sezione civile del Tribunale ordinario di Milano che, con un’ordinanza  datata 22 febbraio 2017, ha condannato per tale motivo il partito della Lega Nord .

“Il termine ‘clandestino’ -ha scritto il giudice Martina Flamini- ha una valenza denigratoria e viene utilizzato come emblema di negatività”. Una truffa lessicale su cui, evidentemente,  non può essere  invocata la tutela dell’articolo 21 della Costituzione, perché “veicola l’idea fortemente negativa che i richiedenti asilo costituiscano un pericolo per i cittadini”, e che non può nemmeno essere spacciata per “mera imprecisione terminologica”."

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Data pubblicazione : 31/03/2017 09:15
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
2 commenti presenti
  • Carlo

    02-04-2017 10:23 - #2
    Nessuno lavora gratis (punto). L'Italia ha firmato il Dublino 3 (se vuole può uscirne, ma non lo fa... neanche Salvini ci pensa), chi chiede asilo ha dei diritti (casa, vestiti, assistenza legale) e dei doveri (imparare la lingua, comportarsi in modo corretto ecc), per garantire questi diritti e questi doveri serve personale qualificato, che va pagato (punto). Basta dire sciocchezze, non si lavora gratis... le associazioni prendono circa 35 euro al giorno per ogni profugo, i dati sono sul sito della prefettura con i nomi di tutte le associazioni, e con questi 35 euro devono pagare tutto (case, prese in affitto da italiani, vestiti, comprati in negozi italiani, cibo, comprato in Italia... anche i famosi smartphone sono comprati in Italia, in negozi iitalici... il personale, giustamente pagato, è italiano... al profugo resta in mano 2 euro al giorno o poco meno. I soldi di chi sono? Fondi statali e fondi Ue... Quegli otto signori, stanno facendo un lavoro, che deve essere retribuito come tutti i lavori. Un lavoro peraltro affidatogli dallo Stato italiano (lo Stato affida a cooperative per "risparmiare". Se la gestione era statale il costo era maggiore... benvenuti nel mondo reale). PS ovviamente ci sono cooperative che ci guadagnano e trattano come "bestie" i richiedenti asilo (qui da noi no, per ora... ma bisogna sempre vigilare... ogni cooperativa deve trattare e gestire nel modo migliore chi gli viene affidato), ovviamente i tempi di attesta per avere risposte da una commissione sono lunghi (e si lamentano anche i profughi, giustamente). E' come prendersela con le cooperative che gestiscono le pulizie in luoghi pubblici... dovrebbero pulire gratis? Se non vi piace questo modo di fare, chiedete di uscire dal Dublino 3, o che tutta la gestione profughi rimanga in mano statale (cosa che io preferirei, ma anche qui bisogna pagare gli operatori, che saranno assunti con concorsi pubblici, non si lavora gratis)...
  • ffrancesco

    31-03-2017 14:37 - #1
    bene . Una domanda agli otto immortalati nelle foto chi gli da i soldi per mangiare, per vestirsi ecc ecc. la gestione dello Sprar?
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