Attualità
VIDEOSTORIA - Dalla vita in carrozzina al riscatto nel basket: la rinascita di Emanuele Bianchi e la serie A di chi non si arrende alla disabilità

Quello che per molti è l’atto finale di una vita normale, per il fermano Emanuele Bianchi è stato il fischio d’inizio di una nuova partita: quella contro la disabilità a cui l’ha costretto un violentissimo incidente in moto, che gli causato l’esplosione di una vertebra e lesionato il midollo spinale. La corsa in ospedale, un intervento infinito, il coma farmacologico - poi la riabilitazione e la rinascita. Grazie alla pallacanestro in carrozzina e al Santo Stefano Basket, la squadra che l’ha accolto e con cui oggi pomeriggio giocherà un match fondamentale per agguantare le semifinali d'accesso allo scudetto italiano. Con l’orgoglio dell’appartenenza a una maglia che, a Emanuele, ha riempito la vita e ridato speranza.

VIDEOSTORIA - Dalla vita in carrozzina al riscatto nel basket: la rinascita di Emanuele Bianchi e la serie A di chi non si arrende alla disabilità
Emanuele Bianchi sotto lo striscione di incitamento realizzato dai giovani sostenitori delle scuole nella palestra della S. Stefano Basket a Potenza Picena

Emanuele Bianchi sa bene il valore di quello che in molti chiamano “sliding doors”. Tante volte si è chiesto cosa sarebbe successo se, il 15 luglio 2009, fosse stato in ritardo di qualche minuto, come tutti gli altri giorni intorno alle 14:15, quando era tra gli ultimi a tornare a lavoro alla Teseo di Campiglione dopo la pausa pranzo. Quel giorno, Emanuele era in orario e ora si domanda se, a dispetto della sua puntualità, sul suo cammino avrebbe trovato lo stesso il conducente che non si è fermato allo stop e l’ha investito; si chiede se avrebbe urtato ugualmente la sua macchina, se sarebbe stato travolto in identico modo, finendo contro la recensione della casa di un’operatrice del 118 che l’ha soccorso subito, appena ricaduto a terra di schiena sull’asfalto.

Quel dubbio è un tarlo costante ma, ogni volta che il pensiero si riaffaccia, Emanuele cerca di sviarlo e di tornare al presente, fatto di una sedia a rotelle che è parte della sua quotidianità e di un handicap fisico che non gli impedisce di vivere una vita piena, intensa, infaticabile. Perché Emanuele - 36enne di Fermo tutta grinta ed energia - è, contemporaneamente, cestista di serie A con la Santo Stefano Basket - la squadra che ha conosciuto durante la riabilitazione nell’istituto di Potenza Picena e con cui sta tentando di agguantare lo scudetto in un delicata partita in programma per oggi pomeriggio; dirigente di una squadra di calcio a cinque (l’unica del fermano) proiettata ai vertici della classifica locale, vice priore della contrada Castello e un grande appassionato di poker online - il gioco che gli ha tenuto compagnia durante i momenti morti della riabilitazione.

 

 

 

“Mi tengo impegnato e sono sempre attivo. Oggi come prima dell’incidente, quando lavoravo come operaio e avevo tanti hobby” - confessa Emanuele. Ora è lo sport il suo lavoro - con sette allenamenti a settimana e la partita del sabato pomeriggio - ma la sua passione e gli impegni non sono certo diminuiti - assicura. “Se riesco a fare tutto questo, però, è solo grazie al basket, che mi ha permesso di superare il trauma, liberandomi dal pensiero di una vita limitata, condannata” - ci tiene a sottolineare. La voce è commossa e sul volto di Emanuele scappa una smorfia: sta pensando ai suoi speciali compagni di avventura - i ragazzi e le ragazze che giocano con lui in squadra e mister Roberto Ceriscioli, che non finirà mai di ringraziare. 

 

 

Emanuele con il coach Roberto Ceriscioli

 

Per Emanuele, questo sport non è mai stato una passeggiata o un riempitivo: ha sempre avuto i connotati di una grande passione, rincorsa tenacemente anche nel momento in cui tutto è cambiato - dalla sua quotidianità al suo sport. “Mi sono dovuto abituare a un nuovo modo di vivere e di giocare” - ammette questo ragazzone dalle mani grandi - “Ho imparato a usare la carrozzina da sport, che è più leggera, reattiva e veloce di quella da passeggio e ti costringe a ponderare diversamente i movimenti in campo. Ho dovuto apprendere un modo nuovo di maneggiare il pallone, perché ora sono seduto e anche la tecnica di palleggio è diversa da prima. Ho ricalcolato la mia presenza in campo in modo da poter essere utile alla squadra anche con la mia carrozzina dalla seduta bassa - adatta a me che, da paraplegico, non posso contare sulla forza degli arti inferiori ma posso fare affidamento solo su braccia, busto e gambe”. 

 

Emanuele e i compagni di squadra al termine dell'allenamento, sotto allo striscione realizzato dai tifosi 

 

Può contare solo su di loro, Emanuele. E su una grinta da sfoderare oggi alle 17 sul suo campo, a Potenza Picena, contro la seconda in classifica per accedere alle qualificazioni per lo scudetto. La tenacia è la stessa che sfodera ogni giorno e che colora la sua vita. Quella che, da vero campione, ha ricostruito tassello su tassello - giocando la sua più delicata partita contro un nemico ostico, ostile, ma non impossibile da sconfiggere. 

 

Letture:6158
Data pubblicazione : 01/04/2017 08:04
Scritto da : Valentina Berdozzi
Commenti dei lettori
0 commenti presenti
Aggiungi il tuo commento
indietro

Redazione
email:
redazione@informazione.tv
Tel 0734620707 - 0734623636 Fax 0734600390
Via Mazzini 13 - Fermo  -  Cookie Policy

 

Radio Fermo Uno iscritta nel Registro dei Giornali e dei Periodici del Tribunale di Fermo il 9 aprile 1988 con il numero 7. Il 20 giugno 2001 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, Cancelleria civile che la testata è divenuta anche un quotidiano on-line attraverso la pubblicazione sul sito www.radiofermouno.it. In data 16 maggio 2005 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, cancelleria civile, che dal sito www.radiofermouno.it è scaturita l'appendice on-line riguardante notizie di cronaca, economia, politica e sport, denominata www.informazione.tv

 

Engineered by JEF - Knowledge Applications