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Porto San Giorgio. Morese si schiera con Moschini e Nicolai sulla questione SPRAR: "Non siamo razzisti, ma lo chiuderemo perché è un progetto inutile"

Continua a far parlare di sé il comunicato diffuso qualche giorno fa dal Gruppo Civico Sangiorgese, nel quale, all'interno di una serie di proposte collegate al rilancio del turismo, veniva promessa la chiusura dello SPRAR, il progetto di accoglienza dei rifugiati presente in città.

Sulla questione interviene quest'oggi Emanuele Morese, coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia, che scende in campo a difesa della lista di Moschini e Nicolai, con la quale condivide l'appoggio al candidato sindaco Andrea Agostini.

Porto San Giorgio. Morese si schiera con Moschini e Nicolai sulla questione SPRAR:

“Se c’è un atteggiamento discriminatorio, quello è proprio di certa sinistra che derubrica come scemenze le proposte di cittadini che decidono di sottoporre le loro idee ai sangiorgesi” – attacca Morese.

“Sentirsi fare la morale da chi, in 5 anni, si è limitato a fare lo spettatore in maggioranza, portando come più alto contributo un epitaffio a Fidel Castro in consiglio comunale, strappa un sorriso. Un sorriso che si tramuta presto in una smorfia di sofferenza quando si pensa che certa sinistra, confinata all’irrilevanza dal PD, utilizzi i rifugiati per strappare due voti agli italiani”.

“Non solo chiuderemo la sede dello SPRAR, ma cancelleremo il consigliere comunale aggiunto e la consulta degli immigrati – rilancia Morese – E questo avverrà non perché siamo razzisti, ma perché si tratta di progetti inutili. Siamo sicuri che a perderci non saranno gli stranieri, bensì qualche italiano che utilizza le disgrazie di alcuni a proprio vantaggio elettorale”.

“La consulta degli stranieri (2013), lo sportello degli immigrati (2013) e il consigliere comunale aggiunto (2015), non hanno prodotto nulla. E nulla si sa della loro attività. Tutti però sanno chi le finanzia: i cittadini sangiorgesi” – commenta Morese.

“Abbiamo più volte chiesto quanti siano i richiedenti asilo presenti sul territorio e quali siano i percorsi per una corretta integrazione nel tessuto cittadino. Abbiamo chiesto i costi e i luoghi in cui queste persone alloggiano, ma nessuno ha dato risposte. Quando invece c’è da rispondere ad una lista civica, che discute con i cittadini delle proprie idee, fanno a cazzotti per definirli razzisti. Ci sono altri modi – conclude Morese – per far vedere ai cittadini che il PdCI esiste, ma parlare di razzismo è sicuramente il più sbagliato”.

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Data pubblicazione : 04/04/2017 11:47
Scritto da : Redazione
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