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Questione SPRAR, la consigliera PD Elisabetta Baldassarri risponde a Morese: "Non si devono alimentare paure infondate con informazioni non vere, lavoriamo per costruire una comunità solidale"

Dopo l'intervento di ieri del coordinatore della sezione sangiorgese di Fratelli d'Italia, Emanuele Morese, che aveva difeso l'intervento della lista civica di Moschini e Nicolai sulla questione dello Sprar, è tornata a far sentire la propria voce la consigliera comunale del Pd, Elisabetta Baldassarri, che aveva già diffuso, insieme alla sua collega Daniele Minnetti, un comunicato per attaccare la presa di posizione del Gruppo Civico Sangiorgese.

Questione SPRAR, la consigliera PD Elisabetta Baldassarri risponde a Morese:

"Ad essere inutili sono le parole pronunciate da Morese a sostegno di quanto già espresso nei giorni scorsi dalla Lista Civica Moschini-Nicolai, parole che fanno sorridere perché non supportate da dati reali e fuorvianti rispetto all’ampia campagna informativa fornita ampiamente in precedenti occasioni dall’Amministrazione Comunale sui mezzi di comunicazione e attraverso numerosi incontri nei vari quartieri della città per spiegare il senso dei progetti Sprar nel nostro territorio, i numeri e i finanziamenti. Intervengo perché credo che non si possa offendere la buona fede di tanti cittadini che vivono a Porto San Giorgio a cui sistematicamente si propinano dichiarazioni non supportate da fatti - si legge nella nota della Baldassarri -. Una comunità accogliente non può tollerare affermazioni come quelle di Morese o di altri personaggi che si candidano a rivestire ruoli istituzionali nella città, senza basarsi sui fatti o peggio facendo leva sulle difficoltà di tante famiglie e imprenditori ed alimentando una “guerra tra poveri”.
Vorrei entrare nel merito delle affermazioni, non certo per replicare a chi vuole fare facile propaganda, ma rivolgendomi ai cittadini, facendo riferimento in primis ai Progetti Sprar sul nostro territorio.
Dal 2005 è attivo a Porto San Giorgio un progetto SPRAR, di cui il comune è titolare, finanziato dal Ministero degli Interni attraverso il fondo nazionale delle politiche dell’asilo (obbligo questo che viene dall’Unione Europea); attualmente il progetto SPRAR attivo è destinato a 5 richiedenti asilo maggiorenni con problematiche di tipo psichico. Da giugno 2016 è iniziato poi un nuovo progetto, gestito dall’Agenzia RES Nuova Ricerca in collaborazione con il CVM per l’accoglienza di 20 richiedenti asilo maggiorenni (15 uomini e 5 donne senza problematiche di tipo psichico, che sono alloggiati in appartamenti distribuiti nella città).
Il contributo che gli enti gestori ricevono per la gestione del progetto va dai 35 ai 40 euro per ospite. Ogni richiedente asilo ospitato riceve 3 euro al giorno per un totale di 90 euro mensili (pocket money), il resto della quota è destinato alla gestione del progetto (ovvero, stipendi per gli operatori, ecc.): occorre sottolineare, tra l’altro, che nei progetti SPRAR tutto è debitamente rendicontato.
Passando poi alla Consulta degli stranieri, vorrei ribadire che nessun finanziamento comunale supporta o ha mai supportato quest'organo che, al pari di altri organismi di partecipazione attiva favoriti da questa Amministrazione, ha svolto attività di informazione e sensibilizzazione nell’ambito di diverse iniziative organizzate in collaborazione con altre Associazioni cittadine o all’interno di iniziative dell’Amministrazione stessa.
Il Consigliere straniero aggiunto eletto nel 2015 ha ottenuto la cittadinanza italiana ed è decaduto dal suo ruolo. Probabilmente, ma la scelta delle candidature non è certo prerogativa dell’Amministrazione, si poteva lavorare meglio e di più sulle idee all’interno delle comunità di immigrati stabili nel territorio e sulla collaborazione e interazione con i cittadini italiani. Dico questo perché la mia esperienza sul campo rispetto alle questioni dei migranti mi conferma sempre di più che la chiave di volta per abbattere le barriere è la costruzione di una relazione, si fonda sulla conoscenza.
Su ciascuna scelta si può esprimere una valutazione, una critica o una proposta alternativa, ma ciò che non si può e deve fare è alimentare una paura infondata, giocare sulle difficoltà e fragilità di una comunità e comunicare informazioni non rispondenti al vero.
Se si investe su azioni per costruire una comunità solidale è possibile costruire una citta “Smart”, lavorando su scelte strategiche e organizzative che consentano di valutare ad esempio l’impatto di alcune politiche sul benessere dei cittadini e sul miglioramento della qualità della vita. Questo si può fare…abbiamo gli strumenti per agire in questa direzione.

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Data pubblicazione : 05/04/2017 15:48
Scritto da : Redazione
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