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Ascoli vota a favore della Camera di Commercio unica. Di Battista: "Non possiamo fare altro che rispettare la loro decisione"

Più che uno sviluppo inatteso si tratta di un'autentica doccia fredda per il Fermano.

Si potrebbe commentare così la scelta presa quest'oggi dal Consiglio della Camera di Commercio di Ascoli, che ha approvato all'unanimità la decisione di riorganizzare il sistema camerale regionale in un'unica istituzione sita ad Ancona, seguendo in questo modo l'orientamento della Regione Marche.

Ascoli vota a favore della Camera di Commercio unica. Di Battista:
La Camera di Commercio di Fermo

Una scelta che ha reso naturalmente felici i vertici di Palazzo Raffaello. Il Presidente Luca Ceriscioli e l'assessore alle attività produttive Manuela Bora si sono infatti espressi in questo modo in una nota congiunta diramata nel primo pomeriggio: "Siamo soddisfatti per la scelta della Camera di commercio di Ascoli Piceno che va nella direzione auspicata dalla Regione Marche. Un passo importante, decisivo, verso la Camera di commercio unica regionale. La Regione è pronta a sostenere questo cambiamento che influirà positivamente sull'intero sistema. Con questa decisione di oggi ci sono i presupposti per lavorare insieme e in sinergia. Siamo a disposizione delle associazioni di categorie per condividere il progetto nei suoi contenuti, risorse e competenze".

Ovviamente di tono opposto le reazioni provenienti dal Fermano. D'altronde i sindaci dei capoluoghi delle province del sud delle Marche (Paolo Calcinaro per Fermo, Romano Carancini per Macerata e Guido Castelli per Ascoli Piceno) si erano più volte mossi insieme per cercare di arrivare alla soluzione della doppia camera regionale (una per il nord e una per il sud della regione).

A tal proposito il loro primo comunicato congiunto risale addirittura a febbraio e non più tardi di dieci giorni fa i tre primi cittadini avevano scritto una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni, al Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, al Presidente e al Segretario di Unioncamere (rispettivamente Ivan Lo Bello e Giuseppe Tripoli) proprio per chiedere la costituzione della Camera di Commercio Marche Sud.

Paolo Calcinaro, contattato telefonicamente, ha dichiarato: "Non è mia abitudine commentare fatti di casa altrui, ma non si finisce mai d'imparare." Prosegue Calcinaro: "E' un cambio di direzione che ci sorprende perché la stessa Confindustria di Ascoli, dieci giorni fa, si era espressa pubblicamente a favore delle due Camere. Quindi, la delusione c'è". 

La presa di posizione a riguardo di Graziano Di Battista, presidente della Camera di Commercio di Fermo, è però estremamente diplomatica: “La legge dice che gli enti camerali, a maggioranza dei 2/3 dei propri membri, possono individuare le circoscrizioni dove operare. E' quindi una scelta autonoma di ciascuna struttura. Noi a suo tempo abbiamo preso la nostra, Ascoli oggi ha preso la sua. Non so quali siano le loro motivazioni, ma come istituzione non possiamo fare altro che rispettare la loro scelta”.

Di Battista si sofferma però a spiegare perché a suo tempo Fermo abbia optato all'unanimità per la costituzione della Camera delle Marche del Sud: “La legge presuppone una riduzione del 40% delle camere esistenti a livello regionale. Nelle Marche, se anche ne rimanessero due, la riduzione sarebbe del 60%”.

“Inoltre in tutte le regioni – continua di Battista - si tende a mantenere il maggior numero possibile di Camere per garantire i servizi. C'è poi anche da dire che il nord e il sud della nostra regione hanno caratteristiche economiche diverse tra di loro. Ad esempio la nostra zona, con la presenza di distretti come quello della calzatura o del cappello, ha delle esigenze particolari”.

Ora non resta che attendere la decisione definitiva di Unioncamere nazionale, ma di sicuro il via libera alla Camera unica da parte di Ascoli rischia di far pendere l'ago della bilancia dalla parte di Ancona e Pesaro (favorevoli alla Camera unica) piuttosto che da quella di Fermo e Macerata (contrari)

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Data pubblicazione : 24/05/2017 17:43
Scritto da : Andrea Pedonesi, Iacopo Luzi
Commenti dei lettori
3 commenti presenti
  • Quanto "pesa" Fermo

    28-05-2017 01:51 - #3
    Ma di cosa ci stupiamo: come scritto altrove, la provincia di Fermo che spesso viene definita come la "provincia delle eccellenze" e delle "maestranze" è al 100° posto su 110 per retribuzione mensile del lavoro dipendente (tra poco verranno i cinesi a produrre nel fermano, i russi di Carlo Pazolini e Rendev Vous già lo fanno). Si straparla di made in Italy ma chi può .... lasciamo perdere, chi ha orecchie da intendere intenda.
  • Andrea m

    26-05-2017 23:53 - #2
    Meglio contare poco che niente. Non dimentichiamo che il presidente era dimissionario ed imputato per un grave fatto penale. A mio avviso siamo già impresentabili così. Ma poi il vice Coltrinari che doveva rappresentare la camera di commercio pubblicamente dove é andato a finire. Purtroppo le storie di Fermo ricalcano quelle italiane.
  • niente di nuovo fermà, contiamo zero

    25-05-2017 09:24 - #1
    niente di nuovo fermà, come sempre contiamo zero, i giochi si fanno sopra le nostre teste, con una classe politica che conta poco se non nulla e si allinea sempre su decisioni che guarda caso vanno in una direzione contraria a quella di Fermo. Se fossero stati zitti sarebbe stato meglio, perchè se prima contavamo poco, ora con una unica Camera di Commercio contiamo nulla.
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