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FERMI CONTRO IL RAZZISMO: Il racconto della manifestazione in memoria di Emmanuel. Neri Marcorè: "Dobbiamo abituarci all'idea che questa Terra non è nostra, ma un bene dell'umanità" (FOTO)

Oltre 100 associazioni da tutta Italia sono arrivate ieri a Fermo per la manifestazione "Fermi contro il razzismo". Autobus pieni di persone da diverse province marchigiane e da Roma sono giunti nella città fermana, vedendo la partecipazione di diverse organizzazioni come la Baobab Experience, che ha già accolto oltre 70 mila profughi, sostituendosi letteralmente al lavoro statale, le associazioni studentesche nate nell'ultimo anno con Noisette e la Rete degli Studenti medi, l' ANPI e i maggiori sindacati, CISL CGIL e UIL, Emergency, Amnesty International, e tante altre, tutte coadiuvate dal Comitato 5 Luglio.

FERMI CONTRO IL RAZZISMO: Il racconto della manifestazione in memoria di Emmanuel. Neri Marcorè:

Una data, a detta del Comitato 5 luglio dal palco in Piazza del Popolo a Fermo, che resterà come spartiacque nella storia della nostra città e dovrà essere un giorno di ripartenza, di presa di coscienza e lotta alle intolleranze e ai fascismi vecchi e nuovi. Per far fronte al "crollo degli anticorpi civili e democratici". 

 

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Il corte è partito per le 19. 30 da Piazza Dante, sotto San Framcesco, in un tripudio di bandiere e colori, di gente festante e musica, si è poi fermato per un minuto di raccoglimento e letture, di poesie e esperienze, presso il luogo dove Emmanuel ha tragicamente trovato la morte.  Arrivato in piazza il corteo è stato accolto dalla musica etnica rap  del giovane cantante italo nigeriano Dr. Jack. 

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Oltre una quindicina gli interventi che si sono susseguiti sul palco , per la precisione: Paolo Pignocchi (V.Presidente Amnesty Italia), Andrea Costa (Baobab Experience), Lorenzo Marconi (ANPI Marche), Don Francesco Monti, Roberto Mancini (filosofo), Romina Antonelli (Rete Chegender),Progetti SPRAR del Fermano, Comitato studentesco Noisette , Emergency Fermo, Save the Youths Action Group, Sami Ghanmi (Rete Studenti medi Marche) ,Enzo Gravina (Campagna “Ero straniero”), Centri sociali delle Marche, Roberto Ghiselli (Segreteria Nazionale CGIL) .

Significativo l'appoggio della curia di Fermo, nella figura del Monsignor Francesco Monti, nelle veci del Vescovo, che ha affermato di come abbia voluto aprire le porte del Seminario agli immigrati, volendo essere così da buon esempio per tutta Italia, rispondendo a un comandamento di accoglienza che è in primo luogo divino e a cui tutti i credenti dovrebbero dare ascolto.

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Ci vuole un dialogo maturo e proficuo, affinché l'integrazione (che dovrebbe diventare interazione, dalle parole di Marino Severini,il cantante del celebre gruppo La Gang) non sia fonte di paure e divisioni, anche perché a vedere i numeri, come precisa Paolo Pignotti di Amnesty International, solo il 5% dei profughi a livello mondiale arriva in Europa, non solo in Italia, non siamo quindi di fronte a nessuna invasione, come vorrebbero farci credere.

Ma il clima d'odio non ci appartiene, si afferma con forza dal palco, e tutti all'unisono ribadiscono come Fermo non sia una città razzista, perché non esistono le città razziste, ma c'è oggettivamente un clima teso di rivalità sociale, che porta agli scontri, in una popolazione stremata e indebolita dalla crisi, su cui la politica e le propagande fanno leva.

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Questo deve essere il campo di lotta culturale da portare avanti, perché molti sono stati gli episodi preoccupanti e i forti segnali di allarme che hanno preceduto il fatto di Emmanuel.

Alessandro Fulimeni dello SPRAR tiene a elencare questi fatti, ossia le bombe fatte esplodere di fronte ai portoni delle chiese cui fa capo Don Vinicio Albanesi; il pestaggio dei due eritrei, l’omicidio dei due lavoratori kossovari da parte del datore di lavoro, toltosi poi la vita in carcere, e infine, ma non da ultimo, le scritte razziste e vandaliche sui muri sia della Caritas di Fermo che dell'associazione Il Ponte.

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Tutti questi segnali non si sono voluti cogliere, e non è stata presa in tempo questa ondata di violenza xenofoba, perché non si è voluto affrontarla ovviamente, finché non è sfociata nel più tragico degli eventi e allora si è dovuti scendere a compromessi con la propria coscienza.

Una coscienza che non è intoccabile, ma che ha colpito molti nervi scoperti della città, etichettata subito dalla stampa nazionale come razzista in modo del tutto superficiale. Tuttavia, bisogna essere ottimisti, ed è giusto che lo si sia: è sui giovani che bisogna riporre le speranza, perché, come ha detto saggiamente Sami Ghanmi ( Rete Studenti medi Marche): "Siamo giovani, dicono sempre che siamo il futuro, e questo futuro deve essere antirazzista e antifascista!".

La serata è stata allietata e completata dalla presenza di molti artisti,  quali appunto la storica band de La Gang, la bellissima voce di Serena Abrami, il rap etnico e impegnato del già citato Dr. Jack, il rock carico di energie de Il Sil3nzio e l'alternativa musica de La stanza di vetro.

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Primi tra tutti gli intrattenitore, Neri Marcorè, che col solo accompagnamento della chitarra ha toccato le corde di tutti i presenti cantando e recitando versi di Battisti, De André e Pasolini, ma anche vecchi pezzi del suo repertorio dialettale marchigiano, per ricordare che, in fondo ma non solo, i marchigiani sono gente semplice e buona, che nonostante il retaggio agricolo, hanno mosso mari e monti per una manifestazione come RISORGIMARCHE, di cui lui è primo promotore.

"L'italia è una terra benedetta" dice Marcorè "davvero benedetta, per tanti motivi, paesaggistici e artistici, ma nascere qui per noi è stata una fortuna, non un merito."

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"Non è un merito essere nati in un luogo più fortunato invece che in un altro, ed è ora che la gente lo capisca", dice senza troppi giri di parole l'attore elpidiense, "Come possiamo noi biasimare gente che fugge da luoghi che, per loro sfortuna, non hanno le condizioni di vita necessarie perché una vita sia condotta? E' quello che gli italiani per oltre 200 anni hanno fatto, ossia lasciare l'Italia che non offriva lavoro, cosa possiamo rimproverare a questa gente? Non ci saranno mai muri abbastanza alti da oltrepassare per fermare fame e miseria. Dobbiamo abituarci all'idea che questa Terra non è nostra, ma un bene dell'umanità."

 

 

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Data pubblicazione : 06/07/2017 09:32
Scritto da : Ophelia Di Antonio
Commenti dei lettori
4 commenti presenti
  • Sfroos

    07-07-2017 17:16 - #4
    Come...il sindaco non c'era? Che diranno adesso gli SHARP e la Banda Bassotti? Evidentemente quelli che intrallazzano con la politica, siano essi preti, sindaci o ministri, hanno tutti la stessa malattia. Una cosa mi piacerebbe chiedere alla CGIL, quand'è che qualche sindacalista riuscirà a farsi vedere nelle zone del sud Italia martoriate dal caporalato, dove tanti "fratelli" (lo siete, no?) vengono sfruttati, picchiati ed affamati? Perché un conto è pascolare in piazza a fermo, altra cosa è beccarsi una fucilata
  • Federico

    07-07-2017 08:24 - #3
    Qui si parla di lotta al razzismo e si vedono bandiere di un altro estremismo, l'accostamento antirazzismo comunismo e' sconvolgente.
  • matteo

    06-07-2017 11:07 - #2
    della serie...siamo razzisti nei confronti dei razzisti...usando slogan e cattiveria che contestano ai loro opposti...circolo vizioso o meglio...l'altra faccia della medaglia...povera italia
  • peppinello

    06-07-2017 10:54 - #1
    E i prodi rappresentanti dell'amministrazione comunale ??? quelli che mandano sempre i rappresentanti alla parata delle foibe ??? quelli che ci inondano di veline anche quando "potano una fratta " ?? non mi pare di averli visti...
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