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APPROFONDIMENTI: Prostituzione. Perché il fenomeno trova maggior terreno fertile a Porto Sant'Elpidio rispetto ad altri comuni

Se Porto Sant'Elpidio è famosa in tutta la provincia per essere la città più a luci rosse, non è affatto per caso. L'affermazione totale della prostituzione è sotto gli occhi di tutti ormai da più di dieci anni. Ma perché succede tutto questo? Perché Porto Sant'Elpidio ha la statale piena di prostitute che adescano clienti e Civitanova o Porto San Giorgio molto, ma molto, meno?

Per capire a fondo la questione abbiamo fatto degli approfondimenti e, grazie al nostro reporter Riccardo Marchionni, siamo andati a parlare col comandante della Polizia Locale di Porto Sant'Elpidio Luigi Gattafoni.

APPROFONDIMENTI: Prostituzione. Perché il fenomeno trova maggior terreno fertile a Porto Sant'Elpidio rispetto ad altri comuni
Photo credit: Post it Pse

1) Il primo fattore che influenza la prostituzione

è la conformazione territoriale e delle vie di comunicazione:

 

Il paese è tagliato da tre assi importanti: la ferrovia, la statale e l'autostrada.

Le colline prospicienti al mare incollano queste tre vie una sull'altra (specialmente nel tratto centrale della città), così da comprimere lo spazio per l'urbanizzazione.

 

“La conformazione geografica di una città favorisce alcuni fenomeni, qualsiasi urbanista te lo dice, chi ha studiato il territorio te lo sa dire, lo sviluppo urbanistico di una città poi va a influenzare lo sviluppo della società che la abita”, asserisce Gattafoni.

A Porto Sant'Elpidio il tratto di statale del centro è praticamente centralissimo, a un passo dalla stazione ferroviaria, adiacente la piazza, tangente al Comune ecc.

 

A Civitanova la statale rispetto alla piazza e al centro è più periferica. Stesso discorso per Porto San Giorgio dove tra la statale e la stazione c'è uno spazio notevole. In più a Porto San Giorgio, nel tratto centrale, la statale è strettissima e non consente alle auto di sostare, mentre a Porto Sant'Elpidio è possibile sostare lungo tutta la statale in quanto è più spaziosa e dotata di parcheggi ambo i lati quasi ovunque. 

Questo fa sì che rispetto alle città limitrofe Porto Sant'Elpidio offre una statale-vetrina, sempre al centro del paese, con tutto l'agglomerato urbano che gli si sviluppa intorno.

 

2) Il secondo fattore è, appunto, l'urbanizzazione:

 

Sebbene lo sviluppo urbanistico maggiore si è avuto tra gli anni 60 e gli anni 80, negli ultimi dieci/quindici anni si è costruito parecchio, e in maniera diversa rispetto al passato.

In passato gli artigiani o gli operai calzaturieri costruivano case mono o bi-famigliari, e il paese infatti ne è disseminato. Ultimamente sono state autorizzate costruzioni più intensive, con appartamenti di piccole metrature, anche di mini-appartamenti.

 

“Questa non è una città universitaria in cui fai i mini alloggi per gli studenti”, ha commentato ironicamente Gattafoni, che continua, “Sono stati fatti perché previsti dai piani di recupero, come in tante città dieci o quindici anni fa: tanti hanno ampliato, sopraelevato, costruito, realizzato. Forse era un'epoca in cui il mercato tirava e si pensava positivamente, invece la disponibilità di alloggi ha favorito l'inserimento delle prostitute perché hanno trovato casa facilmente e vicino al posto di lavoro”. 

 

Hanno trovato casa facilmente e a un prezzo più basso rispetto alle altre città costiere vicine, dato che a causa dell'acuirsi della crisi calzaturiera, iniziata negli anni 90, ma drammaticamente aggravatasi dal 2008 in poi, il mercato immobiliare si è arenato, l'offerta ha smesso di crescere e si è arrivati oltre il punto di saturazione. Questo ha favorito la “calmierazione” dei prezzi degli affitti rispetto ai paesi costieri limitrofi, che in generale hanno avuto sempre costi degli affitti e degli immobili in proporzione più alti.

 

Dopo queste premesse c'è da chiedersi:

Cosa si può fare per limitare o regolamentare questo fenomeno e portarlo a convivere con il decoro di una comunità di ventisei mila abitanti?

 

Il Sindaco Nazareno Franchellucci, insediatosi nell'estate del 2013, ha portato a casa un risultato importante a livello regolamentare. Nel febbraio 2014 il Consiglio Comunale, su proposta della Giunta, ha approvato un'integrazione al regolamento di Polizia Urbana inserendo l'articolo 39 bis che va a vietare l'esercizio del meretricio in tutta l'area della statale 16. 

 

 

Gattafoni racconta la gestazione di questa modifica: “All'epoca in Prefettura fummo pionieri su questo, ma abbiamo avuto anche l'appoggio della procura che ci disse di farlo, perché sarebbe stato più efficace di un'ordinanza”, e spiega la ratio della legge, “Siccome non puoi vietare la prostituzione in tutta la città, la devi limitare eventualmente in alcune zone, perché magari in queste c'è un reale pericolo per la sicurezza, per la circolazione, ecc., allora io ti dico che in queste zone, cioè la statale, la prostituzione non la puoi esercitare”.

 

L'integrazione al regolamento è stata scritta bene, tanto che la quasi totalità dei ricorsi fatti dalle ragazze è andata a favore del Comune, e sono stati emessi dalla sola Polizia Locale più di 1500 verbali sulla base di questo articolo 39 bis.

 

“Molti avvocati sollevavano la questione di illegittimità del regolamento e chiedevano al giudice di sottoporlo alle autorità superiori per il giudizio di costituzionalità, tutti respinti”, specifica Gattafoni.

Sono stati anche avviati i procedimenti per la notifica delle multe a casa delle ragazze, che molto spesso conservano la residenza nel loro paese d'origine, che nella quasi totalità dei casi è la Romania. Il Sindaco ha anche incontrato gli affittuari delle ragazze, avvertendoli che avrebbero potuto avere problemi poiché “stavano affittando a  soggetti colpiti da provvedimenti di foglio di via obbligatorio”.

 

Ma tutto questo non ha portato ad un sostanziale miglioramento della situazione, Gattafoni parla di una riduzione del 30/40 percento:

 

“Rispetto alle 75, 80, 85 che contavi sulla strada ai tempi di massima espansione, adesso ne conti 30, 35, 40, qualche volta 20, qualche volta 50”. Una riduzione che seppur nei più rosei calcoli si attesta sul 40 percento, non intacca la percezione del fenomeno, comunque persistente, da parte della cittadinanza.

 

È poco dissuasiva la multa ed è difficile beccare la contrattazione in atto.

 

“Bisogna intervenire durante la contrattazione o se le caricano in macchina. Ma deve essere evidente la contrattazione. Noi aspettiamo in genere che salga e poi li fermiamo, per essere sicuri di non avere problemi con i ricorsi”.

 

Un aspetto che è sempre stato preso poco in considerazione

nel dibattito pubblico sulla prostituzione locale:

 

Stiamo parlando del beneficio economico che apportano queste ragazze vivendo a Porto Sant'Elpidio. Soltanto di affitti portano nelle tasche degli elpidiensi centinaia di migliaia di euro all'anno.

 

Per rendersi conto della mole di denaro che fanno girare si può fare un calcolo al ribasso, mettendo che ci siano cento prostitute in tutta la città (ma ce ne sono di più) e pagassero cinquecento euro al mese d'affitto, ogni anno muoverebbero seicento mila euro.

 

Inoltre, guadagnando svariate migliaia di euro al mese senza pagar tasse (in media sui cinque/sei mila euro al mese), hanno una capacità di spesa non indifferente, che vanno più o meno felicemente a esercitare nelle tante attività commerciali del paese: bar, tabaccherie, pizzerie, ristoranti, centri estetici, mercerie, alimentari, supermercati, ecc. 

 

 

La domanda: 

 

Dato che la conformazione del nostro territorio e lo sviluppo urbanistico favoriscono questo fenomeno, ci conviene investire energie e soldi per combatterlo e abbatterlo o ci converrebbe invece combattere per poterlo regolare meglio, a favore della collettività?

 

Su questo il comandante Gattafoni si esprime senza mezzi termini:

 

“Sarebbe auspicabile una regolamentazione del fenomeno a livello nazionale, che non vieti, ma che dia modo di poter esercitare la professione. Questo settore creerebbe un indotto economico e un'introito derivato dalle tasse che potrebbe contribuire a mettere a posto il bilancio dello Stato. Per fare un massaggio devi avere delle abilitazioni, devi avere dei riconoscimenti anche medici, per fare delle prestazioni sessuali non andrebbe fatto altrettanto?”

 

 

 

 

 

 

Letture:6796
Data pubblicazione : 17/07/2017 10:24
Scritto da : Riccardo Marchionni
Commenti dei lettori
2 commenti presenti
  • Danilo

    22-07-2017 14:15 - #2
    Non mi sorprende affatto aver letto cosa dice Gattafoni in merito alla prostituzione: se qualcuno avesse dubbi Gattafoni è stato molto chiaro. Mi vergogno di essere cittadino di Porto Sant'Elpidio.
  • Carlo

    17-07-2017 13:02 - #1
    Quindi legalizziamo (non sul modello tedesco però, meglio le vecchie case chiuse in mano statale però, tuttavia non affidate a cooperative eh). Oppure stringiamo le strade...
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