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Nasce Confindustria Centro-Adriatico, la newco che unisce le territoriali di Fermo e Ascoli. Melchiorri: "C'è bisogno di una voce unica e più forte"

Confindustria Centro-Adriatico: è questo il nome della newco che metterà insieme le territoriali di Fermo e Ascoli Piceno, che tornano quindi ad unirsi a distanza di 35 anni.

Nasce Confindustria Centro-Adriatico, la newco che unisce le territoriali di Fermo e Ascoli. Melchiorri:

Un progetto aggregativo che ha preso impulso dalle indicazioni contenute nella riforma di Confindustria elaborata nel 2014 dalla Commissione guidata da Carlo Pesenti, che raccomandava la creazione di associazioni su base regionale o quanto meno inteprovinciale.

Nelle Marche ad inaugurare questo nuovo orientamento sono state le territoriali di Pesaro-Urbino e Ancona, che hanno recentemente dato vita a Confidustria Marche Nord, e ora anche Fermo e Ascoli Piceno hanno scelto di imboccare questa strada.

 

“E' un momento storico per noi, il culmine di un progetto aggregativo tra due associazioni sempre molto vicine, ma che storicamente negli ultimi 35 anni sono state in contrapposizione – commenta Giuseppe Tosi, direttore di Confidustria Fermo – I tempi sono cambiati, le regole dei mercati richiedono delle evoluzioni e dei cambiamenti”.

“In tutti questi anni non c'è mai stato un momento di isolamento totale – sottolinea Luciano Vizioli, direttore di Confindustria Ascoli, che poi propone una similitudine suggestiva – siamo stati come due innamorati che, pur bisticciando, si sono amati sempre”.

 

Il progetto di unificazione è iniziato qualche mese fa e ha visto l'unanimità in direttivo, in giunta e in tutte e due le assemblee, segno di una volontà ben precisa in questa direzione. Una volta verificata l'esistenza delle necessarie condizioni per unire le forze sia dal punto di vista economico che da quello operativo, si è proceduto in maniera spedita, lavorando alacremente su molti aspetti di carattere tecnico-gestionale: “Oltre trent'anni fa Fermo optò per l'indipendenza – spiega Giampietro Melchiorri, presidente di Confindustria Fermo - e in quel momento forse era la scelta giusta per mettere in risalto le eccellenze e le peculiarità del nostro distretto, ma oggi il mondo è cambiato e c'è bisogno di un'unica voce più forte: rifacciamo la storia e unifichiamo queste due associazioni!”.

 

Circa 800 imprese, due milioni di euro di introiti contributivi, 203 imprese nel settore moda-calzaturiero, 113 nel terziario, 70 nella metalmeccanica e nell'edilizia, 50 negli accessori e nell'agroalimentare, 40 nel turismo, 30 negli impianti e telecomunicazioni e una rappresentanza significativa anche in tanti altri comparti, dai materiali di costruzione al legno, dalla chimica alla gomma, dai trasporti ai cappelli: questi i numeri del nuovo soggetto unitario, che si propone di usare il proprio maggior peso specifico per raggiungere quella che è stata identificata come la vera priorità, la crescita economica: “Questo tema deve essere il più importante nella politica e all'interno del sistema imprenditoriale – ragiona Simone Mariani, presidente di Confidustria Ascoli e ora del nuovo soggetto unitario, con Melchiorri che svolgerà il ruolo di vicario – se c'è crescita economica aumenta il benessere collettivo, che è frutto del maggior lavoro che la crescita stessa porta con sé. La disoccupazione è il più grande dramma del nostro tempo, se la vogliamo riassorbire occorre che le imprese crescano. L'impresa deve essere la priorità perché crea benessere per tutti gli interlocutori che le gravitano attorno”.

 

L'unione tra le due territoriali è stata molto apprezzata anche a livello nazionale: è di ieri la notizia che la commissione nazionale ha deliberato il riconoscimento per Confindustria Centro Adriatico di una rappresentanza in Consiglio generale, “un risultato certo non scontato”, come sottolineato da tutti gli intervenuti.

 

Ora i prossimi passaggi prevedono nei prossimi giorni l'appuntamento nel notaio per la costituzione formale della newco, poi, dopo alcuni giorni di ferie, riprenderanno i lavori per il varo dei nuovi organi. Già scelti, come detto, presidente e vicario (mentre i due direttori coesisteranno fino alla pensione di Mariani, dopo la quale Tosi verrà affiancato da un vice direttore), si provvederà alla nomina del consiglio di presidenza e del consiglio generale e si procederà anche al rinnovo di circa quindici sezioni, sempre tenendo al primo posto il principio della pari rappresentanza dei due territori.

Gli organi di rappresentanza saranno quindi pronti a partire da settembre-ottobre, mentre il passaggio ufficiale al nuovo ente delle aziende e del personale dipendente avverrà l'1 gennaio 2018.

 

Al momento i due patrimoni, crediti e debiti delle due territoriali, restano divisi, ma nei prossimi mesi gli organi direttivi valuteranno quale strada percorrere, tenendo presente anche che il suggerimento giunto da Roma è quello di creare un'unica Fondazione comune nella quale far confluire i patrimoni di entrambe.

 

Confindustria_Centro-Adriatico_2

 

 

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Data pubblicazione : 21/07/2017 12:47
Scritto da : Andrea Pedonesi
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