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APPROFONDIMENTI: Perché a Sant'Elpidio a Mare non c'è il mare?

Una cittadina che si chiama Sant'Elpidio a Mare evoca nella mente l'idea di una località marittima, con la spiaggia, gli ombrelloni e coi turisti d'estate. Un'idea legittima, che per gran parte della storia di Sant'Elpidio a Mare ha coinciso anche con la realtà. Oggi non è più così e Informazione.tv vi racconta di come la città di Sant'Elpidio a Mare non abbia più il mare oggigiorno.

APPROFONDIMENTI: Perché a Sant'Elpidio a Mare non c'è il mare?

La nascita di Sant'Elpidio a Mare

 

Sant'Elpidio a Mare nasce dalle ceneri di Cluana, leggendaria città adriatica che ha combattuto contro i Romani e fu annessa ai domini di Roma nel 268 a.C., e che poi, durante le invasioni barbariche fu saccheggiata e distrutta dall'esercito di Alarico. I superstiti si rifugiarono sulle colline vicine, lontano dalle rotte battute dai barbari, e in una di queste colline fondarono una nuova città col nome di Cluanella o Cluello in memoria della città natale.

 

In quei periodi le guerre di conquista in questi luoghi erano all'ordine del giorno, e dovettero così difendere il loro territorio dai Longobardi. La memoria popolare riporta che fu proprio durante la più estrema e furiosa battaglia contro questi che apparve in cielo il Santo Elpidio a cavallo di un focoso destriero, per incitarli alla vittoria e per proteggerli.

 

Riusciti a mettere in fuga gli avversari e scampato così il pericolo, decisero di cambiare il nome di Cluello in quello di Sant'Elpidio.

 

Il documento

 

A riprova di questa discendenza c'è un documento importantissimo: la Bolla tramite la quale Papa Leone XII, il 30 Settembre 1828, eleva Sant'Elpidio al rango di città. La Bolla papale è stata firmata anche dal Cardinale Tommaso Bernetti, cittadino di Sant'Elpidio e due volte segretario dello Stato Pontificio. Il documento comincia così: « Ci è noto che dalle vecchie ceneri di Cluana, sul colle della Pieve a due miglia e mezzo in linea retta dall'Adriatico, sui confini del Piceno, sorge un municipio romano che prende il nome da S. Elpidio, il quale, per primo lo convertì al Cattolicesimo... ». 

 

Inoltre, fino al 1860, nello stemma comunale era raffigurata una rocca a merlatura guelfa e, sopra di essa, tra le nubi era effigiato Sant'Elpidio a cavallo, reggente un vessillo dai colori bianco e rosso, a destra le chiavi pontificie, a sinistra una stella a sei punte in campo azzurro, ed attorno il motto « Elpidii dextera, nos protegat intus et extra ».

 

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Il Porto di Sant'Elpidio a Mare

 

Già nel documento scritto più antico delle Marche si parla del Porto di Sant'Elpidio, segno che il Porto era già allora qualcosa di molto importante. Nel Diploma Imperiale di Carlo il Grosso dell'anno 883 d.C., in cui viene data l'approvazione per la costruzione della Basilica di Santa Croce al Chienti, si dà contestualmente il diritto ai frati Benedettini, per due anni, di incassare le gabelle del porto. 

In età medievale, ci fu una lotta bicentenaria tra Sant'Elpidio e Fermo a suon di concessioni e negazioni, per avere la possibilità di controllare il porto e di costruire una torre a sua difesa.

 

La Secessione

 

È il Porto di Sant'Elpidio a diventare protagonista di questa storia

Nella prima metà del '900 il Porto iniziò a crescere in maniera costante e dalla seconda metà del secolo in poi la crescita diventò esponenziale. Iniziarono sin dai primissimi anni del '900 le spinte secessioniste, nate dalla marginalità e dall'abbandono che l'Amministrazione comunale riservava alle condizioni di vita degli abitanti del Porto. Dopo un primo tentativo autonomistico andato fallito all'inizio del ventennio fascista(richiesta ufficiale al Ministero degli Interni del 31 dicembre 1922), si arrivò all'autonomia e alla creazione di un nuovo Comune in età repubblicana, ufficialmente dal 27 marzo 1952. Nacque così Porto Sant'Elpidio e il territorio del vecchio Comune si divise in due.

 

Durante le trattative per la nascita del nuovo Comune, uno dei temi più difficili da dirimere fu proprio quello territoriale. Gli indipendentisti avrebbero concesso uno sbocco a mare nella parte nord, in zona Fonte di Mare, in cambio di un'allargamento verso Ovest nel resto del territorio comunale. Sant'Elpidio non accettò di concedere maggiore territorio verso Ovest, e rinunciò così alla possibilità di confinare col mare.

 

Dal 1952 quindi, Sant'Elpidio a Mare non ha più il mare, a causa del distaccamento territoriale dovuto alla nascita del Comune di Porto Sant'Elpidio.

Se per molti elpidiensi questa storia può risultare familiare, per chi non è del luogo potrebbe facilmente non esserlo.

 

Speriamo che questa spiegazione, seppur sintetica, sia stata utile a chi almeno una volta nella vita si è chiesto perché a Sant'Elpidio a Mare non c'è il mare.

 

 

 

 

 

Per approfondire meglio la questione rimando alla lettura di alcuni testi: 

 

Granatelli A. e Zampaloni S. (a cura di), Porto Sant’Elpidio. Cronistoria dell’Autonomia, ovvero “La Guerra dei Trent’anni”, Fermo, Centro Stampa Comunale, 2002. 

 

Nepi G., Porto Sant’Elpidio, Fermo, Stabilimento Tipografico Sociale, 1969. 

 

Tombolini G. e Traini A. R. (a cura di), Il Banchiere Piceno Publio Oppio Liberto di Caio, Fermo, Crispino Editore, 2000. 

 

Letture:14387
Data pubblicazione : 29/07/2017 16:22
Scritto da : Riccardo Marchionni
Commenti dei lettori
3 commenti presenti
  • Carlo

    30-07-2017 15:36 - #3
    No Antonio, si chiamava ad mare fin dal Medioevo... perché il suo territorio arrivava al mare... Si chiamava anche anche S, Elpidio Maiore (ma è raro nei documenti) per distinguerla da Sant'Elpidio Morico (che allora era un castrum autonomo, più piccolo) (Bibliografia Pacini, Per la storia medievale di Fermo)
  • Carlo

    30-07-2017 10:57 - #2
    1) Cluana si trovava in territorio di Civinatanova, alla riva sinistra della foce del Chienti (Cluentum, da qui il nome), tra la chiesa di San Marone e via Buozzi circa e il vicus Cluentesis (centro di altura, abitato a discapito di Cluana abbandonata) si trovava dove poi venne costruito il castrum di Civitanova (Medaglia sbaglia...vedi Nereo Alfieri). Il castellum Firmanorum non era Porto San Giorgio ma si trovava verso Santa Maria a Mare (vedi Enzo Catani). Per la nascitadi Sant'Elpidio a Mare, che era un castrum, vedi Lucio Tomei o anche Delio Pacini... così tanto per fare due chiacchiere.
  • Antonio

    29-07-2017 23:38 - #1
    Ma "a mare" non è una italianizzazione del latino "a maris" cioè "(lontano) dal mare", aggiunto per distinguere la città sulla collina dalla nuova cittadina nata in riva al mare?
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