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Amandola. Salvato dal trasferimento in Ancona il famoso "Cristo Ligneo" e le altre opere amandolesi. Rimarranno in città per il restauro. Grande la soddisfazione del sindaco Marinangeli

Ad Amandola, così come in tutto il territorio dei sibillini colpito dalle scosse del sisma tra agosto e ottobre 2016, il recupero e il salvataggio delle opere d'arte è stato un lavoro di importanza primaria. Abbiamo già con soddisfazione condiviso i progetti regionali di salvataggio e restauro delle opere recuperate, in frammenti o integre, di statue, dipinti o nel peggiore dei casi intonachi e affreschi.

Poter dire che un'opera rara e famosa come il Cristo Ligneo, ma non solo, sia stata salvata e che rimarrà nel territorio di Amandola, è una vittoria senza precedenti. Manufatto unico come stili, generi e origine, soggetto a numerosissimi studi, ha sempre portato turismo turistico e culturale nel territorio, e ora il sindaco di Amandola Adolfo Marinangeli esprime tutta la sua soddisfazione per il non trasferimento nei depositi della sovrintendenza di Ancona.

Amandola. Salvato dal trasferimento in Ancona il famoso

Il sindaco di Adolfo Marinageli afferma, tramite il suo profilo ufficiale di Facebook, che oggi per Amandola e per tutto il territorio montano è stata una giornata importante, forse storica. 

"Dopo le scosse sismiche del 24 agosto abbiamo più volte rischiato di vederci sottrarre dalle nostre chiese le importanti opere d'arte di proprietà della città di Amandola per essere trasferite nei depositi della sovrintendenza in Ancona"- prosegue il sindaco commentando il lavoro operoso dei tecnici - "finalmente stamattina però i funzionari della Sovrintendenza insieme ai Carabinieri ed ai nostri tecnici hanno trasferito sia il "Cristo Ligneo" sia molti dipinti rimasti chiusi nelle chiese danneggiate nell'edificio Ex Collegiata ristrutturato e trasformato in un contenitore di opere d'arte destinato a futuro MUSEO e centro per il restauro." 

I ringraziamenti infine sono doverosi: "Un grazie di cuore al Presidente Luca Ceriscioli al Commissario Vasco Errani ed al Capo Dipartimento della Protezione Civile Regionale Fabrizio Curcio per averci sostenuto ed incoraggiato in questo difficile progetto." 

Inoltre i progetti di collaborazione per la salvaguardia e il restauro di queste opere proseguiranno con l'intervento delle Università di Urbino e Camerino, grazie le quali, dopo un restauro "a porte aperte" sicuramente di alto livello, potranno nuovamente essere trasmesse al pubblico, inquadrate in un buon progetto museale, sempre rimanendo in Amandola. 

 

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Data pubblicazione : 07/08/2017 18:23
Scritto da : Redazione
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