Attualità
Il Lago di Pilato è scomparso. I Chirocefali sono in pericolo. Forse, è meglio fare un po' di chiarezza.

Una foto di ieri, scattata da Roberta Censori e pubblicata dal gruppo "Il Camoscio dei Sibillini" su Fb, mostrava il Lago di Pilato, una delle mete più gettonate dei Sibillini, totalmente prosciugato. Le foto hanno fatto il giro del web, destando molta preoccupazione sulle sorti dello specchio d'acqua, specie considerando come il lago sia l'habitat di un rarissimo crostaceo branchiopode, ovvero il Chirocefalo dei Marchesoni. Tuttavia, è necessario fare un po' di chiarezza, un pizzico di debunking, per evitare inutili allarmismi. 

Il Lago di Pilato è scomparso. I Chirocefali sono in pericolo. Forse, è meglio fare un po' di chiarezza.

Il Lago di Pilato, piccolo gioiello incastonato al cospetto del Monte Vettore a 1.941 metri sul livello del mare negli ultimi giorni si è prosciugato del tutto e il Chirocefalo del Marchesoni - il più "famoso" abitante del lago sembra essere scomparso. 

 

Innanzitutto, spieghiamo cosa è esattamente il Chirocefalo: il Chirocephalus marchesonii  è un crostaceo branchiopode, anostraco (ovvero privo di esoscheletro rigido esterno) endemico del Lago di Pilato, ossia che vive solo qui e in nessun'altra parte del mondo. 

 

Scoperto per la prima volta nel 1954 dal professor Vittorio Marchesoni, all’epoca direttore dell'Istituto di Botanica dell'Università di Camerino, durante una delle sue periodiche escursioni nei Monti Sibillini, solo qualche anno più tardi (1957) venne ufficialmente descritto come nuova specie dagli entomologi Ruffo e Vesentini che, giustamente, decisero di dedicare il nome scientifico al botanico trentino.

 

Il Chirocefalo rischia di scomparire?

 

Facciamo chiarezza: la caratteristica più interessante di questi particolari animali consiste nel loro adattamento ad ambienti sottoposti a forti stress stagionali, quali raccolte d'acqua temporanee e piccoli bacini astatici, caratterizzati da un periodo di completa assenza dell'acqua (prosciugamento/congelamento) e/o da fluttuazioni di livello e, di conseguenza, anche da oscillazioni – a volte notevoli - dei principali parametri fisico-chimici.

Gli adulti non riescono a sopravvivere ai periodi difficili (siccità, congelamento, alterazione parametri chimico-fisici), ma l’adattamento a tali ambienti estremi è garantito – a riproduzione avvenuta - dallo sviluppo di forme di resistenza dette cisti: si tratta di uova all'interno delle quali l'embrione, il cui sviluppo è arrestato alle fasi iniziali (stadio di “gastrula”), è isolato da una parete protettiva che gli consente di conservare la vitalità fino a che non si ripresentano le condizioni ambientali (temperatura, pH, acqua, ecc.) idonee alla schiusa.

 

LAGO-PILATO-7

 

Le microscopiche cisti restano tra i sassi e il limo delle pozze prosciugate o al di sotto della coltre di ghiaccio.

 

In estati siccitose come queste, dunque, le forme di resistenza dei chirocefali sono “al sicuro” tra le pietre dei bacini prosciugati: è fondamentale, dunque, evitare di calpestare il fondo e i bordi di questi ambienti.

 

Le cisti resistono a condizioni ambientali estreme per mesi o anni, ma vengono danneggiate o distrutte dal calpestio degli scarponcini di escursionisti troppo curiosi. Quindi, se nei prossimi giorni dovesse capitarvi di fare un trekking al Lago di Pilato, evitate di camminare verso i due bacini oramai secchi: il Chirocefalo del Marchesoni ringrazia.

 

Nessun allarme particolare, dunque.

I chirocefali – uomo permettendo – possono resistere per anni a questi stress ambientali.

 

E per quanto riguarda il Lago di Pilato? 

 

Non è la prima volta che il Lago di Pilato si prosciuga, quindi è molto probabile che, superato il momento più caldo dell'estate, vedremo tornare il lago alla sua forma originale. Preoccuparsi, quindi, sembra eccessivo, al momento, nonostante occorra monitorarlo. 

 

Infatti, c’è un aspetto, che deve essere ancora approfondito: è vero che anche in passato il Lago di Pilato si è prosciugato del tutto, però c'è da capire cosa porti a questo essiccamento, al di là delle alte temperature.

La scomparsa dell’acqua in superficie è derivante da una scarsa “ricarica” della falda in quota (carenza di neve e acqua nel periodo invernale-primaverile) oppure le scosse sismiche del 2016 hanno prodotto qualche danno nella porzione ipogea?

E’ stato attivato un monitoraggio dal Parco nazionale dei Monti Sibillini e non resta che aspettare le conclusioni del team di esperti per poter fare delle conclusioni,  e quindi preoccuparsi oppure no. 

 

20689751_1917381328503585_3099440927152284685_o

 



Un grazie sentito a David Fiacchini, professore di scienze naturali e biologo, che ha fatto chiarezza sulla questione. Qui trovate il link al suo articolo, al quale Informazione.tv ha fatto riferimento, pubblicato sul suo blog:  http://davidfiacchini.webnode.it/news/acqua-siccita-e-chirocefali-dei-sibillini/

Letture:3746
Data pubblicazione : 10/08/2017 09:57
Scritto da : Iacopo Luzi
Commenti dei lettori
0 commenti presenti
Aggiungi il tuo commento
indietro

Redazione
email:
redazione@informazione.tv
Tel 0734620707 - 0734623636 Fax 0734600390
Via Mazzini 13 - Fermo  -  Cookie Policy

 

Radio Fermo Uno iscritta nel Registro dei Giornali e dei Periodici del Tribunale di Fermo il 9 aprile 1988 con il numero 7. Il 20 giugno 2001 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, Cancelleria civile che la testata è divenuta anche un quotidiano on-line attraverso la pubblicazione sul sito www.radiofermouno.it. In data 16 maggio 2005 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, cancelleria civile, che dal sito www.radiofermouno.it è scaturita l'appendice on-line riguardante notizie di cronaca, economia, politica e sport, denominata www.informazione.tv

 

Engineered by JEF - Knowledge Applications