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Primo bilancio deciso per le ricostruzioni post sisma di beni pubblici e culturali: da Roma altri 95 milioni di euro alle Marche

A Roma la Cabina di regia per la ricostruzione approva il primo stralcio del piano dei beni culturali danneggiati dal sisma: alle Marche 95 milioni del Ministero che si aggiungono ai 23  già riconosciuti dalle ordinanze 23 e 32 del commissario straordinario. Di seguito vengono comunicati nel dettaglio le opere artistiche e architettoniche cui saranno destinati gli interventi di restauro, provincia per provincia. A Montefortino il santuario della Madonna dell'Ambro sarà a cura della Carifermo.

Primo bilancio deciso per le ricostruzioni post sisma di beni pubblici e culturali: da Roma altri 95 milioni di euro alle Marche

Il Santuario della Madonna dell'Ambro di Montefortino

Questa il bene artistico e culturale scelto per il restauro, con le opere pittoriche interne lesionate dal terremoto. Essi recuperati da Carifermo che festeggia, con questo intervento, il 160° di fondazione della banca.

I 362 alloggi pubblici (primo e secondo stralcio) verranno invece recuperati a:

Montegallo, Roccafluvione, Amandola, Montefortino, Bolognola; 

Poi ancora a Muccia, Pioraco, Camerino, Tolentino, Acquasanta Terme, Pievetorina, Caldarola, Sarnano, Fiastra, Gagliole, Cingoli, Apiro, Camporotondo di Fiastrone, Esanatoglia, Serravalle di Chienti, Montelparo, Palmiano, San Severino Marche, San Ginesio, Valfornace, Treia, Force, Colmurano, Penna San Giovanni, Monte San Martino, Belforte del Chienti.

Gli interventi di riapertura al culto delle chiese danneggiate (importo dei lavori di ripristino inferiore a 300mila euro) sono 94: 24 nell'Anconetano, 28 nell'Ascolano, 10 nel Fermano, 29 nel Maceratese, 3 nel Pesarese. Il piano stralcio del Ministero finanzia invece 53 interventi di ricostruzione, in massima parte ecclesiastici: 2 nell'Anconetano, 12 nell'Ascolano, 2 nel Fermano e 37 nel Maceratese.

Tra le opere finanziate rientrano anche lo storico Mulino Angelini di Acquasanta Terme (Monastero di San Benedetto in Valledacqua), il museo diocesano di Montalto Marche (ex Palazzo arcivescovile), il Castello Pallotta di Caldarola, l'Abbazia di Rambona di Pollenza, la Collegiata SS. Annunziata di San Ginesio, la Cattedrale San Giuliano di Macerata, la concattedrale San Catervo di Tolentino, il Santuario di Macereto, la Collegiata di Maria SS. a Visso e la Cattedrale di Sant'Emidio di Ascoli Piceno.

Dice Luca Ceriscioli, Presidente della Regione Marche: "Partiamo con il recupero identità culturale, proseguiamo con la ricostruzione delle abitazioni"

"Passi importanti per il recupero dell'identità culturale delle Marche e, parallelamente, per il ripristino del patrimonio abitativo pubblico". È quanto afferma l'assessore regionale Angelo Sciapichetti che ha partecipato, a Roma, alla seduta della "Cabina di regia" per la ricostruzione, presieduta dal commissario Vasco Errani e di cui fano parte i quattro presidenti (o loro delegati) delle regioni colpite dal sisma, Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo.

 

Approvato anche il secondo stralcio per il ripristino abitativo di immobili pubblici (Comuni, Erap, Ersu): 27 milioni per realizzare 312 alloggi, di cui 96 posti letto per gli studenti dell'Università di Camerino.

La seduta era dedicata all'approvazione del primo stralcio del piano dei beni culturali danneggiati dal terremoto e del secondo relativo agli alloggi pubblici dei Comuni, dell'Erap e dell' Ersu. Sul fronte dei beni culturali, alle Marche sono stati assegnati 95 milioni di euro per 53 interventi di ripristino nel cratere (per lo più chiese e cattedrali) - concordati con la Cei (Conferenza episcopale italiana), d'intesa con il ministero dei Beni Culturali - e per il restauro di un bene simbolo, individuato nel Castello Pallotta di Caldarola. A questo importo vanno aggiunti altri 23,4 milioni, già riconosciuti alle Marche, dalle ordinanze 23 e 32 del commissario Errani per la messa in sicurezza e riapertura al pubblico dei luoghi di culto nei territori del cratere e fuori cratere.

 

Ammonta invece a 27,4 milioni la somma, destinata alla Marche, per realizzare 312 alloggi pubblici all'interno degli immobili danneggiati dal sisma.

Fondi liberati dal secondo piano stralcio di settore che si aggiungono ai 5,8 milioni del primo stralcio, con il quale è stato autorizzato il recupero di altri 50 alloggi pubblici.

Abitazioni che serviranno ad assicurare una casa alle famiglie in autonoma sistemazione o in sostituzione delle Sae, con un risparmio stimato di circa 3 milioni di euro annui, da destinare ad altri interventi di ricostruzione. Tra i 312 alloggi finanziati, rientrano i 96 posti letto gestiti dall'Ersu per gli studenti dell'Università di Camerino.

 

"È stato dato un grande impulso per partire con i primi progetti cantierabili di edilizia pubblica e per riappropriarci dello straordinario patrimonio diffuso delle Marche - ha commentato il presidente della Regione, Luca Ceriscioli - Vanno ricostruiti il tessuto sociale, produttivo, e culturale delle comunità danneggiate, la loro identità. Un'operazione complessa, condivisa con i territori, attenta alle esigenze e alle sensibilità di ciascuno. Le risorse ci sono e la ricostruzione verrà portata avanti con il massimo impegno".

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