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La denuncia della CGIL Fermo: "Se ne va anche l'Agenzia delle Entrate, ma il nostro territorio ha bisogno di una maggiore presenza dello Stato per uscire dalla crisi"

A maggio scorso, oltre a porre l’accento sulla persistenza della crisi economico-produttiva, abbiamo elencato gli Enti pubblici della Provincia di Fermo in sofferenza o ridotti a condizioni precarie tali da decretarne il malfunzionamento. Di fronte al grido di allarme ci saremmo aspettati, da chi detiene le responsabilità di governo del territorio, una qualche iniziativa che invertisse o, almeno, contrastasse il trend di depauperamento.
Ente Provincia, Commissariato di Pubblica Sicurezza, Centro per l’Impiego, Inps, Av4, Tribunale, Prefettura, Ccia, Dtl, Comune capoluogo, tutti Enti penalizzati in questi anni da una pervicace azione di Governo e Regione all’insegna della riduzione delle strutture e degli organici e, quindi, dei servizi ai cittadini.
A oggi siamo costretti a registrare che non c’è stato nessun intervento o azione e la situazione di disagio è addirittura peggiorata". Comincia così la dura nota di Maurizio di Cosmo, segretario della Cgil Fermo, che denuncia la carenze di strutture pubbliche nel nostro territorio proprio quando servirebbero maggiormente per permettere l'uscita dalla crisi.

La denuncia della CGIL Fermo:

"Parliamo di peggioramento perché la Camera di Commercio non esiste più e perché, addirittura, è stato avviato un processo per la cancellazione anche della Agenzia delle Entrate - continua Di Cosmo -. Il direttore di Fermo è stato trasferito e la responsabilità la assumerà ad interim il collega di Ascoli. Insomma, un altro “taglio” che si abbatte sul territorio che, alla luce dei dati sull’evasione e sul lavoro nero e sommerso, avrebbe invece bisogno di rafforzare le strutture pubbliche addette al recupero delle risorse sottratte al fisco. Nemmeno possiamo contare sulle rassicurazioni di renziana memoria del “stai sereno”, parodiata con “state tranquilli”, perché viene detto che l’Agenzia comunque garantirà i servizi come finora forniti".


"Sta di fatto che l’unica cosa certa è l’indebolimento dell’Ente ed è coerente con l’effettiva rinuncia alla lotta all’evasione determinata dai ripetuti condoni che, pur rinominandoli “rottamazioni”, restano tali - prosegue il segretario della Cgil Fermo -. Un chiaro invito ad evadere le tasse per chi può, lasciando a lavoratori dipendenti e ai pensionati oltre l’80% del fardello fiscale che serve, ricordiamolo, al netto di sprechi, privilegi e della corruzione, a finanziare scuole, nidi, ospedali e servizi pubblici.
Lo Stato riesce ad incassare solo l’1,13% delle somme accertate da riscuotere (la media OCSE è al 17%) e l’evasione in aumento arriva a 111,7 miliardi. “Italiani evasori di Europa”, con la conseguenza che imprese e lavoratori che pagano hanno il record del peso fiscale a loro carico. Più evasione uguale più tasse a chi le paga! Da qui la certezza che le strutture addette ai servizi fiscali andrebbero potenziate, non smantellate.


L’altra certezza è l’aumento di debolezza del territorio che viene privato sempre più della presenza dello Stato, proprio nella fase in cui quest’ultimo dovrebbe invece essere più presente, sia in strutture sia in politiche, per aiutarlo ad uscire dalla crisi e a riprendere la strada dello sviluppo.
Da cogliere positivamente è la scelta in senso contrario del Comune di Fermo, che sulle partecipate non svende né privatizza e, impegnandosi in un processo di aggregazioni nel territorio, decide di non far emigrare le risorse che qui si producono, proponendosi di migliorare i servizi a imprese e famiglie. Auspichiamo che analoghi impegni li assumeranno anche altre Amministrazione comunali.


Tornando alla decimazione degli Enti Pubblici, è da tempo che denunciamo questo stato di cose e che contrastiamo le scelte sbagliate ai danni del territorio, non eludendo la responsabilità di avanzare anche proposte concrete unitamente agli altri attori locali".


"Ci chiediamo però, dove si è nascosta la rappresentanza politica del Fermano; da cosa deriva il suo atteggiamento inerte e silente? Chi difende la nostra comunità, il territorio? - conclude Di Cosmo - Forse il nostro sarà un punto di vista sbagliato, anche se fondato su fatti incontrovertibili. Ammesso anche il nostro errore, quel che resta intollerabile è l’indifferenza che forze politiche e rappresentanti istituzionali non possono più permettersi. Lavoratori, disoccupati, precari, pensionati, famiglie e piccole imprese, mentre quotidianamente affrontano la crisi, chiedono e si aspettano “presenza” e risposte da chi governa".

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Data pubblicazione : 05/10/2017 12:55
Scritto da : Redazione
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