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Matteo Renzi alla Romit di Montegranaro. "Qui per prendere appunti, non per fare campagna elettorale". E sul made in: "Battaglia pazzesca da vincere tutti insieme". FOTOGALLERY

Seconda giornata del tour in treno "Destinazione Italia" di Matteo Renzi interamente dedicata alle Marche. Quest’oggi, infatti, l’ex Presidente del Consiglio ha toccato tutte le province della nostra Regione.

Nel primo pomeriggio Renzi ha fatto visita al calzaturificio Romit di Montegranaro, accolto da una folta rappresentanza di personalità del mondo politico e istituzionale del nostro territorio e anche dalle proteste di qualche isolato contestatore.

Matteo Renzi alla Romit di Montegranaro.

Il segretario del Pd, accompagnato da Enrico Ciccola, titolare dell’azienda e Presidente dei calzaturieri di Confindustria Fermo, ha dapprima visitato lo stabilimento e incontrato i dipendenti, per poi rivolgersi agli organi di informazione presenti dopo i saluti di rito da parte delle autorità. “Oggi per noi è un giorno bello – ha esordito il sindaco di Montegranaro, Ediana Mancini –. Siamo una regione che ha la riservatezza nel suo dna, ma questo è il momento di lanciare un grido di dolore e noi lo abbiamo fatto. Stiamo perdendo posti di lavoro e competitivà e noi sindaci siamo molto preoccupati perché tutto ciò sfocia in una serie di disagi sociali e di problemi di vario genere che poi dobbiamo affrontare tutti i giorni. Vi chiediamo di fare tutto quanto è nelle vostre possibilità per salvaguardare il lavoro e la dignità di questa gente”.


Tante le richieste arrivate dagli imprenditori del distretto presenti, sintetizzate efficacemente in tre punti da Annamaria Pilotti, presidente di Assocalzaturifici: la rimozione delle sanzioni economiche alla Russia, un mercato verso il quale le aziende del nostro territorio si sono sempre più orientate nel tempo, l’abbattimento del cuneo fiscale, che limita la competitività delle aziende italiane costringendole a delocalizzare, e la defiscalizzazione dei campionari per consentire alle imprese di continuare ad investire su ricerca e sviluppo, che sono alla base della riconosciuta qualità italiana.


Dopo l’intervento della Pilotti ha preso la parola Renzi: “Non posso fare la verginella, sono stato presidente del Consiglio e sono segretario del Pd, ma non sopporto più le chiacchiere di palazzo – esordisce il segretario del Pd -. Voglio concentrarmi sui problemi veri del Paese, su quelli che mi sottopongono le persone che mi fermano per strada. Abbiamo fatto questo viaggio per cercare innanzitutto di ascoltare. Sono qui per prendere appunti, non per fare campagna elettorale: dovete sapere che l’attenzione al settore calzaturiero e in particolare a questo distretto è vera e straordinaria”.


Renzi rivendica i risultati ottenuti negli ultimi anni prima dal governo da lui presieduto e poi da quello di Gentiloni, sostenuto dal Pd di cui è segretario, pur non nascondendo la sussistenza di diverse situazioni di difficoltà: “Abbiamo preso un Paese che aveva il -2% di Pil e una situazione di posti di lavoro devastante e in molti settori siamo ripartiti – è l’analisi di Renzi –. In molti, ma purtroppo non in tutti. Da agosto 2016 ad agosto 2017 il nostro export è doppio rispetto a quello francese e superiore anche a quello tedesco (7,6% contro 3,8 e 6,5, ndr), ma ad esempio nel settore calzaturiero la svolta non c’è stata e anzi i numeri sono ancora in caduta, per quanto non più rovinosa come prima”.


Per combattere questa situazione, Renzi ha in mente una serie di misure di defiscalizzazione, nonché il sostegno concreto a quelle aziende in buona salute che investono parte delle loro risorse nella creazione di nuovi posti di lavoro. Importante, secondo il segretario del Pd, sostenere anche il reddito di chi un lavoro già ce l’ha: “Sono stato preso in giro per gli 80 euro – ricorda Renzi – ma per chi guadagna 1200-1300 € al mese sono una cifra che fa la differenza. L’obiettivo, quindi, non dovrebbe essere quello di revocarli, quanto piuttosto di estendere la fascia di popolazione che ne beneficia, tenendo anche conto delle diverse situazioni famigliari: è normale che 80 € a chi ha tre figli non pesino come a chi non ne ha nemmeno uno”.


Renzi, poi, arriva a parlare anche della questione del made in, cavallo di battaglia di Enrico Ciccola, che nei saluti introduttivi ha espressamente chiesto all’ex premier di sfruttare “la sua influenza sul governo per riuscire a convincere prima delle elezioni la Merkel a firmare in Consiglio europeo il made in obbligatorio”.
“Quella sul made in è una battaglia pazzesca – commenta Renzi -. Il punto è che su questi temi bisogna presentarsi in Europa lavorando tutti insieme con le altre forze politiche. In Francia e in Germania lo fanno, da noi, invece l’Europa è considerata il luogo dove fare la guerra a chi è al governo. A livello continentale dobbiamo presentarci con un atteggiamento serio, altrimenti gli altri giocano sulle nostre divisioni. Quando qualcuno va in Europa a portare avanti una battaglia dovrebbe sentire il sostegno di tutto il popolo italiano. Dal made in dipendono posti di lavoro, non voti alle elezioni”.


In chiusura Renzi dispensa un messaggio di ottimismo: “Ho una visione diversa da quelli di molti altri che dicono che l’Italia è finita, secondo me non è così – spiega l’ex premier – e lo dico adesso che non sono più a Palazzo Chigi e quindi non devo difendere il mio lavoro. I problemi ci sono, questo è un distretto che in quindici anni ha perso la metà di quello che produceva, ma in tante parti del mondo la gente rimane ancora a bocca aperta quando si nomina l’Italia. Dobbiamo quindi smettere di piangerci addosso e sforzarci di presentarci a tutti in modo più serio”.

 

Dopo la conclusione dell'incontro, l'ex premier ha raggiunto Porto Sant'Elpidio, da cui il suo treno è ripartito in direzione Arquata del Tronto, tappa finale della giornata odierna.

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Data pubblicazione : 18/10/2017 18:30
Scritto da : Andrea Pedonesi
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