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Anche i Priori della Cavalcata posano per la fotografa Monia Marchionni. In arrivo il progetto fotografico sulle peculiarità di Fermo

I priori delle dieci contrade della Cavalcata dell'Assunta di domenica mattina in Piazza del Popolo vestiti con gli abiti tradizionali della rievocazione. E' quanto successo lo scorso fine settimana a Fermo. Va bene che, come si dice, “il palio dura tutta l'anno”, ma un antipasto ad ottobre dell'edizione 2018 della Cavalcata sarebbe stato sicuramente piuttosto prematuro.

Anche i Priori della Cavalcata posano per la fotografa Monia Marchionni. In arrivo il progetto fotografico sulle peculiarità di Fermo
Una foto realizzata al termine del servizio con i Priori della Cavalcata domenica scorsa in Piazza del Popolo

Ma allora che cosa ci facevano i Priori nel salotto della città?
“Siamo stati contattati direttamente dalla freelance Monia Marchionni – spiega il vicepresidente della Cavalcata Andrea Monteriù – che ha pensato anche alla nostra manifestazione nell'ambito del progetto fotografico che sta realizzando sulle peculiarità di Fermo. Domenica in Piazza i nostri Priori sono stati ritratti davanti al balcone del Comune e prossimamente toccherà anche ai nostri sbandieratori, che poseranno presso il campetto degli Artigianelli che costeggia le mura del Teatro Romano”.


Un progetto fotografico con scatti a tema su alcune peculiarità della città di Fermo, dunque: è questa l'idea a cui sta lavorando la Marchionni e che è destinata a vedere compiutamente la luce nei prossimi mesi. Un'idea nata circa due anni fa su impulso della stessa freelance, che l'ha proposta all'amministrazione comunale, la quale l'ha subito avallata.
“Il Comune si è dimostrato sempre molto collaborativo – confessa la fotografa – Non c'è mai stata una volta in cui mi abbiano negato l'autorizzazione a procedere per qualche nuova foto, lasciandomi sostanzialmente carta bianca. Tanto per fare alcuni esempi, sotto le Cisterne romane ho potuto utilizzare la macchina del fumo, mentre a Villa Vitali ho potuto riempire di edera vera il pavimento del giardino d'inverno. Penso che questa disponibilità da parte loro sia motivata dal fatto che abbiano capito che sotto c'è un progetto serio, che non ho abbandonato nonostante il terremoto e le difficoltà che ne sono scaturite, dato che molti palazzi e luoghi storici sono stati chiusi a lungo e alcuni lo sono tuttora”.


La fotografa poi ha chiesto un incontro con la Carifermo sperando di ottenerne il sostegno per dare ancora più importanza al suo lavoro. Missione molto probabilmente compiuta: “Anche la Carifermo si è mostrata fin da subito molto collaborativa e ben disposta verso il progetto – spiega la fotografa –. Il presidente Grilli ha visionato alcuni degli scatti già realizzati e ne è rimasto molto soddisfatto. C'è la possibilità che la Fondazione li usi per realizzare un catalogo, ma l'accordo è che questa ipotesi venga effettivamente vagliata una volta che avrò consegnato tutte le foto”.


40-45 scatti più un apparato iconografico con immagini particolari che riprendono vari scorci della città: questa la struttura di un progetto che ha preso sempre più piede ingrandendosi strada facendo e che, indipendentemente dalla decisione della Carifermo sulla realizzazione del catalogo, sfocerà quanto meno in una mostra nel Fermano in uno spazio e in date ancora da concordare tra la fotografa e l'amministrazione comunale del capoluogo. Un lavoro che la Marchionni sta portando avanti anche con la collaborazione di Alan Rey Wilmett, un tecnico della fotografia professionista, che la aiuta nell'allestimento degli scatti più complicati.


“Ho già scattato una trentina di foto – prosegue la freelance– in luoghi simbolo della città come le Cisterne Romane, il Teatro dell'Aquila e Villa Vitali, mentre venerdì (oggi, ndr) avrò la possibilità di immortalare l' “Adorazione dei Pastori” di Rubens nell'appena restaurata Chiesa di San Filippo Neri, dove è attualmente custodita. Inoltre mercoledì ho ricevuto l'autorizzazione dalla Carifermo per fotografare i resti del Teatro Romano posti sotto la sede principale di Palazzo Matteucci”.
In tutto questo è forse singolare il fatto che la Marchionni non sia neanche di Fermo, ma di Porto San Giorgio. Per chi pensasse che questo sia uno svantaggio, però, la fotografa ha un'altra opinione: “Non essere di Fermo in realtà mi aiuta – conclude – perché mi permette di immaginare dei mondi tra le sue strade e i suoi palazzi”.

 

La fotografa Monia Marchionni

Monia_Marchionni

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Data pubblicazione : 20/10/2017 10:29
Scritto da : Andrea Pedonesi
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