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Via al restauro della Sala del Mappamondo. Traslocano 15.000 volumi storici. FOTO E VIDEO

“Da cittadino sto vivendo questo momento un po' come un'operazione a cuore aperto. Un'impresa del genere non è mai stata realizzata nella storia della città e questa è senz'altro una bella responsabilità, anche perché stiamo lavorando su un suo centro nevralgico di Fermo”.
Il sindaco Paolo Calcinaro non nasconde una certa emozione. D'altronde, la Sala del Mappamondo vuota è una visione del tutto inedita. Dalla fine del 1600, infatti, si è assistito al massimo al trasferimento di alcuni settori, ma mai al suo svuotamento integrale.

Via al restauro della Sala del Mappamondo. Traslocano 15.000 volumi storici. FOTO E VIDEO

Fra un paio di giorni verrà invece completato lo spostamento temporaneo di tutti i manoscritti dalla Sala del Mappamondo nella Pinacoteca, un trasferimento che consentirà di procedere al secondo stralcio dei lavori di ristrutturazione di Palazzo dei Priori, quelli che prevedono il ripristino della Sala del Mappamondo e della Sala dei Ritratti (per una spesa di circa 500.000 €, ndr) per riacquisirne la totale funzionalità, se non addirittura per i ponti dei prossimi 25 aprile e 1 maggio, di sicuro entro giugno e quindi per la prossima estate, in coincidenza con il periodo di maggior afflusso turistico.

“Due giorni fa ci è stato riconosciuto l'anticipo di assicurazione – puntualizza Calcinaro – il progetto è già stato depositato e la prossima settimana lo approveremo in Giunta. Si tratta di un'operazione importante, eseguita anche con velocità, a maggior ragione se la confrontiamo con i tempi medi degli interventi post sisma, e che ci permette di ripristinare la stabilità di una struttura che a causa della sua età dimostrava grande fragilità”.

In parallelo ai lavori di ristrutturazione della Sala del Mappamondo, tutto lo staff della Biblioteca, coadiuvato anche dalle ragazze del Servizio Civile, porterà avanti una serie di riscontri sui circa 15.000 libri in essa conservati, verificandone lo stato di conservazione e controllando che siano effettivamente in ordine. Volumi, questi, che rappresentano il cuore del patrimonio della Biblioteca, risalendo per la maggior parte al '500 e al '600 e proveniendo in molti casi dalle donazioni di Romolo Spezioli, cui la Biblioteca stessa è ora intitolata.

“I libri sono in buone condizioni – garantisce la direttrice della Biblioteca, Maria Chiara Leonori – perché la Sala del Mappamondo fu pensata per la loro conservazione e, anche se la temperatura è forse più bassa della media, il livello di umidità è perfetto e questo ha garantito l'ottima conservazione dei manoscritti, che non hanno muffe né agenti patogeni attivi. Forse qualcuno ha qualche danno di tipo “meccanico”, ma a questo proposito contiamo di poter fare un intervento mirato dove serve”.
Tutto ciò, spiega la stessa Leonori, non sarebbe stato possibile senza la professionalità e la serietà della ditta Premio di Bologna che, con un cospicuo dispiegamento di uomini, sta ultimando in meno di un mese le operazioni di spostamento dei libri. Successivamente la stessa impresa si occuperà anche della spolveratura manuale di ciascun libro in cappa aspirante, dell'antitarlo, della pulizia della scaffalatura e infine del riposizionamento.

 

“Gli operai della ditta sono stati encomiabili – spiega la Leonori – perché toccare un patrimonio del genere fa tremare i polsi”. Un patrimonio inestimabile, che riscuote grande interesse anche fuori dai confini nazionali al punto tale che la Biblioteca Spezioli ha attualmente in corso addirittura due progetti di respiro internazionale con partner stranieri. Il primo è un progetto coordinato dalla British Library di Londra sugli incubanoli, i libri del '400, e si ripropone di tracciare una storia della circolazione attraverso l'Europa dei manoscritti di quel secolo attraverso le note di possesso, mentre il secondo è una collaborazione con il prestigioso ateneo californiano di Stanford sui fondi storico medici.


“Aver spostato tutti quei libri è una vera e propria impresa – conclude la Leonori – e quello che abbiamo cercato di fare è stato trasformare una calamità come quella del terremoto in un'opportunità: è questo il giusto atteggiamento con cui affrontare le cose”.

 

Pinacoteca

 

Pinacoteca_2

 

Calcinaro_pinacoteca

Letture:609
Data pubblicazione : 14/11/2017 17:08
Scritto da : Andrea Pedonesi
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • Dario

    15-11-2017 10:52 - #1
    E' un vero patrimonio. Ricordo con piacere la gentilezza del personale quando passai per una ricerca sulla ferrovia storica Amandola - Fermo - Porto San Giorgio: non solo ebbi il materiale ma fecero visitare pure la Biblioteca. E' da prendere come esempio!
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