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Porto San Giorgio, parità di genere in giunta. Francesca Vitali: "Innegabile che Loira sia in torto, ma poco credibile la battaglia di chi cercò di pattuire un assessorato con lui"

"Si sa per certo che, delle ex componenti della Commissione Pari Opportunità del Comune di Porto San Giorgio, almeno due hanno presentato la domanda per concorrere come assessore nel medesimo.
Come si sa che la prima a far notare l'errore del Sindaco Loira, la Consigliera di Opposizione Vitturini, chiese, prima ancora delle elezioni di giugno, di essere inserita in Giunta, in caso di riconferma dello stesso". Francesca Vitali, ex componente del direttivo di Forza Italia a Porto San Giorgio, torna sulla questione della parità di genere nella giunta della città, in risposta al comunicato congiunto diffuso dalle ex componenti della commissione comunale per le pari opportunità.

Porto San Giorgio, parità di genere in giunta. Francesca Vitali:

"E' innegabile che Loira sia in torto, a rigor di legge: la legge Delrio 56/2014 sulla parità di genere obbliga infatti i comuni al di sopra dei 3000 abitanti a vedere ciascuno dei sessi rappresentato in amministrazione almeno al 40% - spiega la Vitali -. Lungi da me voler difendere una persona nel torto, pur conoscendo l'onestà intellettuale del Sindaco e stimando incondizionatamente il politico, ma è secondo me poco credibile la battaglia di colei che cercò anzitempo di pattuire con lui un assessorato.
E lo sono altrettanto quelle di donne come la Dott.ssa Capeci e la Dott.ssa Minnetti che, casualmente, intervengono dopo aver presentato domanda per concorrere alla carica, su bando promosso da un Sindaco che ha dato quindi prova di volersi attenere a quanto stabilito dal T.A.R".


"Aggiungo, per amor del vero, che in tempi non sospetti, per la loro formazione e il loro rigore morale, avrei avuto piacere di vedere come Assessore una tra la Minnetti e la Capeci - si legge ancora nella nota -. Ahimè, peccato queste stoccate che, assieme a quelle della Consigliera Vitturini, mi fanno venire in mente il celeberrimo detto "Cicero pro domo sua".
Mai, ad oggi, alla veneranda età di 35 anni, dopo tante battaglie condotte per le donne, in solitaria e senza clamore, contrastata spesso da altre donne inserite nella macchina politica, ho sentito altre rappresentanti, come me, del gentil sesso, ma ben più potenti ed influenti della sottoscritta, dire di coalizzarci e lottare per i diritti del nostro genere, come ad esempio non vederci costrette a firmare un foglio di dimissioni in bianco al momento dell'assunzione, per consentire al datore di lavoro di escludere dall'organico la dipendente qualora rimanga incinta; oppure per esigere contratti della medesima durata e alle identiche condizioni di colleghi uomini".


"Andando fuori tema, ma per estendere il raggio, si legge di orde di attrici molestate, e sempre più nomi di vittime e carnefici vengono fuori e ho la mia indignazione (ma anche le mie perplessità), ma non leggo di cameriere o operaie che subiscono lo stesso trattamento - prosegue la Vitali -. O perlomeno, i casi che si vengono a conoscere sono sporadici e senza troppi riflettori accesi e spesso la malcapitata si ritrova disoccupata per dei lunghi periodi o etichettata come mitomane, senza voglia di lavorare.

Allora, cari paladini e soprattutto care paladine della giustizia, mi rincresce confessarlo, rimane troppo faticoso appoggiare le vostre cause.
Perché per prima credo e lotto per i diritti di chi ha più bisogno e credo in chi lotta nei diritti dei più bisognosi.
Se permettete, una donna che vuole un assessorato da un Sindaco irrispettoso della legge, viene sempre dopo una madre che reclama il suo diritto al lavoro e che sovente non trova appoggio alcuno in donne che ricoprano ruoli importanti, come ad esempio un assessorato.
Se permettete, mi dispiace che un'attrice per sudditanza psicologica abbia ceduto a delle molestie e come lei anche altre, ma molto di più che una cameriera che, dopo aver ricevuto la stessa onta, si ritrovi in mezzo alla strada per non aver ceduto e buttato il grembiule per terra.
Sentir parlare di diritti delle donne solo quando a certe donne fa comod, è una presa per i fondelli proprio per noi donne, perdonate la voluta ripetizione!"

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Data pubblicazione : 04/12/2017 09:21
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • Altido Laureti

    04-12-2017 18:36 - #1
    Tutto quanto ciò descritto si chiama "opportunismo",la politica si è ridotta a questo,senza togliere i meriti delle donne .
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