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L' "ente sconosciuto" che non piega la testa: Il bilancio del 2017 della Provincia di Fermo

Con il 2017 che volge ormai al termine, anche per la Provincia di Fermo è tempo di tracciare un bilancio sulle attività portate avanti negli ultimi dodici mesi all'interno di un quadro istituzionale che, dopo l'approvazione della Legge Delrio e la seguente bocciatura del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, delinea ancora l'ente provinciale nella sua generalità quasi come “un ente sconosciuto”, secondo la definizione coniata ironicamente per l'occasione dalla Presidente Moira Canigola: “E' stato un anno di intenso e duro lavoro – spiega – in cui la partita principale si è giocata in particolar modo nel trovare le risorse per chiudere il bilancio e poter quindi garantire quei servizi utili per il nostro territorio”.

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Un anno segnato inevitabilmente anche dalla gestione dell'emergenza post sisma, dalle nevicate di gennaio e dalle piogge abbondanti che in alcuni situazioni hanno reso pericolosi i fiumi del territorio. All'interno di questo “campo minato”, la Canigola e il consiglio sono riusciti, anche grazie alla continua pressione esercitata a livello nazionale dall'associazione dei presidenti di provincia, a chiudere il bilancio ad ottobre e a mettere in campo una serie di interventi nelle loro principali funzioni di competenza: “Innanzitutto abbiamo destinato alla viabilità gli 1,4 milioni arrivati dalla Regione come contributo straordinario (i restanti 500mila verranno erogati nel 2018, ndr) per eseguire tutta una serie di operazioni manutentive rinviate a lungo proprio per carenza di risorse – illustra la Presidente -. In particolare abbiamo lavorato molto per la realizzazione del bypass di Amandola e della cosiddetta “Strada del Ferro” che attraverserà Molini Girola, per la quale manca ormai solo il bando. Inoltre abbiamo sbloccato ulteriori fondi e risorse che ci permetteranno anche di progettare una serie di investimenti che vedranno la luce nel 2018”.


Nell'ambito delle risorse straordinarie arrivate in relazione al terremoto, nel 2017 la Provincia ha avuto a disposizione 16,5 milioni per l'edilizia scolastica, somma investite nei nuovi laboratori dell'Iti Montani, nel Liceo Classico A. Caro, nell'adeguamento sismico dell'ITC di Amandola, del triennio del Montani e del Liceo Scientifico Calzecchi Onesti, e che ha quindi consentito di offrire risposte concrete alle preoccupazioni dei genitori e degli stessi studenti.


Ma la Canigola ha sottolineato come il suo ente si sia mosso con profitto anche al di fuori delle macro funzioni a esso assegnate, svolgendo in diverse situazioni un importante ruolo di coordinamento, in particolare nell'ambito del Tavolo per lo sviluppo e la competitività che, sempre secondo la Presidente, “ha permesso di riunire persone appartenenti ai settori più disparati e di farle parlare con una voce sola di un unico obiettivo: risollevare il territorio dalla crisi in cui è caduto, una crisi segnalata ancora da una serie di indicatori negativi proprio nel momento storico in cui invece il Paese nel suo complesso, pur con numeri ancora leggeri, sembra stia cominciando a ripartire”.


Il vicepresidente Stefano Pompozzi ha invece affrontato le tematiche relative all'ambiente, di cui ha la delega: “Grazie al lavoro dei comuni in due anni e mezzo abbiamo recuperato dieci punti percentuali sulla raccolta differenziata, rimanendo sempre la provincia marchigiana con il più basso numero pro capite di rifiuti prodotti – spiega -. Il 2017 è stato l'anno dell'accelerazione forte sul piano d'ambito, che ci consentirà di avere una sorta di PRG dei rifiuti: abbiamo già presentato una prima bozza al comitato ristretto dei sindaci e ci apprestiamo quindi ad andare alla discussione per arrivare poi all'approvazione a primavera del 2018”.

“Fra l'anno prossimo e il 2019 riceveremo anche i benefici delle migliorie strutturali che stiamo approntando – continua Pompozzi, che poi precisa: quello che si sta concludendo è stato un anno difficile in cui, per dare attuazione all'ottica di solidarietà imposta a livello regionale, abbiamo comunque aiutato anche le province di Ancona, che aveva problemi nel trattamento dei rifiuti, e di Ascoli nella fase dell'abbancamento, ma non si tratta certamente di un commercio di rifiuti".


“Abbiamo fatto un lavoro abnorme in una situazione di forte difficoltà a livello di risorse economiche e di personale – commenta il consigliere provinciale Pierluigi Malvatani -. L'auspicio per il nuovo anno è che si rimetta mano in maniera seria alle province”.
“Tutti ci abbiamo messo tantissimo lavoro e impegno – rincara la dose con durezza la Canigola – e mi auguro che ciò venga compreso dal territorio e soprattutto dalle istituzioni centrali, perché la riforma che ha riguardato i nostri enti sta mostrando sempre di più la propria scelleratezza. Sicuramente qualche segnale positivo comunque si intravvede nella nuova legge di stabilità, che prevede fondi maggiori che forse ci eviteranno la questua che abbiamo dovuto fare quest'anno”.


E proprio a proposito del ruolo, delle risorse e delle competenze delle province, da segnalare anche l'intervento dell'assessore regionale al bilancio Fabrizio Cesetti che, a margine della conferenza stampa di metà mandato tenuta insieme al consigliere Francesco Giacinti, ha dichiarato che “è assolutamente necessario che si prenda atto del risultato referendario e che ci si ricordi che le province sono articolazioni della Repubblica per Costituzione, dotate quindi di pari dignità istituzionale rispetto allo Stato, alle Regioni e ai Comuni. Sono quindi necessari un superamento e una rivisitazione della Legge Delrio e di tutta la legislazione conseguente, ripristinando l'autonomia finanziaria delle province e l'elezione diretta dei loro presidenti. All'insediamento delle nuove Camere formalizzeremo questa richiesta attraverso i canali istituzionali della Regione Marche”.

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Data pubblicazione : 29/12/2017 15:04
Scritto da : Andrea Pedonesi
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