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La Regione compra immobili per i terremotati, sui social si accende il dibattito tra Marinangeli e Calcinaro: le posizioni dei due sindaci

La gestione del post sisma continua a far parlare di sé a quasi un anno e mezzo dalle prime scosse.
E' notizia di ieri che la Regione Marche ha firmato il decreto per l'acquisizione di 364 alloggi, per un valore complessivo di 56 milioni di euro (comprensivo di Iva e altri oneri), da destinare alle famiglie terremotate in sostituzione dei Cas e della sistemazione in albergo.

La Regione compra immobili per i terremotati, sui social si accende il dibattito tra Marinangeli e Calcinaro: le posizioni dei due sindaci

Non tutti i comuni hanno però potuto partecipare con i propri immobili al bando predisposto dell'Erap perché questi ultimi non sono in regola con gli stringenti criteri da esso richiesti: “Si tratta di un bando viziato a monte – attacca il sindaco di Amandola, Adolfo Marinangeli – perché prevede l'acquisto, da parte della Regione Marche, di immobili aderenti alla normativa sismica del triennio 2010-2012. Così facendo sono stati esclusi a priori tutti quei comuni della zona montana che hanno subito danni ingenti dagli eventi sismici del 2016 e nei quali non si costruisce più da molto tempo: mi riferisco non solo ad Amandola, ma a tante altre piccole realtà come Santa Vittoria in Matenano, Smerillo o Montefalcone. E' da più di un anno che noi sindaci lottiamo contro questo bando, che è stato anche rifatto tre volte, perché lo riteniamo per l'appunto inaccessibile”.

 

E in effetti, scorrendo la lista dei comuni assegnatari, c'è spazio per sole cinque realtà del Fermano: Montefortino (3 immobili per una spesa complessiva da parte della Regione di 225 mila euro), Servigliano (sette immobili, 700 mila euro), Falerone (un immobile, 153 mila euro), Fermo (22 immobili per quasi 3 milioni di euro) e Porto Sant'Elpidio (tre immobili per 477 mila euro).

“Ad Amandola ci sarebbero 42 appartamenti disponibili per essere acquistati – prosegue Marinangeli – ma nessuno è in regola con quella normativa. Nella nostra città abbiamo 25 famiglie che da un anno e mezzo vivono in dei container di metallo in campagna. Ovviamente non considero la nostra situazione alla stregua di quella dei comuni maceratesi dell'epicentro come Visso, Castelsantangelo sul Nera o Ussita, però è anche vero che quella di Amandola non è una realtà paragonabile a quella di Fermo”.

 

E proprio attorno a questo concetto si è sviluppata anche una polemica direttamente sui social network tra lo stesso Marinangeli e Paolo Calcinaro, sindaco del comune capoluogo. Marinangeli, infatti, in un post pubblicato ieri sera sulla sua bacheca Facebook, aveva scritto che “l'acquisto di appartamenti fuori dal cratere con i fondi del terremoto è semplicemente una "violenza" culturale e sociale a quei territori feriti che credo la Regione debba immediatamente bloccare come abbiamo più volte richiesto”.
“Siamo tutti convinti che al di fuori della provincia ci siano realtà catastrofiche e ben più gravi della nostra – argomenta invece il primo cittadino fermano -. Mi sembra però di cattivo gusto fare la graduatoria delle famiglie messe meglio o peggio all'interno dei nostri confini provinciali, portando avanti in questo modo una sorta di guerra tra chi è in difficoltà”.

“I diritti di chi ha la casa danneggiata sono uguali dappertutto, a Fermo come in altre realtà, non esistono sfollati di serie A e sfollati di serie B – afferma con tono perentorio Calcinaro - e mi schiero con le unghie e con i denti a difesa delle famiglie fermane costrette da mesi a vivere lontano dalle proprie abitazioni, famiglie di cui ho conosciuto e toccato personalmente con mano le difficoltà. Gli appartamenti da acquistare nella nostra città andranno a famiglie fermane con inagibilità gravi di tipo E ”.

 

Polemica proseguita poi in merito a una dichiarazione rilasciata dallo stesso Calcinaro in un'intervista al quotidiano online laprovinciadifermo.com, nella quale il primo cittadino fermano sosteneva che “proprio per ovviare al problema di tanti piccoli comuni terremotati che non hanno appartamenti a disposizione, avrei inserito la possibilità di destinare chi oggi è ancora in albergo o nei Cas ad un appartamento anche fuori dal comune di residenza in attesa della ricostruzione della propria casa".
Un'ipotesi che ha incontrato la ferma resistenza di Marinangeli, convinto, come riportato testualmente nel già citato post su facebook e indirizzato direttamente a Calcinaro, che l'idea del sindaco di Fermo non sia “né proponibile né accettabile”, e che rappresenti piuttosto “un'offesa ai comuni e ai territori realmente terremotati che stanno soffrendo per tornare alla normalità e non possono pensare ad un ulteriore terremoto sociale e culturale quale quello di accelerare l'emigrazione e l'abbandono delle aree interne”.
“Il sindaco del comune capoluogo dovrebbe pensare all'interesse e al bene di tutto il territorio” - rincara la dose Marinangeli nell'intervista concessa alla nostra redazione.

 

Anche su questo punto, però, Calcinaro non ci sta e chiarisce la sua posizione sempre a informazione.tv, riferendosi a quella che secondo lui potrebbe essere una miglioria da apportare in vista dell'ulteriore apertura dei termini, annunciata dalla Regione, per consentire l'eventuale assegnazione delle unità immobiliari ancora disponibili ai soggetti aventi diritto: “Sono il primo a comprendere che spostare di pochi km i cittadini dell'interno momentaneamente ospitati nelle strutture ricettive della costa abbia poco senso e infatti nelle mie dichiarazioni non c'era nessun riferimento specifico a Fermo – spiega il sindaco -. Il mio era semplicemente un commento di portata generale sulla funzionalità di una legge della Regione: cercare di piazzare l'invenduto in un comune piccolo tante volte può non essere facile. Magari, invece, allargare il criterio comprendendo ad esempio i paesi confinanti potrebbe essere una soluzione”.
“Perché uno sfollato di Pieve Bovigliana non può usufruire di un eventuale appartamento invenduto nella vicina Fiordimonte invece di rimanere sulla riviera?” - si è chiesto in conclusione Calcinaro per esemplificare il concetto in uno dei commenti sotto il già citato post su facebook.

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Data pubblicazione : 05/01/2018 18:44
Scritto da : Andrea Pedonesi
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • Simonetta Montanelli

    05-01-2018 23:23 - #1
    Sarebbe interessante sapere di chi sono gli immobili acquistati a Fermo. Corre voce, infatti, che le case sarebbero quelle mai vendute dell'area "Vallesi". Una doppia beffa per i Fermani . Primo perché quel mostro, per altro mai utilizzato , e realizzato con la responsabilità della giunta Di Ruscio, oltre ad essere un insulto alla logica diventerebbe, d'incanto, remunerativo per la ditta che lo ha realizzato con i soldi, ancora una volta di tutti i contribuenti dopo lo scandalo parcheggi. Una operazione che sa di marcio lontano un miglio. Secondo, perché cosi facendo anche i costi di manutenzione della struttura sarebbero a carico della intera collettività visto che gli immobili acquisiti passerebbero alla gestione ERAP. Come dire, in Regione, la vergogna non ha limite.
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