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"Scogliere emerse lungo tutto il litorale cittadino". L'impegno della Regione Marche davanti agli operatori balneari di Porto Sant'Elpidio

La questione dell'erosione costiera continua a tenere banco a Porto Sant'Elpidio. Questa mattina presso lo Chalet Konkobà, concessione del litorale sud, il tratto più interessato dal problema, i rappresentanti della Regione Marche (gli assessori Angelo Sciapichetti e Fabrizio Cesetti, il consigliere Francesco Giacinti e alcuni tecnici) hanno incontrato una folta delegazione di operatori balneari della città, alla presenza anche del sindaco Nazareno Franchellucci, della sua vice Annalinda Pasquali e dell'assessore al turismo Milena Sebastiani.

L'incontro, molto partecipato e dai toni spesso anche piuttosto accesi, ha seguito una prima riunione tenutasi a dicembre nella sede della Regione Marche, in cui, come ricordato dal primo cittadino elpidiense, erano stati toccati tre punti fondamentali: in primo luogo la necessità, messa nero su bianco dall'amministrazione fin dal 2014, di superare l'attuale sistema di protezione della costa basato sulle scogliere sommerse, che ha palesato tutta la propria inadeguatezza di fronte ai fenomeni ambientali degli ultimi anni.

Scogliere emerse non solo per la parte a sud, però, ma per tutto il tratto di costa elpidense fino al confine settentrionale segnato dal fiume Chienti: questo il secondo punto evidenziato da Franchellucci, necessario per evitare che i danni continuino ad interessare anche gli stabilimenti più a nord, recentemente colpiti anch'essi dal problema.

“Nessuno però può immaginare che queste barriere arrivino immediatamente, quindi c'è bisogno di protezioni temporanee per evitare i danni agli stabilimenti e che il Comune debba rimettere mano ogni anno al bilanco per sistemare i marciapiedi - ha chiarito Franchellucci -. L'amministrazione comunale, di concerto con la Regione, ha predisposto il posizionamento di sacchi riempiti con breccia a difesa delle concessioni. Nessuno ha mai pensato che potessero essere la soluzione del problema, anche perché ovviamente hanno una durata limitata, ma avevano l'unico significato di cercare di limitare i danni da mareggiata. La terza richiesta è stata quindi quella di studiare dal punto di vista normativo una soluzione che ci potesse permettere di apporre protezioni più efficaci, come scogli o blocchi di cemento”.

 

Nel mese e mezzo trascorso dalla riunione di dicembre la Regione Marche si è presa del tempo per approfondire in sede tecnica i tre punti portati alla sua attenzione dall'amministrazione comunale e dagli operatori balneari e questa mattina ha annunciato ufficialmente le sue risposte. La prima, quella più importante, è che le scogliere emerse si faranno, interesseranno tutto il litorale elpidiense e verranno inserite nel nuovo piano di difesa della costa: “Un impegno che cambia, inverte e rivoluziona completamente quanto si è fatto fino ad ora a Porto Sant'Elpidio – sottolinea l'assessore Sciapichetti -. E' un passo che ci darà la possibilità di iniziare un percorso non semplice, non breve e non economico perché comporta investimenti ingenti che si dovranno necessariamente fare negli anni”.

“Il piano di difesa della costa sarà adottato entro il 2018 – garantisce invece l'assessore Cesetti -. Le procedure sono complesse perché interagiscono con disposizioni nazionali, ma ci assumiamo quest'impegno e lo porteremo a termine”.

 

Per quanto riguarda le risorse con cui realizzare questi interventi, Cesetti e Sciapichetti hanno evidenziato la necessità di attingere anche a fondi comunitari. La strada che sta emergendo in questi giorni, di cui andrà verificata la fattibilità ma che potrebbe velocizzare le procedure, è quella di riuscire a far finanziare queste operazioni a difesa della costa con i fondi che l'Italia sta già ricevendo per la difesa del suolo, una soluzione che Cesetti ha definito “astrattamente possibile”.

In merito agli interventi provvisori, quelli che dovrebbero garantire la sicurezza delle concessioni balneari in attesa della realizzazione delle scogliere emerse, i tecnici della Regione hanno comunicato la possibilità per gli operatori di mantenere già da quest'anno i sacchi di breccia davanti ai propri stabilimenti con un iter semplificato fondato su un'autorizzazione di durata pluriennale e quindi senza la necessità di ripetere per ogni stagione le procedure valutative solitamente richieste per legge.

“Sono due obiettivi concreti e notevoli – spiegano all'unisono Sciapichetti e Cesetti rivolgendosi direttamente agli operatori – di certo non un risultato enorme o definitivo, ma comunque un passo avanti importante che ci permette di dare delle risposte a quasi tutti i punti che avevate posto alla nostra attenzione nella riunione di dicembre”.

“Adesso vedremo di approfondire, con scrupolo e senso di responsabilità, il discorso dei massi e degli scogli – chiosano gli assessori – verificando se esiste la possibilità normativa di lasciare per tutto l'anno questi strumenti protettivi di fronte alle vostre attività”.

 

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Data pubblicazione : 19/01/2018 12:33
Scritto da : Andrea Pedonesi
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