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Ponte sull'Ete Vivo: la volta buona? Fermo e Porto San Giorgio presentano il progetto definitivo: si punta al bando della Regione sulla ciclovia adriatica

“Le nostre città sono in colpevole ritardo su questa iniziativa. Venti anni fa l'opportunità non venne colta, il lavoro fu portato avanti ma non fu completato e oggi questo è uno dei pochi tratti della costa nella nostra regione a non essere ancora collegati. Ci siamo presi un impegno e stavolta dobbiamo portarlo a termine”. Nicola Loira, sindaco di Porto San Giorgio, non usa giri di parole: il ponte ciclopedonale sull'Ete Vivo, “un'opera attesa da decenni”, come l'ha definita qualche giorno fa il suo assessore ai lavori pubblici Valerio Vesprini, non può più aspettare, a maggior ragione se si pensa che quello che sta passando ora è un treno che potrebbe anche non capitare più.

 

Ponte sull'Ete Vivo: la volta buona? Fermo e Porto San Giorgio presentano il progetto definitivo: si punta al bando della Regione sulla ciclovia adriatica

La Regione Marche, infatti, nell'ambito del suo progetto relativo alla viabilità ciclopedonale sulla costa adriatica, ha emesso un bando con specifiche premialità per quei comuni in grado di fare sistema: “Ci sembra un bando fatto apposta per il disegno che avevamo pensato insieme – conferma il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro - quello di un'opera che entrambe le amministrazioni avevano già inserito nei rispettivi programmi perché rappresenta un passo necessario per lo sviluppo del nostro turismo”.

 

Ecco allora che il progetto definitivo del ponte ciclopedonale sull'Ete Vivo e delle relative piste ciclabili annesse, progetto che i due sindaci e i rispettivi uffici tecnici hanno presentato questa sera in un incontro pubblico tenutosi al Residence Crirò di Marina Palmense, potrebbe trovare un forte finanziamento da parte della Regione: un milione di euro (su un totale di 1.333.333 €) potrebbe infatti arrivare da Palazzo Raffaello, con il resto dell'importo che verrebbe cofinanziato dai due Comuni, che hanno già stanziato la relativa cifra nel rispettivo piano delle opere pubbliche.

 

A questo punto, quindi, non resta che rientrare nella graduatoria dei progetti vincenti, ma da entrambe le amministrazioni, che pure evitano di sbilanciarsi esplicitamente, filtra un certo ottimismo: d'altronde, è il ragionamento condiviso, sembrerebbe difficile mettere in discussione la strategicità dell'opera (uno dei criteri imposti dal bando, ndr), che rappresenterebbe un importante volano turistico per tutte le strutture alberghiere della zona, oltre a migliorare la qualità della vita degli stessi residenti.

Inoltre, proprio il fatto di essere rimasti ormai tra gli ultimi tratti non collegati nella nostra regione diminuisce la concorrenza.

Insomma, che fosse davvero la volta buona? “Il bando inizialmente scadeva il 19 febbraio, termine che poi è stato prorogato al 21 marzo – spiega il dirigente ai Lavori pubblici del Comune di Fermo Alessandro Paccapelo – ma noi stiamo lavorando alacremente per arrivare all'obiettivo il prima possibile”.

 

I due Comuni, nelle persone dei due sindaci, hanno sottoscritto un'intesa nell'ambito di un accordo di programma con la Provincia di Fermo, accordo che adesso deve essere approvato in manier definitiva prima di procedere alla variante al piano regolatore necessaria per partecipare al bando: questi, quindi, i prossimi step, ultimati i quali e una volta auspicabilmente ottenuto il finanziamento, si passerà alla redazione del progetto esecutivo e al bando di gara per l'aggiudicazione dei lavori.

Lavori che da cronoprogramma dovrebbero durare 399 giorni, ovvero poco più di un anno, e che riguarderebbero un tratto di 1,5 km: 965 metri di pista ciclopedonale nel territorio comunale di Porto San Giorgio, 120 metri di ponte e altri 415 metri di pista ciclopedonale a Marina Palmense.

 

Il ponte verrebbe realizzato in acciaio con una campata unica di 55 metri che, evitando il problema del rigurgito delle acque, mitigherebbe il rischio idraulico che nella zona è molto elevato: la forma della struttura sarebbe ispirata al tema marittimo, con gli archi che si aprono verso l'esterno a richiamare la forma della prua di una nave e gli elementi terminali degli stralli che vanno invece a costruite la chiglia della nave fungendo anche da alloggiamento per l'illuminazione generale del percorso.

 

Queste, quindi, le linee generali del progetto: ora non resta che rimanere con il fiato sospeso aspettando il verdetto dela Regione, che potrebbe finalmente sbloccare una delle opere pubbliche più attese nel nostro territorio.

 

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Data pubblicazione : 29/01/2018 23:14
Scritto da : Andrea Pedonesi
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